A Venezia è avanti a sorpresa il centrodestra

A Salerno ha vinto Vincenzo De Luca, a Prato Matteo Biffoni: i risultati delle elezioni comunali in diretta

Il voto in un seggio di Venezia il 24 maggio 2026 (ANSA/ANDREA MEROLA)

È in corso lo scrutinio delle elezioni amministrative in più di 700 comuni italiani, dove si votava per rinnovare sindaci e consiglieri comunali. Il Post segue con questo liveblog tutte le notizie e i risultati man mano che arrivano.

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Una foto di cui si parlerà molto nei prossimi giorni

Cioè questa con il candidato sindaco del centrosinistra a Venezia, Andrea Martella, e la segretaria del PD Elly Schlein. Schlein è andata a Mestre due giorni fa per l’evento di chiusura della campagna elettorale di Martella, nella centrale piazza Ferretto. Dal palco si è congratulata con Martella, che è sempre del PD, e non ha nascosto dell’ottimismo per la possibile vittoria del centrosinistra. 

Il candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, sul palco in piazza Ferretto a Mestre, 22 maggio 2026 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Venezia è il comune più importante di queste elezioni, e l’unico capoluogo di regione. Al momento lo scrutinio e le ultime proiezioni danno Venturini nettamente avanti rispetto a Martella. Nei giorni scorsi si erano fatti vedere a Venezia anche altri leader dei partiti del centrosinistra, che erano fiduciosi sul risultato anche in virtù di alcuni sondaggi locali che davano Martella in vantaggio anche di 6 o 7 punti.

Lo scrutinio non è ancora finito ma è già certo che non andrà così: o vincerà Venturini al primo turno, o si andrà al ballottaggio con un distacco comunque consistente tra il centrodestra e il centrosinistra. Diversi esponenti della destra stanno già criticando questo atteggiamento, dicendo in sostanza che la sinistra aveva esultato troppo presto.

“Il crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i risultati delle elezioni comunali con un augurio piuttosto istituzionale ai nuovi sindaci, e con una frecciata al centrosinistra nel post scriptum.

A Mantova ha vinto Andrea Murari del centrosinistra

Il centrosinistra si conferma a Mantova con Andrea Murari, 42 anni, assessore all’Ambiente e all’Urbanistica nelle due giunte del sindaco uscente Mattia Palazzi. Murari era sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e tre liste civiche: Azione con Murari, Lista Gialla e Mantova Adesso. Il centrodestra schierava Raffaele Zancuoghi, 54 anni, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla lista civica Mantova Ideale.

A Pistoia ha vinto Giovanni Capecchi, sostenuto dal campo “larghissimo”

Capecchi è un candidato civico sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra, che va da Rifondazione comunista ad Azione di Carlo Calenda (e per questo soprannominata “campo larghissimo”, in relazione al “campo largo” che solitamente comprende PD, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva). Capecchi ha 54 anni ed è professore di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia. Tra il 2002 e il 2005 era stato assessore alla Cultura a Pistoia.

Pistoia torna così ad avere un sindaco di centrosinistra dopo 9 anni con Alessandro Tomasi di Fratelli d’Italia, che a dicembre scorso aveva lasciato l’incarico dopo essere stato eletto in consiglio regionale: si era candidato a presidente della Toscana alle regionali di ottobre, ma aveva perso contro il candidato del centrosinistra Eugenio Giani. Al suo posto negli ultimi mesi ha governato Anna Maria Ida Celesti, di Forza Italia, che si era poi candidata contro Capecchi.

Giovanni Capecchi mentre vota nel suo seggio a Pistoia, 24 maggio 2026 (ANSA / PATRIZIO CECCARELLI)

Sestograd

Dopo più di metà delle sezioni scrutinate, Sesto Fiorentino sta per eleggere al primo turno Damiano Sforzi, candidato del centrosinistra. In questo comune di 49mila abitanti vicino a Firenze il centrosinistra elegge sindaci ininterrottamente dal 1899.

