A Venezia è avanti a sorpresa il centrodestra

A Salerno invece ha vinto Vincenzo De Luca, senza sorprese: i risultati delle elezioni comunali in diretta

Il voto in un seggio di Venezia il 24 maggio 2026 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Sono chiusi alle 15 i seggi per le elezioni amministrative in più di 700 comuni italiani, dove si votava per rinnovare sindaci e consiglieri comunali. Il Post segue con questo liveblog tutte le notizie e i risultati man mano che arrivano.

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Matteo Biffoni è il nuovo sindaco di Prato

Con 31 sezioni scrutinate su 179 secondo YouTrend il candidato del centrosinistra, già sindaco di Prato per due mandati dal 2014 al 2024, ha vinto le elezioni comunali. Biffoni è un avvocato, ha 52 anni ed era dato fin dall’inizio come ampiamente favorito.

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina al primo turno. Ha ottenuto poco più del 50 per cento dei voti, ma in virtù della legge siciliana gli sarebbe bastato superare il 40 per cento per evitare il ballottaggio. Basile, 48 anni, è il candidato di Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca, e si era dimesso a febbraio.

Federico Basile (ANSA/CARMELO IMBESI)

La candidata del centrosinistra era Antonella Russo, consigliera del PD, sostenuta dal suo partito e da una lista che metteva insieme il Movimento 5 Stelle e Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera. La Vardera è un ex inviato della trasmissione Le Iene ed era stato eletto all’assemblea regionale siciliana con Sud chiama Nord, prima di andarsene. Il candidato del centrodestra era Marco Scurria, di Forza Italia, in passato commissario per il dissesto del comune. Scurria ha puntato dichiaratamente sul ballottaggio, contando su una buona tenuta del PD per arrivare al secondo turno, ma evidentemente si sbagliava.

Basile si è presentato con 15 liste e senza alleati tra i partiti nazionali. È una scelta diversa rispetto al 2022, quando si era alleato con la Lega. Sud chiama Nord ha schierato in tutto 1.010 candidati: 468 per il consiglio comunale con 15 liste e 542 per le circoscrizioni con 61 liste. Buona parte dei candidati viene dal comune e dalle società partecipate, una scelta che ha portato gli avversari a parlare di “militarizzazione del consenso”.

Due seggi in parlamento dipendono da queste elezioni

Il voto di oggi potrà avere anche delle ricadute anche in parlamento. Vincendo le elezioni a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, dovrà lasciare il suo seggio alla Camera. La legge non consente ai sindaci di comuni con più di 20mila abitanti di essere contemporaneamente anche parlamentari, a pena della decadenza. Essendo stato eletto in un collegio uninominale (quelli con le sfide dirette tra i vari candidati), quello dell’area metroplitana di Reggio Calabria, ci dovranno essere delle elezioni suppletive per riassegnare quel seggio. Non è ancora chiaro chi saranno i candidati, ma è verosimile che il centrodestra indicherà un esponente di Forza Italia. 

Anche le elezioni di Venezia pongono un’incognita simile: il candidato del centrosinistra Andrea Martella è senatore del Partito Democratico eletto nell’uninominale della sua provincia. Se vincesse dovrebbe lasciare il suo seggio a Palazzo Madama, ma al momento sembra abbastanza improbabile, sulla base dei dati arrivati fin qui. Sembrava designato a candidarsi al suo posto per il centrosinistra in eventuali elezioni suppletive Andrea Ferrazzi, già senatore nella scorsa legislatura, anche lui del PD.

Francesco Cannizzaro del centrodestra è il nuovo sindaco di Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro ha vinto le elezioni comunali a Reggio Calabria al primo turno, con oltre il 60 per cento dei voti, molto sopra il suo sfidante di centrosinistra Domenico Battaglia, fermo sotto il 25%. Reggio torna così a destra dopo quasi dodici anni di amministrazione di centrosinistra.

Cannizzaro ha 43 anni ed è nato a Reggio Calabria. In città è conosciuto come “Ciccio”. Ha cominciato a fare politica nel 2005, a poco più di vent’anni, come consigliere comunale di Santo Stefano in Aspromonte, un paese di circa mille abitanti sui monti alle spalle della città. Da lì è passato al consiglio provinciale, poi alla Camera: eletto per la prima volta nel 2018 nel collegio uninominale di Gioia Tauro, è stato riconfermato nel 2022. È vicepresidente del gruppo di Forza Italia. Da dicembre del 2023 è coordinatore regionale del partito in Calabria, una nomina arrivata mentre la Regione è guidata da un altro esponente di Forza Italia, Roberto Occhiuto.

Francesco Cannizzaro (ANSA/Salvatore Monteverde)

A sostenere la sua candidatura c’erano undici liste: oltre a Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, l’Udc e anche Azione di Carlo Calenda, che a livello nazionale sta all’opposizione. I tre sfidanti erano Domenico Battaglia, del Partito Democratico, sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà eletto in consiglio regionale; Eduardo Lamberti Castronuovo, medico e imprenditore della sanità, sostenuto da liste civiche; e Saverio Pazzano, insegnante e consigliere comunale uscente, candidato di una lista civica di sinistra. Il Movimento 5 Stelle non è riuscito a presentare una propria lista.

