Il ministro Brambilla chiede l’abolizione della caccia

"Sono certa che esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi"

L'assessore veneto Donazzan, del PdL, chiede che si dimetta

Il ministro del Turismo Michela Brambilla ha dichiarato oggi di volere l’abolizione della caccia, riferisce il Gazzettino.

«Io non credo – ha spiegato Brambilla – che una minoranza di 750 mila cacciatori, così censita dall’Istat, possa pretendere di far prevalere le proprie ragioni rivendicando con arroganza la libertà di uccidere animali indifesi quando la maggioranza degli italiani si sente offesa da questo gesto».  E quindi, «credo sia possibile e necessario – ha aggiunto – arrivare all’abolizione della caccia anche perché sono certa che esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi».

Un membro del Consiglio dei Ministri che si dichiara così drasticamente a favore dell’abolizione della caccia non si ricorda, e se la Brambilla decidesse di avere il coraggio delle proprie opinioni rispetto a questo, si potrebbe aprire una discussione importante e lacerante all’interno della maggioranza. Probabilmente non succederà, ma l’assessore regionale veneto Elena Donazzan – del PdL anche lei – ha attaccato le dichiarazioni del ministro, pretendendone addirittura le dimissioni:

«Invito il Ministro Brambilla a dimettersi, perché una rappresentante del Pdl, eletta con il consenso ricevuto su un programma di Governo, non può permettersi di dire l’esatto contrario».
La Donazzan sottolinea che «il Pdl aveva espressamente messo nel proprio programma elettorale la modifica della Legge nazionale sulla caccia per avvicinarla alla normativa europea, che non solo è meno restrittiva di quella italiana, ma è decisamente più rispettosa delle tradizioni secolari legate alla cultura rurale ed all’attività venatoria».

«Rispetto – conclude l’assessore regionale – la posizione personale di Michela Vittoria Brambilla, ma pretendo da un ministro del mio partito intelligenza e rispetto politico».