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Buonanotte

La copertura del Post finisce qui, anche perché non ci sono più gare di cui parlare. Le Olimpiadi riprenderanno domattina alle 9 con l’Italia maschile del curling (sì, ancora il curling) e noi arriveremo giusto in tempo per raccontarvi tutto quello che c’è da sapere.

Ma non ci sarà solo questo liveblog per seguire le Olimpiadi: come sempre attorno alle 10 arriverà, a chi è iscritto, la newsletter Doposcì. E nel tardo pomeriggio torna TieniMi Cortina a tenervi compagnia. Oggi si è parlato di trionfi tra droni e ravioli, per esempio.

Buonanotte.

Avevamo grandi aspettative, ma…

Ma non fino a questo punto, dai. La sesta giornata di Olimpiadi dell’Italia è andata alla grande: l’Italia ha vinto quattro medaglie tra cui due ori, uno inaspettato e l’altro tutto sommato atteso.

Quello inaspettato è di Federica Brignone, che ha vinto la medaglia d’oro nella gara di Super-G, sulla pista Olympia delle Tofane a Cortina. È un risultato eccezionale: Brignone, una delle più forti sciatrici italiane di sempre, solo pochi mesi fa aveva subito un infortunio gravissimo, e non era affatto scontato che potesse gareggiare, figurarsi vincere. Brignone è scesa in 1 minuto e 23,41 secondi, battendo atlete che erano assai più quotate per la vittoria. Molte di queste – come l’italiana Sofia Goggia o la statunitense Breezy Johnson – sono cadute o sono uscite dalla gara per aver saltato una porta, soprattutto perché l’Olympia delle Tofane è una pista molto tecnica.

Ha vinto un oro anche Francesca Lollobrigida, nella gara dei 5.000 metri di pattinaggio di velocità. Per lei è la seconda medaglia d’oro in queste Olimpiadi, dato che sabato aveva vinto anche la gara dei 3.000 metri. La prestazione di Lollobrigida è particolarmente notevole perché fino all’inizio delle Olimpiadi aveva avuto una stagione un po’ negativa a causa di una lunga infezione virale, e non sembrava in grado di competere tra le migliori in questi Giochi.

Diversamente dalla medaglia vinta sabato quando non era tra le favorite, in questa gara Lollobrigida era tra le atlete più quotate, dato che è campionessa mondiale nei 5.000 metri: è stata capace di reggere la pressione e di fare una prestazione migliore di tutte le altre atlete. Ha vinto con un tempo di 6 minuti, 46 secondi e 17 centesimi, con un vantaggio di appena 0,10 secondi sulla nederlandese Merel Conijn.

La squadra italiana composta da Verena Hofer, Simon Kainzwaldner, Emanuel Rieder, Dominik Fischnaller, Andrea Voetter e Marion Oberhofer è arrivata terza nella staffetta mista di slittino, chiudendo la gara con un tempo complessivo di 3 minuti, 42 secondi e 521 millesimi. Al secondo posto è arrivata l’Austria e al primo la nazionale data per favorita, la Germania. È la quarta medaglia dell’Italia nello slittino: mercoledì Voetter e Oberhofer avevano vinto la medaglia d’oro nel doppio femminile, e circa un’ora dopo Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner avevano fatto lo stesso nella gara maschile. Tre giorni prima Dominik Fischnaller aveva vinto il bronzo nella gara maschile in singolo.

Infine, Arianna Fontana ha vinto la medaglia d’argento nello short track femminile, la tredicesima della sua carriera: è diventata l’atleta olimpica più titolata di sempre insieme allo schermidore Edoardo Mangiarotti, che ne vinse 13 tra il 1936 e il 1960.

L’Italia è attualmente al secondo posto del medagliere, anche se complessivamente ha più medaglie della Norvegia (che però è prima, perché ha un oro in più).

Per chi ha ancora voglia di Olimpiadi

Per gli atleti e le atlete italiane bisognerà attendere domattina, ma ci sono ancora due partite di hockey su ghiaccio valevoli per la fase a gironi: Lettonia-Stati Uniti e Germania-Danimarca.

La tredicesima medaglia di Arianna Fontana

Ha vinto l’argento nello short track, arrivando per la terza volta dietro l’olandese Xandra Velzeboer, che ha disputato una gara eccezionale e ha dominato in tutte le batterie. Per Fontana, che ha chiuso la gara in 42, 294 secondi, è comunque un risultato importantissimo: era già l’italiana più medagliata di sempre, ma con questo secondo posto ha eguagliato il record dell’italiano finora più vincente alle Olimpiadi, lo schermidore Edoardo Mangiarotti, che ne vinse 13.

L’Italia femminile di curling ha perso contro la Corea del Sud

Non è cominciato bene il torneo femminile per la nazionale italiana di curling: dopo la sconfitta di questa mattina contro la Svizzera, in serata ha perso 7-2 contro la Corea del Sud.

