I limiti di Wikipedia italiana

Luca Sofri

Giornalista e direttore del Post. Ha scritto per Vanity Fair, Wired, La Gazzetta dello Sport, Internazionale. Ha condotto Otto e mezzo su La7 e Condor su Radio Due. Per Rizzoli ha pubblicato Playlist (2008), Un grande paese (2011) e Notizie che non lo erano (2016).

Lo dico con grande stima e riconoscenza verso i molti che hanno contribuito col loro lavoro a costruire le tante ottime e utili pagine di Wikipedia in italiano: ma il tasso di contenuti autopromozionali, parziali, sbrigativi e superficiali è imbarazzantemente troppo alto, e rende l’affidabilità e utilità complessiva imparagonabile a quella del servizio in inglese. La maggior parte delle pagine dedicate a personaggi contemporanei sono evidentemente compilate da loro stessi, da loro uffici stampa o da loro fans, in totale mancanza di obiettività e, quel che è peggio ancora, di capacità di scrivere in italiano.

E anche pagine su temi altri vengono vessate da letture faziose e da curve, si tratti di travaglismi o allevismi o sa Dio cosa. So cosa direte, e cosa dico io sempre: intervieni e correggile. E ogni tanto lo faccio, ma è un’impresa titanica, qualcuno ci aiuti: e ho l’impressione che ci vorrebbe un po’ più di sorveglianza e censura da parte dei “professionisti” wikipedici. E so cosa direte: guarda il bicchiere mezzo pieno, le pagine fatte male fai conto non esistano. E avete ragione, ma vedere come uno dei più grandi luoghi di distribuzione del sapere della storia umana sia sfregiato e reso poco credibile – in Italia – per colpa di vanità e spiriti di competizione, è un po’ una delusione: per non parlare delle implicazioni pericolose di “voci che non lo erano”. Finisce che su tutto quello che puoi, guardi le pagine in inglese, piuttosto.

aggiornamento: Maurizio Codogno, saggio veterano wikipedista, mi ha risposto qui. Mi pare che siamo d’accordo su molte cose: su qualcuna dissento (per me verificare le voci straniere è sempre molto utile e rivelatore; e a me molte biografie di viventi interesserebbero, se fossero più obiettive), ma le conclusioni sono indiscutibili.


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