Gli antichi e travagliati rapporti tra islandesi e baschi
Nel Seicento crearono una specie di lingua ibrida per poter scambiare informazioni sulle balene e poi si scontrarono violentemente, racconta Leonardo Piccione

Nel Seicento crearono una specie di lingua ibrida per poter scambiare informazioni sulle balene e poi si scontrarono violentemente, racconta Leonardo Piccione

Qui ce ne sono due dal primo libro di un autore italiano pubblicato da Iperborea, "Il libro dei vulcani d'Islanda" di Leonardo Piccione

Immagini di un fenomeno che in quell'area non avveniva da quasi 800 anni, e che potrebbe andare avanti per giorni

“Così celeste” di Zucchero, “Voulez vous danser” dei Ricchi e Poveri e altri successi pop vengono tradotti e reinterpretati in tema natalizio fin dagli anni Ottanta

Nei primi nove giorni della corsa ciclistica spagnola ci sono stati diversi colpi di scena, tra cui una “fuga bidone” che ha prodotto fin qui un leader a sorpresa: Ben O'Connor

Si chiama "I Boreali", è alla sua quarta edizione, è dedicato all'Europa del Nord e qualcosa fa anche il Post: dal 22 al 25 febbraio

Dal 21 al 24 febbraio ci sarà la quinta edizione dei Boreali, il festival dedicato alla cultura dell’Europa del Nord (con dentro una cosa del Post)

Il 24enne eritreo è diventato il primo ciclista nero a vincere una tappa al Tour de France, e lui stesso ne ha sottolineato l'importanza: pochi giorni dopo ne ha vinta un'altra

È quella tra Pogačar e Vingegaard, che a sei tappe dalla fine stanno dando ancora più spettacolo di quanto si prevedesse

Gli islandesi lo fanno ogni anno in questo periodo da almeno 300 anni, perché per tutta l'estate le loro greggi pascolano libere

L'ennesima storia di doping e ciclismo, che andava avanti da mesi e riguardava il più forte ciclista da corse a tappe in attività, è finita in modo discusso e rocambolesco

E forse il ciclismo dei prossimi anni: l'imbattibile Tadej Pogačar è stato battuto, grazie a un piano congegnato bene ed eseguito meglio

Vittorie, problemi, rivalità e attacchi di uno dei ciclisti più forti di sempre, che sta correndo il suo ultimo Grande Giro

Prima Húsavík era conosciuta solo per le balene: tra pochi giorni potrebbe “vincere un Oscar”, e c'è di mezzo anche un italiano

«A inizio estate le mie escursioni oltre il perimetro dell’albergo avevano un intento scientifico, per così dire. Le cartine geografiche islandesi sono infatti discordi nel riportare il toponimo del fiume che scorre alle spalle dell’Hótel Skúlagarður. Alcune lo indicano come Litlaá, che vuol dire fiume piccolo; altre come Storá, che vuol dire fiume grande. Altre ancora lo chiamano Litlaá in corrispondenza delle prime anse e Storá più avanti. Insomma, il disaccordo è totale. Le due qualifiche di questo fiume sono proprio inconciliabili: piccolo o grande, senza compromessi»

«Da qui in genere si fugge, ma io negli ultimi tempi ci sono andato, e più d’una volta: l’ultima qualche giorno fa, per prendere parte all’evento più importante dell’anno, di molti anni, dell’intera storia di questo derelitto angolo d’Islanda. Un mega concerto viking-folk metal al tramonto, un sabato di settembre, con tanto di drago sputafuoco, un numero di biglietti venduti pari a otto volte la popolazione del comune ospitante e una produzione para-hollywoodiana»