A Enna c’è un altro «capobastone» del PD che ha vinto

Non c’è solo Vincenzo De Luca: oltre al nuovo-vecchio sindaco di Salerno, un altro storico esponente del centrosinistra meridionale ha vinto le elezioni nonostante l’opposizione del Partito Democratico, cioè il principale partito della coalizione. A Enna, infatti, è ormai certa la vittoria di Vladimiro Crisafulli, da tutti chiamato Mirello o «il barone rosso». 75 anni, è stato deputato e senatore per il PD tra il 2006 e il 2013, assessore regionale in Sicilia ed è uno storico esponente sull’isola del Partito Comunista prima e dell’ala sinistra del PD poi, vicino a Massimo D’Alema. Crisafulli è da tempo considerato dai dirigenti del suo partito una figura ingombrante e perfino «impresentabile», secondo una dicitura in voga negli ultimi anni.

Crisafulli il 12 maggio 2026 (ANSA/UFFICIO STAMPA – NPK)

Alla base di questo risentimento nei suoi confronti ci sono varie vicende giudiziarie, tutte comunque risoltesi senza condanne, tra cui un episodio che evidenziava una certa sua vicinanza a un esponente della criminalità organizzata locale (prima però che l’adesione di costui a Cosa Nostra venisse accertata). Crisafulli, proprio come De Luca, è uno di quei «cacicchi» o «capibastone» a cui Elly Schlein, diventata segretaria del PD, aveva detto di volersi opporre. 

Quando Schlein ha deciso di negare il simbolo del partito a Crisafulli, all’inizio della campagna elettorale, alcuni esponenti siciliani del PD si sono schierati con lui. Alla fine Crisafulli si è presentato con cinque liste, tra cui Enna Democratica, che ricordava un po’ nei colori e nei caratteri proprio il simbolo del PD. Contro di lui c’erano Ezio Massimo De Rosa, del centrodestra, e un terzo candidato civico, Filippo Fiammetta. Crisafulli dovrebbe vincere con largo margine, e un consenso probabilmente superiore al 60 per cento. 

Anche a queste comunali si è parlato dell’omicidio di Garlasco

Massimo Lovati (Valentina Renna/ LaPresse)

Nel comune di Vigevano, in provincia di Pavia, si è candidato sindaco l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. L’ha sostenuto il partito Democrazia Sovrana Popolare, nato dall’unione di diverse forze politiche di sinistra e coordinato dal politico Marco Rizzo. I risultati ancora parziali lo danno attorno all’uno per cento. 

Lovati ha 73 anni ed è nato a Vigevano. Ha difeso Sempio nelle prime indagini a suo carico, tra il 2016 e il 2017, ma è diventato famoso dopo l’apertura nella nuova inchiesta sul caso nel 2025, soprattutto per alcuni interventi sopra le righe in diversi programmi televisivi. Sempio gli ha revocato l’incarico lo scorso ottobre: disse di averlo fatto per alcune divergenze sulla strategia difensiva. 

Proprio per via di alcune sue dichiarazioni, Lovati è ora imputato con l’accusa di diffamazione nei confronti dello studio legale Giarda, che aveva difeso Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Poggi. Il processo dovrebbe iniziare domani. 

Nel primo comune leghista d’Italia la Lega ha perso

A Cene, 4mila abitanti in provincia di Bergamo, il primo comune di sempre amministrato dalla Lega, dopo 36 anni la Lega ha perso. Le elezioni sono state vinte da Roberto Radici, insegnante di sostegno, candidato di una lista civica. La candidata sindaca della Lega era invece Gaia Anselmi, che aveva faticato non poco a trovare candidati per presentarsi alle elezioni.

Matteo Biffoni sarà di nuovo sindaco di Prato

Con 31 sezioni scrutinate su 179, secondo YouTrend il candidato del centrosinistra, già sindaco di Prato per due mandati dal 2014 al 2024, ha vinto le elezioni comunali. Biffoni è un avvocato, ha 52 anni ed era dato fin dall’inizio come ampiamente favorito.

