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  • mercoledì 5 maggio 2010

Decifrare Bondi

Nell'intervista ad "A": "sui diritti ai gay la Chiesa dovrebbe cambiare atteggiamento"

Anche a Ballarò aveva fatto confusione: "Floris, lei mi fa perdere il filo"

C’è stata tutta un’agitazione nelle ultime 24 ore intorno a un’intervista fatta da “A” al ministro Bondi e alla sua compagna, l’onorevole Manuela Repetti. Dopo le anticipazioni di ieri, il ministro ha comunicato alle agenzie:

«Il senso e il significato vero della conversazione che io e la mia compagna Manuela Repetti abbiamo avuto con un giornalista del settimanale “A” sono purtroppo stati completamente travisati, storpiati e incompresi»

Cos’aveva detto Bondi nell’intervista?

Io sono di sinistra. Vorrei un partito come quello di Gordon Brown

Fini, prima della fusione, era pronto a fare liste comuni con Casini, Si erano incontrati a casa di Adornato. Poi ha visto i sondaggi ed è entrato nel Partito delle Libertà. Lui è autoritario. Perché tanti di An ora sono passati dalla nostra parte? Da noi si respira un’altra aria. Fini ha abbandonato il suo portavoce, Sottile. Berlusconi non l’avrebbe mai fatto”

E soprattutto

Io e Manuela siamo per i valori della famiglia, ma vorremmo che venissero riconosciuti dei diritti anche alle coppie di fatto, anche quelle gay. La Chiesa dovrebbe cambiare atteggiamento

Che Bondi – ministro di questo governo – si dichiari favorevole al riconoscimento dei diritti civili alle coppie gay era in effetti una notizia. Ma Bondi ha poi smentito. L’autore dell’intervista, però, si è detto «dispiaciuto per quanto è accaduto e se ho equivocato le parole del ministro e dell’onorevole Repetti. Ma ho riascoltato la registrazione della nostra intervista e non credo di essere incorso in errori». E oggi il Secolo sostiene di non ritenere valida la smentita del ministro:

D’accordo, ha smentito. Ma il giornalista che ha fatto l’intervista conferma e dice di avere una registrazione precisa sul punto.

Sandro Bondi è un uomo che raramente si permette deviazioni dalla linea berlusconiana o rischi di conflitto interno, o esterno con la Chiesa. E “raramente” è una concessione. Quindi è difficile capire in quale modo quelle parole (non tanto quelle su Fini, ma quelle sui gay) gli siano dal sen fuggite. A meno di non ripensare alla puntata di Ballarò della settimana scorsa quando il ministro si era più volte lamentato col conduttore che gli faceva a suo dire “perdere il filo”: col risultato di dire in diretta – sulle registrazioni Fassino-Consorte – una cosa opposta a quella che intendeva (“hanno fatto bene a pubblicarle”), come avrebbe spiegato poi a telecamere spente.

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