Nella finale dello short track ci sarà anche Arianna Fontana

È arrivata seconda, di nuovo dietro l’olandese Xandra Velzeboer, nella batteria delle semifinali. Velzeboer ha battuto il record mondiale che lei stessa aveva stabilito un’ora fa, durante i quarti di finali: ha chiuso in 41,399 secondi, ed è la principale candidata alla medaglia d’oro. 

Nessun italiano è riuscito ad accedere alle semifinali della gara maschile di short track

Pietro Sighel, l’unico dato tra i possibili vincitori, era arrivato primo ma è stato squalificato per aver tagliato la strada al polacco Michal Niewinski, mentre nelle loro batterie Thomas Nadalini e Luca Spechenhauser non sono riusciti ad arrivare nelle prime due posizioni.

Il motivo per cui tutti conoscono lo short track

Anche chi segue pochissimo il pattinaggio ha bene in mente di che disciplina si tratti, principalmente per un motivo: la storica, rocambolesca e a suo modo spettacolare vittoria dell’australiano Steven Bradbury alle Olimpiadi di Salt Lake City, nel 2002.

Bradbury riuscì a vincere l’oro perché fu l’unico rimasto in piedi dopo che caddero tutti quelli davanti – molto davanti – a lui. La sua storia, comunque, è un po’ diversa da come venne raccontata all’inizio: 

Nel 2002 un incredibile minuto e mezzo rese famoso in tutto il mondo un pattinatore olimpico australiano, intorno al quale nacque una specie di culto

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È iniziata anche la gara maschile di short track

Con i tre atleti italiani Thomas Nadalini (che è arrivato quarto nella sua batteria, senza accedere quindi alla semifinale), Pietro Sighel e Luca Spechenhauser.

Lo stadio in cui si gioca il curling

Lo stadio olimpico del ghiaccio di Cortina fu costruito per le Olimpiadi del 1956. All’epoca era tutto scoperto e questo consentiva un’eccezionale vista sulle Dolomiti ma rendeva alti i costi di gestione, per via delle frequenti nevicate. Nel 1981 fu costruito il tetto, poi ci furono vari altri lavori: con gli ultimi, fatti per queste Olimpiadi, è stata aggiunta una tribuna e lo stadio è stato chiuso del tutto, sul quarto lato.

Lo stadio del ghiaccio di Cortina il 26 gennaio del 1956, giorno della cerimonia di apertura (Authenticated News International/Archive Photos/Hulton Archive/Getty Images)

Tutti gli interventi hanno mantenuto intatte (e restaurate) le tre tribune originali in legno, che sono molto eleganti e apprezzate; le panche non sono nemmeno così scomode.

Lo stadio del ghiaccio la sera dell’11 febbraio (Il Post)

In questo momento si stanno giocando le partite del torneo femminile. L’Italia, che stamattina ha perso contro la Svizzera, dopo cinque end (su 10) è in svantaggio per 3-1 contro la Corea del Sud.

Una panchina in legno sulle tribune dello stadio (Il Post)

Arianna Fontana si è qualificata per le semifinali dello short track

È arrivata al secondo posto nella sua batteria ai quarti, col tempo di 41,679 secondi, dietro all’olandese Xandra Velzeboer, che ha chiuso in 41,583 secondi e ha stabilito un nuovo record del mondo.

Tra poco c’è lo short track

Alle 20:15 cominciano le gare individuali di short track. In quella femminile, da 500 metri, gareggeranno Arianna Fontana e Chiara Betti, nella maschile (1000 metri) Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser.

Nello short track si pattina in senso antiorario su varie distanze e, semplicemente, vince il primo che arriva (che a volte è l’unico che resta in piedi). Oltre alla ricerca della massima velocità si deve correre in modo strategico ed essere pronti a gestire gli imprevisti, come le cadute degli avversari. Ma se si ostacola attivamente un avversario, si fanno due false partenze, si esce dal tracciato o si usano aiuti irregolari (tute di un certo tipo), si rischia una penalità o una squalifica. Martedì l’Italia aveva vinto la medaglia d’oro nella staffetta mista.

Di sport con i pattini ai Giochi ce ne sono tanti: qui sotto un ripasso, ché non fa mai male.

Ogni sport ne richiede un tipo diverso: da quelli con il tacco a quelli con la lama che si stacca dal tallone

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Per andare alla pista da bob ci vogliono le scarpe adatte

E non solo perché, come vi raccontavamo oggi nella newsletter Doposcì, quando si assiste a una gara di bob, slittino o skeleton, si cammina tanto. Dall’ingresso fino alla pista vera e propria infatti c’è un lungo tratto non asfaltato e molto fangoso. Hanno finito di fare la pista, ma intorno è ancora tutto un po’ un cantiere, del resto.

Non proprio l’ingresso che ci si aspetterebbe per una gara delle Olimpiadi (Gianluca Cedolin/Il Post)

A Ferdinando De Giorgi il curling non dispiace per niente

L’allenatore della nazionale maschile di pallavolo lo ha detto in un’intervista data ai giornalisti di varie testate e agenzie durante una visita a Casa Italia, la residenza degli atleti e delle atlete italiane a Milano. «Nella prima Olimpiade mi sono trovato a guardarlo ma non capivo niente, come tutti. È uno sport sorprendente dal punto di vista tecnico e tattico, un misto molto interessante. Lavorano molto di strategia e poi la sensibilità del controllo, perché se lasci andare la mano un po’ troppo comprometti il lancio», ha aggiunto.