Qui abbiamo parlato dei molti problemi che dovrà affrontare in questo suo terzo mandato:

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina al primo turno. Ha ottenuto poco più del 50 per cento dei voti, ma in virtù della legge siciliana gli sarebbe bastato superare il 40 per cento per evitare il ballottaggio. Basile, 48 anni, è il candidato di Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca, e si era dimesso a febbraio.

Federico Basile (ANSA/CARMELO IMBESI)

La candidata del centrosinistra era Antonella Russo, consigliera del PD, sostenuta dal suo partito e da una lista che metteva insieme il Movimento 5 Stelle e Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera. La Vardera è un ex inviato della trasmissione Le Iene ed era stato eletto all’assemblea regionale siciliana con Sud chiama Nord, prima di andarsene. Il candidato del centrodestra era Marco Scurria, di Forza Italia, in passato commissario per il dissesto del comune. Scurria ha puntato dichiaratamente sul ballottaggio, contando su una buona tenuta del PD per arrivare al secondo turno, ma evidentemente si sbagliava.

Basile si è presentato con 15 liste e senza alleati tra i partiti nazionali. È una scelta diversa rispetto al 2022, quando si era alleato con la Lega. Sud chiama Nord ha schierato in tutto 1.010 candidati: 468 per il consiglio comunale con 15 liste e 542 per le circoscrizioni con 61 liste. Buona parte dei candidati lavora in comune e nelle società partecipate, una scelta che ha portato gli avversari a parlare di “militarizzazione del consenso”.

Due seggi in parlamento dipendono da queste elezioni

Il voto di oggi potrà avere anche delle ricadute anche in parlamento. Vincendo le elezioni a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, dovrà lasciare il suo seggio alla Camera. La legge non consente ai sindaci di comuni con più di 20mila abitanti di essere contemporaneamente anche parlamentari, a pena della decadenza. Essendo stato eletto in un collegio uninominale (quelli con le sfide dirette tra i vari candidati), quello dell’area metroplitana di Reggio Calabria, ci dovranno essere delle elezioni suppletive per riassegnare quel seggio. Non è ancora chiaro chi saranno i candidati, ma è verosimile che il centrodestra indicherà un esponente di Forza Italia. 

Anche le elezioni di Venezia pongono un’incognita simile: il candidato del centrosinistra Andrea Martella è senatore del Partito Democratico eletto nell’uninominale della sua provincia. Se vincesse dovrebbe lasciare il suo seggio a Palazzo Madama, ma al momento sembra abbastanza improbabile, sulla base dei dati arrivati fin qui. Sembrava designato a candidarsi al suo posto per il centrosinistra in eventuali elezioni suppletive Andrea Ferrazzi, già senatore nella scorsa legislatura, anche lui del PD.

Francesco Cannizzaro del centrodestra è il nuovo sindaco di Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro ha vinto le elezioni comunali a Reggio Calabria al primo turno, con oltre il 60 per cento dei voti, molto sopra il suo sfidante di centrosinistra Domenico Battaglia, fermo sotto il 25%. Reggio torna così a destra dopo quasi dodici anni di amministrazione di centrosinistra.

Cannizzaro ha 43 anni ed è nato a Reggio Calabria. In città è conosciuto come “Ciccio”. Ha cominciato a fare politica nel 2005, a poco più di vent’anni, come consigliere comunale di Santo Stefano in Aspromonte, un paese di circa mille abitanti sui monti alle spalle della città. Da lì è passato al consiglio provinciale, poi alla Camera: eletto per la prima volta nel 2018 nel collegio uninominale di Gioia Tauro, è stato riconfermato nel 2022. È vicepresidente del gruppo di Forza Italia. Da dicembre del 2023 è coordinatore regionale del partito in Calabria, una nomina arrivata mentre la Regione è guidata da un altro esponente di Forza Italia, Roberto Occhiuto.

