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  • lunedì 29 Marzo 2010

Attentato kamikaze a Mosca, 38 morti

Attentati nelle stazioni Lubianka e Parco della cultura, un terzo attentato sarebbe fallito alla stazione Prospekt Mira

Qualcuno ci guadagna: i tassisti moscoviti avrebbero istantaneamente aumentato le loro tariffe del 10 per cento

Grave attentato nella metropolitana di Mosca, dove questa mattina alcune donne kamikaze si sarebbero fatte esplodere, uccidendo almeno 38 persone. Le esplosioni hanno coinvolto la stazione di Lubianka e quella del Parco della cultura, mentre un terzo attentato sarebbe fallito alla stazione Prospekt Mira. Secondo il sindaco di Mosca Yury Luzhkov “le esplosioni sono avvenute quando i treni erano in avvicinamento, così da massimizzare i danni”.

Sebbene non sia ancora stata diffusa una rivendicazione ufficiale – è allo studio l’autenticità di un messaggio apparso su un sito di separatisti ceceni – le indagini guardano ai gruppi indipendentisti islamici, già in passato responsabili di simili attentati. Nel dicembre del 2003, ricorda il New York Times, una donna – vedova di un guerrigliero ceceno – si fece esplodere in pieno centro a Mosca, uccidendo 6 persone. Nel settembre del 2004, poi, un kamikaze provocò la morte di nove persone e il ferimento di oltre cinquanta facendosi esplodere fuori dalla stazione Rizhskaya. Nel febbraio dello stesso anno un altro attentato kamikaze nella metropolitana uccise 41 persone. Repubblica ricostruisce la lunga serie di attentati che hanno colpito la capitale russa negli ultimi dieci anni.

Intanto, racconta il live blog con cui il Guardian sta seguendo l’evolversi della situazione, qualcuno a Mosca starebbe approfittando del caos seguito all’attentato. “In attesa di individuare i responsabili dell’esplosione, gli abitanti di Mosca hanno trovato un bersaglio alternativo per la loro rabbia: i tassisti. Stando a quel che si legge su diversi tweet – i quali, ovviamente, non sono confermati – alcuni autisti questa mattina avrebbero immediatamente aumentato le loro tariffe, approfittando dell’odierna situazione di difficoltà del trasporto pubblico”.