L’Italia ha vinto il bronzo nella staffetta mista dello slittino a squadre

È arrivata terza, dietro all’Austria e alla nazionale che era data per favorita, la Germania. Verena Hofer, Simon Kainzwaldner, Emanuel Rieder, Dominik Fischnaller, Andrea Voetter e Marion Oberhofer hanno chiuso con un tempo complessivo di 3 minuti, 42 secondi e 521 millesimi.

È la quarta medaglia dell’Italia nello slittino: mercoledì Voetter e Oberhofer avevano vinto la medaglia d’oro nel doppio femminile, e circa un’ora dopo Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner avevano fatto lo stesso nella gara maschile. Tre giorni prima Dominik Fischnaller aveva vinto il bronzo nella gara maschile in singolo.

L’Italia vincerà una medaglia nella staffetta mista di slittino a squadre

Rimane da capire quale, argento o bronzo: al momento la squadra di Verena Hofer, Simon Kainzwaldner, Emanuel Rieder, Dominik Fischnaller, Andrea Voetter e Marion Oberhofer è al secondo posto dietro l’Austria, e manca soltanto la squadra tedesca.

Ognuno le conta un po’ come gli pare, le medaglie

Il metodo con cui viene determinata la classifica del medagliere si basa su un criterio piuttosto semplice: chi ha più medaglie d’oro è al primo posto. Gli argenti sono meno importanti e vengono usati ai fini della classifica solo in caso di parità di medaglie d’oro, così come i bronzi contano solo in caso di parità tra gli argenti. Ipoteticamente quindi un paese che abbia vinto una sola medaglia, ma d’oro, sarebbe prima nel medagliere di un paese che ne abbia vinte 100 d’argento.

L’adozione di questo criterio, che è largamente il più utilizzato ed è quello riconosciuto dal Comitato olimpico, fa sì che, per esempio, al momento la Norvegia sia al primo posto nel medagliere nonostante finora abbia ottenuto 14 medaglie, una in meno dell’Italia (15).

Alcuni paesi contestano la validità di questo criterio, e in particolare gli Stati Uniti: il New York Times (ma anche moltissimi altri media statunitensi) per esempio imposta il medagliere in modo differente, basandosi sulle medaglie ottenute complessivamente da ciascun paese: con questo metodo, attualmente al primo posto ci sarebbe l’Italia. Ovviamente negli Stati Uniti si tende a privilegiare questo metodo anche perché generalmente avvantaggia proprio gli Stati Uniti. E neanche a dirlo, il criterio preferito in Cina è invece quello “degli ori”, secondo il quale nel 2008 il paese riuscì a superare gli Stati Uniti nel medagliere delle Olimpiadi di Pechino.

Il medagliere olimpico del Post lo trovate qui.

Cos’altro ci aspetta in serata

Dobbiamo ancora riprenderci dagli ori di Francesca Lollobrigida e Federica Brignone, ma la giornata olimpica è ancora lunga. Tra poco la squadra composta da Verena Hofer, Simon Kanzwaldner, Emanuel Rider, Dominik Fischnaller, Andrea Voetter e Marion Oberhofer gareggerà nello slittino a squadre. Di seguito una selezione di cose da vedere perché interessanti, perché sono finali (in grassetto), o perché ci sono italiane e italiani da tenere d’occhio (indicati tra parentesi). Alcuni orari vi sembreranno un po’ strani, ma non è colpa nostra: alle Olimpiadi sono precisi.

19:05 – Curling (donne): Italia-Corea del Sud, fase a girone unico

19:30 – Snowboard (donne): finale halfpipe

dalle 20:15 – Short track (donne): quarti di finale dei 500 metri; alle 21:00 semifinali e alle 21:36 finale (Arianna Fontana, Chiara Betti)

dalle 20:28 – Short track (uomini): quarti di finale dei 1.000 metri; alle 21:07 semifinali e alle 21:48 finale ( Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser)

21:10 – Hockey su ghiaccio (uomini): Lettonia-Stati Uniti e Germania-Danimarca, fase a gironi

Sta per tornare lo slittino

Alle 18:30 inizia la staffetta a squadre, e anche qui l’Italia si gioca una medaglia. Ha quattro prove, in quest’ordine: singolo femminile, singolo maschile, doppio femminile e doppio maschile. Si parte quando il compagno precedente ha toccato il sensore di arrivo alla fine della sua prova, che apre il cancello per il successivo. Vince la squadra che completa le quattro prove nel minor tempo totale.

Nelle gare di slittino l’Italia ha già vinto tre medaglie: due ori, nel doppio maschile e in quello femminile, e un bronzo nel singolo maschile. Insomma, cinque dei sei slittinisti italiani che parteciperanno alla staffetta hanno già vinto una medaglia. Ma la squadra favorita è quella tedesca.