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  • Lunedì 7 marzo 2022

La “Z” diventata simbolo dell’invasione russa

Apparsa inizialmente sui mezzi militari russi, forse per indicarne la direzione, è ora un elemento della propaganda di Putin

Un veicolo lancia-missili antiaerei Pantsir-S1 dell'esercito russo, con la lettera Z disegnata sopra.
Un veicolo lancia-missili antiaerei Pantsir-S1 dell'esercito russo, con la lettera Z disegnata sopra.

Da giorni molti sostenitori dell’invasione russa dell’Ucraina hanno iniziato a esporre ed esibire una lettera Z per indicare il loro sostegno all’aggressione militare. Era inizialmente apparsa sui mezzi militari russi, ma è diventata successivamente un simbolo per chi sostiene l’invasione, visibile in questi giorni sui parabrezza delle automobili, sui social network, stampata sulle magliette, proiettata sugli schermi pubblicitari e perfino alla Coppa del mondo di ginnastica artistica che si sta tenendo in questi giorni.

La prima volta questa Z era stata vista il 22 febbraio, il giorno dopo l’annuncio del presidente Vladimir Putin di voler riconoscere le due repubbliche autoproclamate del Donbass, quelle di Donetsk e Luhansk: era stata dipinta su alcuni veicoli militari e nei giorni seguenti con l’avanzata delle truppe russe in Ucraina è stata vista su moltissimi altri mezzi russi.

Quale siano l’origine e il significato non è chiaro, e le autorità russe finora non ne hanno dato una spiegazione ufficiale: la lettera Z non esiste nell’alfabeto russo, il cirillico, quindi si presume che sia una traslitterazione in alfabeto latino di una frase o di una parola russa. C’è chi ipotizza possa stare per za pobedy (“per la vittoria”) e chi dice che significherebbe invece zapad (“ovest”).

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All’inizio dell’invasione, oltre alla Z, sui veicoli militari russi erano apparsi vari segni, tra cui un triangolo con due linee sui lati, un cerchio con tre punti all’interno e un piccolo triangolo all’interno di un triangolo più grande. Col passare dei giorni la Z è diventata però il simbolo più diffuso.

Un’ipotesi è che inizialmente potesse servire per identificare solo la direzione di determinati veicoli russi, quelli diretti da Est a Ovest, per poi essere adottata in seguito anche da altre truppe russe dirette in diverse direzioni dell’Ucraina, diventando un simbolo generico dell’avanzata dei soldati russi verso Occidente. Secondo Michael Clarke, ex direttore del Royal United Services Institute, think tank britannico che si occupa di difesa, simboli come la Z servirebbero ai soldati russi per capire dove è diretto un particolare veicolo, disegnati solo poco prima di un attacco in modo che le forze nemiche non possano identificarlo e capire la strategia avversaria.

Quale che sia la sua origine, giorno dopo giorno il segno si è trasformato in un simbolo dell’invasione stessa. In Russia molti sostenitori dell’attacco all’Ucraina e del presidente Vladimir Putin hanno cominciato a usare la Z in contesti non militari: per esempio sui social network, o sopra a magliette con la lettera stampata nel corso di manifestazioni in sostegno dell’invasione.

https://twitter.com/urbanhaiti/status/1499731980400963589?s=20&t=qDkrso15P4uAb7_tG3uPkg

In molte città russe sono apparse lettere Z disegnate sui veicoli civili, sui muri delle case e sugli schermi che di solito trasmettono annunci pubblicitari. Negli scorsi giorni la Z era stata usata anche al di fuori della Russia, per esempio durante una manifestazione organizzata a Belgrado, in Serbia, per sostenere l’attacco all’Ucraina.

Uno schermo con la lettera "Z" e la scritta "Non abbandoniamo i nostri" sulla Prospettiva Nevsky Prospect, a San Pietroburgo, in Russia, il 5 marzo (AP Photo)

Uno schermo con la lettera “Z” e la scritta “Non abbandoniamo i nostri” sulla Prospettiva Nevsky, a San Pietroburgo, in Russia, il 5 marzo (AP Photo)

Sabato il simbolo è stato usato anche da un ginnasta russo nel corso della finale delle parallele alla Coppa del Mondo di ginnastica artistica a Doha, in Qatar. Ivan Kuliak, che alla fine è arrivato terzo, ha gareggiato con una divisa che sul petto aveva una “Z”, e l’ha tenuta anche al momento della premiazione. Sul podio, peraltro, era al fianco dell’atleta ucraino Kovtun Illia, arrivato primo.

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