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  • martedì 13 Aprile 2010

Al Vaticano serve uno spin doctor

Prima Cantalamessa e le sue frasi sull'antisemitismo, ora Bertone sostiene che ci sia "una relazione tra pedofilia e omosessualità"

Dura reazione dei movimenti per i diritti civili: "Menzogna spudorata". Scalfarotto: "Sfidano il ridicolo"

Al Vaticano serve uno spin doctor. Benché la Chiesa cattolica si trovi in uno dei momenti più complicati della sua storia, le dichiarazioni spericolate di vescovi, cardinali e alti prelati rendono la situazione ogni giorno peggiore. Qualche giorno fa era toccato a padre Cantalamessa, autore dell’avventato paragone tra le critiche alla chiesa per via della questione dei preti pedofili e le campagne antisemite precedenti alla seconda guerra mondiale. Ieri invece è toccato al segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, che durante una visita ufficiale in Cile si è lasciato andare a quest’azzardata teoria.

“Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali”

Non sono mancate le repliche, da parte del Movimento cileno per le minoranze sessuali (MOVIKH) – “Bertone mente in modo palese ed inumano” – e da parte del leader di Arcigay Aurelio Mancuso: “Non c’è alcun legame tra omosessualità e pedofilia, questo è stato stabilito moltissimi anni fa dalle società di pischiatria e di psicologia internazionali”. Duro il commento di Ivan Scalfarotto, vice presidente del PD:

“Che pedofilia e omosessualità non abbiano nulla a che vedere è dato ormai pacificamente acquisito dalla scienza e nessuna persona di buon senso si premetterebbe di sfidare il ridicolo in pubblico dicendo castronerie di tale portata. Peraltro, e purtroppo, in assenza di una legge che lo vieti espressamente dire cose così gravi inoculando il bacillo dell’intolleranza contro pacifici cittadini e contribuenti è naturalmente facoltà di ciascuno. Come possa sopportarlo un Paese civile, è tutta un’altra questione”.