Cartoline: cartelli

Succede in una stradina di Monteverde, ma potrebbe accadere ovunque, e si cerca qui di coglierne la morale generale. All’apparenza niente di strano, un cartello storto, e che sarà mai, sempre sperando che non ci legga qualcuno dalla Svezia. Ma poi, guardando meglio (non solo gli adesivi dei traslocatori) si scopre che il cartello cade per un’auto in divieto di sosta (a proposito, ma nello spot con Proietti sulla sicurezza stradale la potevano togliere la macchina in divieto sullo sfondo, no?), e resta evidentemente così mettendo in pericolo l’incrocio.

Non solo, poi rifanno l’asfalto della strada, col solito criterio, come dire, non proprio come si mette la glassa di cioccolato su una torta Sacher, e il cartello viene sommerso alla base e rimane piegato, incastonato per sempre nella nuova posizione (haivoglia a tirare: c’è il cemento). Risultato: l’incrocio rimane pericoloso, i cartelli saranno sempre meno importanti (già ora l’associazione terra piatta ha più seguaci). Insomma, un caso di degrado triplo carpiato, interconnesso e temporalmente senza soluzione, insomma taglia-gambe.