In campagna elettorale Cannizzaro ha puntato quasi tutto sul turismo, che ha definito «il petrolio naturale» di Reggio. Il progetto più citato è una cabinovia che colleghi la fascia collinare della città al mare, nella zona dei Fortini: un finanziamento regionale, ha detto, è già stato ottenuto. Ha promesso poi di aprire il porto alle grandi navi da crociera, smentendo chi in passato aveva sostenuto che le banchine reggine non fossero adatte: uno studio tecnico, ha assicurato, dimostrerebbe il contrario. A queste si aggiungono interventi più ordinari ma più urgenti per i cittadini, come il rifacimento delle strade, un nuovo piano per i rifiuti e la depurazione, su cui ha citato 140 milioni di euro già destinati alla città dal governo e dalla Regione. È un programma costruito in buona parte sull’idea che Reggio possa attirare risorse e investimenti grazie ai buoni rapporti di Cannizzaro con il governo nazionale e con la giunta regionale, entrambi guidati dalla sua parte politica.

Vincenzo De Luca farà il sindaco di Salerno per la quinta volta

L’agenzia di sondaggi YouTrend ha stimato che il divario tra De Luca e i suoi avversari a Salerno non è più colmabile, come ci si poteva aspettare già dagli exit poll alla chiusura dei seggi, che lo davano intorno al 60 per cento: sarà di nuovo sindaco di Salerno, dopo esserlo già stato per quattro mandati tra il 1993 e il 2015.

Negli ultimi 10 anni era stato presidente della Campania per il PD, aveva provato a ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo ma era stato bloccato dalla Corte costituzionale. Così era tornato a candidarsi a Salerno, facendo una campagna elettorale molto spregiudicata e mostrandosi sicurissimo di vincere.

 Qui abbiamo spiegato meglio com’è andata:

A Venezia c’è molta più distanza del previsto tra i due candidati principali

Secondo le proiezioni di Opinio per la Rai – basate su un campione del 5 per cento – c’è un divario di 13 punti percentuali tra Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra dato al 50,7 per cento, e Andrea Martella, candidato del centrosinistra fermo invece al 37 per cento. È un dato notevole, che di fatto per ora sembra indicare una conferma da parte degli elettori del lavoro dell’amministrazione uscente di Luigi Brugnaro, di cui Venturini è stato assessore alla Coesione sociale.

È peraltro un dato in contrasto rispetto a tre sondaggi realizzati tra fine aprile e inizio maggio, che davano invece Martella in vantaggio. Soltanto un sondaggio, che però aveva un campione molto limitato (500 persone sentite), dava Venturini avanti con probabile ballottaggio: lo aveva realizzato Demetra opinioni.net per Giovanni Maria Martini, ex consigliere comunale candidato con la lista civica “Tutta la Città insieme”.

Cosa ci fa Rocco Casalino nel consiglio comunale di Ceglie Messapica

Rocco Casalino, ex portavoce del Movimento 5 Stelle e di Giuseppe Conte durante il suo periodo da presidente del Consiglio, si è candidato a sorpresa come consigliere comunale nel piccolo comune pugliese di Ceglie Messapica, 18mila abitanti in provincia di Brindisi.

È la cittadina di cui è originaria la sua famiglia (anche se lui è nato in Germania), ma è molto probabile che le ragioni di questa candidatura non abbiano tanto a che fare con l’attaccamento alla sua terra, quanto con un ragionamento politico: il nuovo codice etico del Movimento 5 Stelle approvato a giugno del 2025 infatti prevede che ci si possa candidare al parlamento italiano, a quello europeo o alle elezioni regionali solo se si è già stati candidati alle elezioni amministrative.

È probabile insomma che Casalino stia preparando una candidatura con il M5S alle politiche del 2027, anche se ufficialmente non lo ha detto, e si è limitato a sottolineare l’importanza di cominciare a livello locale per chi come lui non ha mai avuto un ruolo da eletto. Casalino ha lasciato la comunicazione del M5S alla fine del 2025: ora ha fondato un sito di news, La Sintesi, ed è opinionista su La7.

Casalino insieme a Giuseppe Conte (ANSA/FABIO FRUSTACI)

Come è andata nel comune più piccolo al voto

A Valentino Maxenti sono bastati 18 voti per diventare sindaco di Pedesina, in provincia di Sondrio, che con i suoi 40 abitanti era uno dei due comuni più piccoli al voto insieme a Briga Alta, in provincia di Cuneo. Al secondo posto con 8 voti c’è Mirko Gusmeroli e al terzo con 7 voti Giorgio Tarabini.

Avevamo raccontato di come funziona la campagna elettorale a Pedesina in questo articolo.

