Il quesito del referendum sulla giustizia, che si terrà entro marzo del 2026


Consiste nel nominarli rappresentanti di lista, ma i posti sono pochi

Gli ultimi davano il Sì molto avanti, ora ne è stato diffuso uno secondo cui la situazione sarebbe più equilibrata

Lo ha detto in maniera inaspettata e non proprio velata, dopo le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi

Il Consiglio dei ministri ha reso il quesito uguale a quello ammesso ieri dei promotori del "No", che cercavano di guadagnare tempo

Il governo ha respinto le proposte per inserirlo e dice che ormai è troppo tardi, ma secondo le opposizioni teme voti contrari alla riforma

Aspettando il voto del 22 e 23 marzo il governo ha rimandato molte discussioni delicate, in particolare quella sulla legge elettorale

Il Fatto Quotidiano ha raccontato che fino a poco tempo fa era in società con la figlia di un imprenditore romano condannato per mafia

Quello che i due candidati alle presidenziali francesi si sono detti nell’unico dibattito prima del ballottaggio

Ora è possibile perché la Cassazione ha ammesso il quesito che i promotori del "No" avevano presentato proprio per far slittare la data

Non è tra i suoi poteri: per questo le aveva suggerito caldamente e pubblicamente di fare da sola

Stavolta con protagonista il ministro dell’Interno Piantedosi: è emersa una sua relazione con la giornalista Claudia Conte che potrebbe mettere in imbarazzo il governo

Cioè due delle persone più importanti al ministero della Giustizia: e non solo per la sconfitta al referendum

Ci sono le elezioni in sette regioni, ma una conta più delle altre, e un po' di voti delicati in parlamento sulla giustizia e sul caso Almasri

Quando si esprime in linea con il governo «ci dà ragione», quando invece non lo fa i ministri attaccano la magistratura che si immischia nella politica

L'hanno scritta decine di esperti e la sostengono diversi politici, ma ha un problema: è molto costosa

Finora non hanno avuto alcun seguito, ma forse qualcosa sta cambiando: per la prima volta ne ha parlato un commissario europeo

Giorgia Meloni vuole approvare quella della giustizia entro il 2025 per motivi elettorali, anche a costo di forzare

Soprattutto nel centrosinistra ci sono esponenti per il no e per il sì: per questioni di merito, ma soprattutto politiche