Francesco Cannizzaro (ANSA/Salvatore Monteverde)

A sostenere la sua candidatura c’erano undici liste: oltre a Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, l’Udc e anche Azione di Carlo Calenda, che a livello nazionale sta all’opposizione. I tre sfidanti erano Domenico Battaglia, del Partito Democratico, sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà eletto in consiglio regionale; Eduardo Lamberti Castronuovo, medico e imprenditore della sanità, sostenuto da liste civiche; e Saverio Pazzano, insegnante e consigliere comunale uscente, candidato di una lista civica di sinistra. Il Movimento 5 Stelle non è riuscito a presentare una propria lista.

In campagna elettorale Cannizzaro ha puntato quasi tutto sul turismo, che ha definito «il petrolio naturale» di Reggio. Il progetto più citato è una cabinovia che colleghi la fascia collinare della città al mare, nella zona dei Fortini: un finanziamento regionale, ha detto, è già stato ottenuto. Ha promesso poi di aprire il porto alle grandi navi da crociera, smentendo chi in passato aveva sostenuto che le banchine reggine non fossero adatte: uno studio tecnico, ha assicurato, dimostrerebbe il contrario. A queste si aggiungono interventi più ordinari ma più urgenti per i cittadini, come il rifacimento delle strade, un nuovo piano per i rifiuti e la depurazione, su cui ha citato 140 milioni di euro già destinati alla città dal governo e dalla Regione. È un programma costruito in buona parte sull’idea che Reggio possa attirare risorse e investimenti grazie ai buoni rapporti di Cannizzaro con il governo nazionale e con la giunta regionale, entrambi guidati dalla sua parte politica.

Vincenzo De Luca farà il sindaco di Salerno per la quinta volta

L’agenzia di sondaggi YouTrend ha stimato che il divario tra De Luca e i suoi avversari a Salerno non è più colmabile, come ci si poteva aspettare già dagli exit poll alla chiusura dei seggi, che lo davano intorno al 60 per cento: sarà di nuovo sindaco di Salerno, dopo esserlo già stato per quattro mandati tra il 1993 e il 2015.

Negli ultimi 10 anni era stato presidente della Campania per il PD, aveva provato a ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo ma era stato bloccato dalla Corte costituzionale. Così era tornato a candidarsi a Salerno, facendo una campagna elettorale molto spregiudicata e mostrandosi sicurissimo di vincere.

 Qui abbiamo spiegato meglio com’è andata:

A Venezia c’è molta più distanza del previsto tra i due candidati principali

Secondo le proiezioni di Opinio per la Rai – basate su un campione del 5 per cento – c’è un divario di 13 punti percentuali tra Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra dato al 50,7 per cento, e Andrea Martella, candidato del centrosinistra fermo invece al 37 per cento. È un dato notevole, che di fatto per ora sembra indicare una conferma da parte degli elettori del lavoro dell’amministrazione uscente di Luigi Brugnaro, di cui Venturini è stato assessore alla Coesione sociale.

È peraltro un dato in contrasto rispetto a tre sondaggi realizzati tra fine aprile e inizio maggio, che davano invece Martella in vantaggio. Soltanto un sondaggio, che però aveva un campione molto limitato (500 persone sentite), dava Venturini avanti con probabile ballottaggio: lo aveva realizzato Demetra opinioni.net per Giovanni Maria Martini, ex consigliere comunale candidato con la lista civica “Tutta la Città insieme”.

Cosa ci fa Rocco Casalino nel consiglio comunale di Ceglie Messapica

Rocco Casalino, ex portavoce del Movimento 5 Stelle e di Giuseppe Conte durante il suo periodo da presidente del Consiglio, si è candidato a sorpresa come consigliere comunale nel piccolo comune pugliese di Ceglie Messapica, 18mila abitanti in provincia di Brindisi.

È la cittadina di cui è originaria la sua famiglia (anche se lui è nato in Germania), ma è molto probabile che le ragioni di questa candidatura non abbiano tanto a che fare con l’attaccamento alla sua terra, quanto con un ragionamento politico: il nuovo codice etico del Movimento 5 Stelle approvato a giugno del 2025 infatti prevede che ci si possa candidare al parlamento italiano, a quello europeo o alle elezioni regionali solo se si è già stati candidati alle elezioni amministrative.

