Il sistema della moda si regge sull’amicizia
E non è un bene, racconta il New York Times, che denuncia il sistema di omaggi e favori tra aziende e giornali

E non è un bene, racconta il New York Times, che denuncia il sistema di omaggi e favori tra aziende e giornali

Come la Hype House, una grande villa con piscina dove 19 ragazzi con milioni di follower fanno video tutto il giorno

Meno di quanto si creda, secondo il Wall Street Journal, anche perché gli utenti iniziano a stancarsi: ma non è detto che le altre forme di pubblicità funzionino meglio

Cioè persone come era Chiara Ferragni agli inizi, o Giulia De Lellis fino a poco tempo fa (ok, diciamolo: gli "influencer")

Taggano le aziende nelle loro foto benché non siano pagati, per attirare la loro attenzione o soltanto per darsi delle arie

Le aziende stanno iniziando a farsi pubblicità sui social network attraverso persone con poche migliaia di followers: costano molto meno e creano legami di fiducia più profondi

Qualche anno fa erano importanti e richiesti, ora sono sempre di più e si contendono – a loro spese – pochi posti per assistere alle grandi sfilate

Lista spiegata dei 20 "influencer" più importanti in Italia: bello quel maglione, dove lo avete visto per la prima volta?
