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  • martedì 27 aprile 2010

L’odissea di Noriega fa tappa a Parigi

L'ex dittatore è arrivato in Francia, dove era stato accusato in contumacia per riciclaggio di denaro

Dopo più di vent'anni in prigione, gli Stati Uniti hanno dato il via libera all'estradizione, negandogli la possibilità di tornare a Panama

Manuel Noriega è atterrato in Francia: una nuova tappa non solo geografica nella rocambolesca storia dell’ex dittatore di Panama. Hillary Clinton ha firmato la sua estradizione dagli Stati Uniti, consegnandolo a un tribunale dove affronterà le accuse di riciclaggio di denaro ricavato dal traffico di droga avanzate dalla Francia nel 1999.

Noriega scalò la gerarchia militare panamense fino a diventare il Capo di Stato Maggiore nel 1982 e leader dal paese fino al 1989. Una volta assunto il controllo di Panama, Noriega propose un alleanza con gli Stati Uniti, agendo come mediatore con Fidel Castro e aiutando gli americani in En Salvador e Nicaragua. Secondo le dichiarazioni dell’ex direttore della CIA Stansfield Turner, Noriega sarebbe stato sul libro paga della CIA sin dall’inizio degli anni ’70.

Nel 1988 “Faccia d’ananas” — chiamato così a causa della sua acne — venne accusato di traffico di droga proprio dagli Stati Uniti che l’avevano appoggiato fino a quel momento. Nelle deposizioni successive, Noriega avrebbe poi raccontato che i funzionari del Dipartimento di Stato americano gli avevano proposto due milioni di dollari per lasciare Panama ed andare in esilio in Spagna. Noriega rifiutò, e l’amministrazione USA gli sottrasse definitivamente il suo appoggio.

Nel dicembre del 1989 Noriega dichiarò lo stato di guerra con gli Stati Uniti. Il 20 dicembre 1989, pochi giorni dopo, in seguito all’uccisione di un marine americano George H. W. Bush ordinò l’invasione di Panama, soprannominata Operazione Giusta Causa. Gli scontri durarono cinque giorni, in cui morirono circa tremila civili. Noriega si rifugiò nella Nunziatura Vaticana e per stanarlo le truppe americane usarono la guerra psicologica, suonando musica ad altissimo volume. Il Vaticano protestò per la confusione, e i soldati si fermarono.

Il 3 gennaio 1990 Noriega si arrese. Una volta arrivato negli Stati Uniti venne processato per otto capi d’imputazione tra cui traffico di droga, estorsione e riciclaggio di denaro sporco.

Una delle critiche più dure all’amministrazione USA arrivò da Noam Chomsky, che accusò gli Stati Uniti di essere sempre stati a conoscenza del traffico di droga e delle elezioni truccate controllate da Noriega, ma di aver sempre fatto finta di nulla per decenni, abbandonandolo solo quando era ormai chiaro che il dittatore non era più controllabile.

Il processo fu confuso e ambiguo, e si protrasse a lungo a causa della contradditorietà di molte deposizioni. Buona parte dei testimoni, tra cui agenti della CIA e della DEA, lo dichiararono una messinscena. Nel ’92 Manuel Noriega fu ritenuto colpevole e condannato a 40 anni di reclusione, poi ridotti a 30 e infine a 17 per buona condotta, con la possibilità della libertà condizionata nel 2007.

Ma, solo pochi prima della sua scarcerazione, gli Stati Uniti diedero il via libera per l’estradizione in Francia, dove era stato accusato in contumacia nel 1999. Mancava solo la firma del segretario di stato, arrivata pochi giorni fa, e a nulla è servita la richiesta di grazia inviata a Sarkozy. L’avvocato di Noriega si è dichiarato scioccato dal comportamento degli Stati Uniti, che non lo avrebbero avvisato della decisione.
https://www.youtube.com/watch?v=Z3spYU7l440

Noriega viene accompagnato sull’aereo che lo porterà in Francia.

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