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  • sabato 22 maggio 2010

I bisonti di Ted Turner

Ted Turner alleverà in uno dei suoi ranch una mandria di bisonti proveniente dal parco di Yellowstone

Il miliardario potrà tenere per sé numerosi esemplari, ma l'idea non piace agli ambientalisti che hanno deciso di fare causa

Un bisonte americano si nutre principalmente di erba e non bada molto ai confini dei parchi nazionali per trovare la vegetazione migliore. I responsabili dello Yellowstone National Park ne sanno qualcosa: stagionalmente diverse dozzine di bisonti abbandonano l’area protetta del parco per trovare l’erba migliore e allevare la prole. La scampagnata fuori da Yellowstone si è trasformata in un affare per il miliardario americano Ted Turner, che ha accolto diversi esemplari di bisonte in uno dei suoi ranch nel Montana. L’obiettivo è ripopolare la zona con nuove mandrie e non solo per scopi naturalistici.

Ted Turner possiede una catena di ristoranti che si chiama Ted’s Montana Grill specializzata nella cottura della carne di bisonte. Grazie a un accordo con lo stato del Montana, ha ottenuto la possibilità di allevare gli animali protetti usciti dai confini di Yellowstone per i prossimi cinque anni. Questi bisonti sono una risorsa preziosa perché sono ancora dotati del corredo genetico dei loro antenati vissuti nell’Era Glaciale. L’iniziativa fa parte di un progetto sperimentale che lo stato americano ha messo in piedi per estendere l’attuale numero di bisonti nelle aree settentrionali del Montana e all’occorrenza nel resto del West, racconta il New York Times.

Per il miliardario americano si tratta di un ghiotto affare, in tutti i sensi. Potrà tenere per sé buona parte dei nuovi nati nella mandria che ha in custodia, cosa che gli cosentirà di creare nuovi incroci nei suoi allevamenti per rinforzare la razza destinata ai grill della sua catena di ristoranti.

Il patto non piace naturalmente alle associazioni ambientaliste, che non ritengono utile l’impegno di un privato nella gestione di così tanti esemplari di una specie protetta fuoriusciti da un parco nazionale. Gli ambientalisti hanno deciso di citare in giudizio lo stato del Montana affermando che i bisonti sono un patrimonio pubblico, mentre il contratto stipulato con Turner non contempla dei limiti sull’uso commerciale degli animali e delle loro carni.

Un’azione legale presentata da un gruppo di ambientalisti afferma che lo stato, facilitando il passaggio dei bisonti da stato brado a di proprietà a favore del più grande fornitore di carne di bisonte della nazione attraverso la grande catena di ranch e ristoranti Ted’s Montana Grill, viola il proprio dovere di gestire le risorse naturali, come l’acqua o l’aria, per il bene di tutti.

La tesi degli ambientalisti è però respinta dalle autorità del Montana, che ritengono di aver agito nell’interesse di una intera specie animale a rischio estinzione. Se tutto andrà secondo i piani, entro i prossimi cinque anni i capi allevati da Ted Turner potrebbero passare da 87 a 188. Il miliardario ha le risorse necessarie per accudire bene gli esemplari nella sua riserva e potrà seguirli meglio di quanto sarebbe stato fatto a Yellowstone, aggiungono i rappresentanti legali del Montana.

Turner sembra comunque essere interessato più agli affari che all’effettiva diffusione dei bisonti selvatici, sottolinea sempre il New York Times. Nel corso degli ultimi anni, si è opposto all’idea di introdurre alcune mandrie allo stato brado in Montana per due semplici motivi: preservare l’erba per i suoi allevamenti, evitare la diffusione incontrollata di malattie del bestiame come la brucellosi.

Buona parte dei bisonti allevati nei ranch, a differenza dei loro cugini di Yellowstone, portano con sé alcuni geni dei bovini da allevamento, ricordano i biologi, principalmente a causa di alcuni incroci sperimentali condotti nei primi anni del ventesimo secolo. I bisonti di Yellowstone, invece, furono raccolti nel parco, scamparono i decenni di macellazione e sono ritenuti geneticamente puri.

Turner potrà dunque utilizzare le nuove generazioni in custodia per rinforzare la “diversità genetica” dei suoi bisonti allevati in numerosi ranch come quelli del New Mexico. A tre mesi dal loro arrivo nella riserva privata del miliardario, circa 48 chilometri quadrati, gli 87 esemplari sono già aumentati grazie alla nascita di otto nuovi bisonti. Uno non è sopravvissuto e stando alla spartizione prevista nel contratto con lo stato del Montana, a Turner spetteranno sei dei sette nuovi arrivati.

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