È probabile insomma che Casalino stia preparando una candidatura con il M5S alle politiche del 2027, anche se ufficialmente non lo ha detto, e si è limitato a sottolineare l’importanza di cominciare a livello locale per chi come lui non ha mai avuto un ruolo da eletto. Casalino ha lasciato la comunicazione del M5S alla fine del 2025: ora ha fondato un sito di news, La Sintesi, ed è opinionista su La7.

Casalino insieme a Giuseppe Conte (ANSA/FABIO FRUSTACI)

Come è andata nel comune più piccolo al voto

A Valentino Maxenti sono bastati 18 voti per diventare sindaco di Pedesina, in provincia di Sondrio, che con i suoi 40 abitanti era uno dei due comuni più piccoli al voto insieme a Briga Alta, in provincia di Cuneo. Al secondo posto con 8 voti c’è Mirko Gusmeroli e al terzo con 7 voti Giorgio Tarabini.

Avevamo raccontato di come funziona la campagna elettorale a Pedesina in questo articolo.

Le spaccature nel centrodestra, viste da Vigevano

Vigevano è anche il comune con più abitanti (circa 63mila) al voto in Lombardia. Il sindaco uscente è il leghista Andrea Ceffa, attualmente sotto processo con l’accusa di corruzione. Qui la destra si è divisa sulla candidatura del nuovo sindaco: la Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati sostengono Riccardo Ghia, mentre Forza Italia sostiene Paolo Previde Massara. 

Oltre alle accuse nei confronti del sindaco uscente, la Lega a Vigevano è in parte indebolita anche dalla candidatura dell’avvocato Furio Suvilla, ex leghista che ora si è presentato con la lista “Vigevano Futura”, sostenuta da Futuro Nazionale, il partito di estrema destra nazionalista fondato da Roberto Vannacci, europarlamentare ed ex vicesegretario della Lega. Negli scorsi mesi il segretario della Lega Matteo Salvini ha dimostrato una certa preoccupazione per il potenziale successo del partito di Vannacci, al quale hanno già aderito diversi parlamentari leghisti. 

Le elezioni hanno provocato anche scontri all’interno della Lega per la decisione, presa dalla sezione locale del partito, di candidare nelle proprie liste due persone musulmane. 

Gli exit poll delle grandi città, in ordine

Sono sei le città dove sono stati fatti exit poll per capire come sono andate le elezioni. A Venezia è dato avanti il centrodestra, ma è possibile che si vada al ballottaggio. Il centrodestra è in vantaggio anche a Reggio Calabria dove potrebbe vincere già al primo turno e ad Arezzo, dove però si va verso il ballottaggio, mentre a Messina è avanti il candidato indipendente Federico Basile. Centrosinistra in vantaggio a Prato e a Salerno. 

L’affluenza definitiva è del 60 per cento

L’affluenza definitiva di queste elezioni comunali è stata del 60 per cento. Nel 2020 era stata quasi del 65 per cento, ma è un confronto poco significativo perché a quelle elezioni si era votato a settembre, in piena pandemia, e contestualmente si era votato anche per alcune elezioni regionali e per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

La regione in cui si è votato di più è stata l’Umbria, con oltre il 70 per cento di affluenza, seguita dalla Campania (68 per cento) e dal Lazio (quasi 65 per cento). L’affluenza più bassa c’è stata in Molise, intorno al 47 per cento. A Venezia, l’unico capoluogo di regione al voto, è stata del 55,9 per cento, in calo rispetto alle precedenti elezioni (62,2 per cento).

Ad Arezzo si va verso il ballottaggio

È avanti il candidato del centrodestra Marcello Comanducci, imprenditore ed ex assessore al Turismo durante il primo mandato del sindaco uscente Alessandro Ghinelli. Gli exit poll lo danno tra il 41,5 e il 45,5 per cento. Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra, ex assessore regionale del PD, è dato tra il 32 e il 36 per cento: è un divario grande, ma con questi numeri si andrebbe al ballottaggio.