Non abbiamo paura!

Aggiornamento vuvuzela: il mercato ne richiede più di quanto se ne riescano al momento a fabbricare. Così, la ditta cinese che gestisce gran parte della fornitura mondiale ha più che raddoppiato la produzione. La società si chiama Ninghai Jiying e si trova a Ningbo, una città sulla costa orientale della Cina. Dalle 10.000 vuvuzelas prodotte al giorno si passerà quindi a 25.000.

C’è chi ha messo anche il “cappello” religioso sul fenomeno vuvuzelas. L’azienda sudafricana produttrice delle magiche trombette ha riconosciuto che il primo ad usare lo strumento fu nel 1910 il profeta Isaia Shembe, fondatore della Chiesa di Nazareth e guaritore. La chiesa minacciava di chiamare in giudizio la FIFA e il comitato organizzatore dei mondiali. L’azienda sudafricana, invece, ha riconosciuto la paternità e ora scatterà un accordo economico che riuscirà a sedare ogni conflitto. Pecunia non olet.

Una volta si diceva “l’ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione”. E’ un po’ la linea filosofica che ispira le azioni dello staff della nazionale tedesca che, si è saputo, ha già prenotato i posti sul volo Johannesburg-Francoforte di giovedì mattina, il giorno successivo alla sfida contro il Ghana nel caso in cui ci dovesse scappare l’eliminazione dai campionati mondiali in Sudafrica.

“Non abbiamo paura!” questa è la frase più pronunciata durante questi mondiali dai giocatori nelle interviste che precedono le partite di una certa difficoltà per le varie nazionali. Non sto scherzando. E’ proprio così. Manco dovessero partire per il Vietnam all’inizio degli anni ’70, i calciatori manifestano il loro coraggio per riuscire ad affrontare con petto virile proteso verso il nemico, un semplice incontro di calcio. E così, a volo radente, l’11 giugno Lahm capitano della Germania prima dell’esordio con l’Australia dice “Non ho paura. Sono il capitano e devo avere coraggio”. Wayne Rooney dopo la partita con gli Stati Uniti “Non mi sembra ci abbiano messo paura”. L’attaccante del Messico Blanco prima della partita con l’Uruguay: “I prossimi avversari mi lasciano indifferente, non abbiamo paura dell’Argentina”. Drogba prima della partita della Costa d’Avorio contro il Brasile: “L’infortunio l’ho già dimenticato. Il dolore è ormai un ricordo e ora niente mi fa paura”. Cristiano Ronaldo domenica: “Vogliamo battere il Brasile non abbiamo paura”. Mauro Camoranesi, ieri, “non so chi ha parlato di paura, noi dobbiamo restare tranquilli”. Aguirre, allenatore del Messico, prima della partita contro l’Uruguay: “Non dobbiamo scendere in campo con paura, altrimenti andremo incontro a una sconfitta”.

Ah, dimenticavo. Oggi quello che non ha paura è Zambrotta: “Il gruppo è unito e crede nella qualificazione agli ottavi. L’Italia non ha paura.”

I quotidiani francesi di ieri avevano titoli da tragedia nazionale alla vigilia di quella che poteva essere, e poi è stata, l’ultima partita ai Mondiali. L’Equipe scriveva: “Per l’onore”. Le Parisien in prima pagina chiedeva “un po’ di dignità”, Le Figaro parlava di un tentativo di “un impossibile riabilitazione” mentre Liberation chiedeva all’allenatore di “salvare la faccia”. Non so se i quotidiani siano arrivati nel ritiro della nazionale francese ma, come dire, se così fosse, non è che le indicazioni della stampa siano state seguite molto.

Ieri abbiamo scritto della trasmissione in diretta televisiva in Corea del Nord della partita con il Portogallo, fatto del tutto eccezionale per le abitudini del paese. Si è poi saputo che la telecronaca è stata fatta fino al primo quarto d’ora del secondo tempo quando la tripletta portoghese ha stroncato ogni speranza e velleità della nazionale coreana. Pare che da quel momento sia calato il più totale silenzio.

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, si è eretto a novello Lippi e si è spinto a dare anche consigli dal punto di vista tecnico. “L’Italia è una squadra tecnica e non abbiamo mai giocato palla e terra. I lanci lunghi lasciamoli alla Nuova Zelanda.” Pare che il neo-commissario tecnico della nazionale Prandelli, alla notizia di questa approfondita analisi, abbia provato un brivido lungo la schiena non ritenendosi all’altezza di Tajani e temendo l’esonero ancora prima dell’inizio della sua attività.

Sempre per la linea facciamo parlare proprio tutti, tutti, tutti ieri Renato Zero ha chiesto che venga immediatamente chiamato Cassano e spedito in Sud Africa per salvare le sorti della nazionale. Sigh.

Le due turiste olandesi che, qualche giorno fa, si erano presentate in tribuna con delle magliette che facevano pubblicità illegalmente ad una marca di birra che non è sponsor dei mondiali sono state assolte ieri. La procura nazionale sudafricana ha rinunciato a perseguirle.

Nelle partite di ieri un’inaspettata vittoria, un dramma nazionale, una triplete e una vittoria con venti minuti di passione.

L’inaspettata vittoria è quella dell’Uruguay sul Messico per 1-0 (Suarez). Non tanto per il valore dell’Uruguay in rapporto a quello del Messico quanto perchè tutti parlavano di accordo per il pareggio ma così non è stato soprattutto, occorre dirlo, per quello che è successo nell’altra partita del girone dove la Francia (dramma nazionale) ha perso 2-1 contro il Sud Africa (Khumalo, Mphela, Malouda). Attendiamo ora il rientro in patria dei giocatori francesi per vedere cosa succede. La triplete è quella dell’Argentina che ha battuto anche la Grecia 2-0 (Demichelis, Palermo) è ha terminato il girone con tre vittorie su tre partite giocate. I venti minuti di passione li hanno passati i coreani (del sud) che erano in vantaggio 2-1 sulla Nigeria e si sono fatti raggiungere sul 2-2 al 69′ (Uche, Lee, Park, Yakubu – R). Alla Nigeria sarebbe bastato un altro gol per ottenere la qualificazione. Ma non è arrivato.

Oggi le partite sono:

16.00 Slovenia-Inghilterra  e  Stati Uniti-Algeria

20.30 Ghana-Germania  e  Australia-Serbia

Come di consueto SKY le trasmette tutte mentre la RAI manda in onda solo Ghana-Germania.