Chi sarebbe mai questo @GiuseppeConte64?

L’utente Facebook @GiuseppeConte64 ha appena aggiunto un video.
Il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana – detto in altre parole – ha appena trasmesso una comunicazione importante su un’emergenza nazionale che riguarda tutti i cittadini della penisola utilizzando una piattaforma social americana che utilizzerà tali contenuti per inviare all’utente @GiuseppeConte64 comunicazioni pubblicitarie mirate.

A qualcuno potrà sembrare una questione di lana caprina ma purtroppo non lo è. Così come esistono i luoghi fisici deputati alla comunicazione istituzionale nella medesima maniera esistono i luoghi digitali dai quali il capo del Governo deve comunicare con i cittadini. Deve, obbligatoriamente, senza alcuna discussione o incertezza.

Il video di @chiocciolina79, anzi, chiedo scusa, di @GiuseppeConte64 è stato poi caricato anche su Youtube e da lì successivamente embeddato anche in una pagina web del sito del Governo ma questo non cambia di una virgola la realtà dei fatti: il flusso informativo del Governo Italiano non può partire da un profilo personale su un social network ma deve originare esclusivamente dai luoghi digitali deputati. Deve essere chiaro, oltre ogni possibile dubbio, chi sta parlando e in nome di chi.

Una simile confusione comunicativa non è casuale. È figlia da un lato di una irresponsabile commistione digitale di ambiti diversi che il Movimento Cinque Stelle ha teorizzato per lungo tempo, fin da quando il movimento di Casaleggio, approdato al governo del Paese, provò a sostenere che la piattaforma Rousseau avrebbe potuto essere un luogo di consultazione e scelta non più soltanto degli attivisti grillini ma anche del Governo stesso, dall’altro della palese incompetenza digitale di chi si occupa oggi della comunicazione governativa. Esistono temi rilevanti di identità pubblica, di uniformità e controllo del messaggio, di chiarezza dei ruoli che, nel momento della grande frammentazione digitale, necessitano perfino di maggiori rigore rispetto a prima. Una quota rilevante dei numerosi e frequentissimi incidenti comunicativi ai quali il governo centrale e le amministrazioni locali sono andati incontro in questi giorni durante la crisi del coronavirus sono figlie di questa mancanza di chiarezza e responsabilità. Tutti parlano, dappertutto e senza freni, bisbigliano indiscrezioni agli amici, commentano e ammiccano, incuranti del proprio ruolo istituzionale.

E poiché l’altra metà dei disastro la organizzano i media mainstream pronti a pubblicare qualsiasi indiscrezione in nome di un diritto di cronaca ben rappresentato dalla linea editoriale di certi tabloid inglesi, oggi a maggior ragione servirebbe che il Presidente del Consiglio Conte abbandonasse il suo profilo personale Facebook, almeno fino a quando in futuro potrà dedicarsi a questioni meno urgenti di quelle attuali. E che il Governo iniziasse a parlare ai cittadini preoccupati con voce sola. Da un solo luogo digitale, riconoscibile da tutti come casa propria. Poi, da lì, la comunicazione digitale prenderà le strade che riterrà più opportune.