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Ieri sul New York Times la column del Nobel per l’Economia Paul Krugman si apriva così:

What will Ben Bernanke, the Fed chairman, say in his big speech Friday in Jackson Hole, Wyo.? Will he hint at new steps to boost the economy? Stay tuned.
But we can safely predict what he and other officials will say about where we are right now: that the economy is continuing to recover, albeit more slowly than they would like. Unfortunately, that’s not true: this isn’t a recovery, in any sense that matters. And policy makers should be doing everything they can to change that fact.

Poche ore dopo però Bernanke non ha detto quello che Krugman aveva “tranquillamente previsto”, e ha anzi invertito i termini. Come ne ha scritto lo stesso New York Times:

The Federal Reserve chairman, Ben S. Bernanke, signaled once again on Friday that the central bank was prepared to act if the economy continued to weaken, as yet another economic report confirmed that the recovery had slowed to a crawl.

Così, stamattina, la traduzione su Repubblica dell’articolo di Krugman comincia – poco misteriosamente – qualche riga dopo l’inizio, avendo scelto di cancellare l’avventata introduzione.

Questa non è una ripresa, da nessun punto di vista. E le autorità dovrebbero fare tutto il possibile per cambiare le cose. L´unica cosa vera di questa tesi sulla ripresa solida è il fatto che il Pil resta in crescita: non siamo in una recessione classica, dove tutto scende. Ma che importa? Quello che conta è se la crescita è forte abbastanza da far calare una disoccupazione che in questo momento è a livelli astronomici.


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