Le opere libere da diritti nel 2015
Linkiesta ha raccolto i nomi degli artisti, scrittori e musicisti più importanti le cui opere da ieri sono di pubblico dominio ("Il Piccolo Principe" e l'urlo di Munch, per cominciare)

Linkiesta ha raccolto i nomi degli artisti, scrittori e musicisti più importanti le cui opere da ieri sono di pubblico dominio ("Il Piccolo Principe" e l'urlo di Munch, per cominciare)

Le migliori canzoni post Talking Heads dell'uomo che si inventò i Talking Heads

Una storia diversa a seconda di chi la canta e di chi l’ascolta

Quest'anno le concorrenti al premio sono solo due, e 37 sono state escluse: ma la storia è ricca di grandi canzoni che non vinsero

E le foto, a quindici anni dalla sua morte

Dodici canzoni di uno che sembra ieri che era uno dei migliori nuovi cantautori britannici

Per ora non è esattamente roba che cantereste sotto la doccia, ma migliora e può avere diverse possibili applicazioni

Scelte dal peraltro direttore del Post, per chi li ha visti a Roma o andrà stasera al concerto di Milano (e per tutti gli altri)

Da quella della Pantera Rosa a “Moon River” fu uno dei compositori più prolifici e apprezzati di Hollywood, e nacque oggi un secolo fa

Il 29 gennaio 1951, in una sala del Casinò, l'edizione inaugurale del Festival si svolse in una forma e tra attenzioni diverse rispetto a quelle attuali

Fu il più celebre cantante di musica leggera della storia, quello a cui venne dato il soprannome di "The voice", persino

Due jazzisti che si intendono di immagini e battute sono alla base del mistero del font utilizzato, da quarant’anni esatti, dal regista newyorkese [Continua]

Siamo al penultimo appuntamento – mi dispiace, purtroppo in otto anni quei Quattro pelandroni hanno inciso appena 250 canzoni [Continua]

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»