Le spaccature nel centrodestra, viste da Vigevano

Vigevano è anche il comune con più abitanti (circa 63mila) al voto in Lombardia. Il sindaco uscente è il leghista Andrea Ceffa, attualmente sotto processo con l’accusa di corruzione. Qui la destra si è divisa sulla candidatura del nuovo sindaco: la Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati sostengono Riccardo Ghia, mentre Forza Italia sostiene Paolo Previde Massara. 

Oltre alle accuse nei confronti del sindaco uscente, la Lega a Vigevano è in parte indebolita anche dalla candidatura dell’avvocato Furio Suvilla, ex leghista che ora si è presentato con la lista “Vigevano Futura”, sostenuta da Futuro Nazionale, il partito di estrema destra nazionalista fondato da Roberto Vannacci, europarlamentare ed ex vicesegretario della Lega. Negli scorsi mesi il segretario della Lega Matteo Salvini ha dimostrato una certa preoccupazione per il potenziale successo del partito di Vannacci, al quale hanno già aderito diversi parlamentari leghisti. 

Le elezioni hanno provocato anche scontri all’interno della Lega per la decisione, presa dalla sezione locale del partito, di candidare nelle proprie liste due persone musulmane. 

Gli exit poll delle grandi città, in ordine

Sono sei le città dove sono stati fatti exit poll per capire come sono andate le elezioni. A Venezia è dato avanti il centrodestra, ma è possibile che si vada al ballottaggio. Il centrodestra è in vantaggio anche a Reggio Calabria dove potrebbe vincere già al primo turno e ad Arezzo, dove però si va verso il ballottaggio, mentre a Messina è avanti il candidato indipendente Federico Basile. Centrosinistra in vantaggio a Prato e a Salerno. 

L’affluenza definitiva è del 60 per cento

L’affluenza definitiva di queste elezioni comunali è stata del 60 per cento. Nel 2020 era stata quasi del 65 per cento, ma è un confronto poco significativo perché a quelle elezioni si era votato a settembre, in piena pandemia, e contestualmente si era votato anche per alcune elezioni regionali e per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

La regione in cui si è votato di più è stata l’Umbria, con oltre il 70 per cento di affluenza, seguita dalla Campania (68 per cento) e dal Lazio (quasi 65 per cento). L’affluenza più bassa c’è stata in Molise, intorno al 47 per cento. A Venezia, l’unico capoluogo di regione al voto, è stata del 55,9 per cento, in calo rispetto alle precedenti elezioni (62,2 per cento).

Ad Arezzo si va verso il ballottaggio

È avanti il candidato del centrodestra Vincenzo Comanducci, imprenditore ed ex assessore al Turismo durante il primo mandato del sindaco uscente Alessandro Ghinelli. Gli exit poll lo danno tra il 41,5 e il 45,5 per cento. Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra, ex assessore regionale del PD, è dato tra il 32 e il 36 per cento: è un divario grande, ma con questi numeri si andrebbe al ballottaggio.

A Reggio Calabria non sembra esserci storia

A Reggio Calabria gli exit poll diffusi dalla Rai danno molto in vantaggio il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro, dato addirittura tra il 64 e il 68%. Il candidato del centrosinistra Domenico Battaglia è molto indietro, tra il 21 e il 25%. 

Come previsto, a Prato è avanti il centrosinistra

Senza nessuna sorpresa il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Biffoni è dato molto avanti rispetto al suo principale sfidante Gianluca Banchelli, del centrodestra.

A Messina gli exit poll danno avanti il sindaco uscente

A Messina gli exit poll realizzati dal consorzio Opinio per la Rai dicono che è avanti il sindaco uscente Federico Basile, del partito di Cateno De Luca Sud chiama Nord, dato tra il 51 e il 55%. Al secondo posto il candidato del centrodestra Marcello Scurria tra il 27 e il 31%, mentre la candidata del centrosinistra Antonella Russo sarebbe tra il 13 e il 17%. 

A Messina, come negli altri comuni siciliani, basta superare il 40% per essere eletti al primo turno.  

A Venezia è avanti il centrodestra

I primi exit poll di Opinio per la Rai danno il candidato sindaco del centrodestra, l’assessore uscente alla Coesione sociale Simone Venturini, tra il 47 e il 51 per cento, e il candidato sindaco del centrosinistra, il senatore del PD Andrea Martella, tra il 40 e il 44 per cento. È un dato preliminare in contrasto rispetto agli ultimi sondaggi disponibili, risalenti a due settimane fa, che invece davano Martella avanti di sei punti rispetto a Venturini.

Vincenzo De Luca è in netto vantaggio a Salerno

I primi exit poll di Opinio per la Rai danno avanti il candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca, ex presidente della Campania, con un netto vantaggio rispetto agli altri candidati, tra il 56 e il 60 per cento. L’affluenza definitiva è del 63,4 per cento, in linea con quella della scorsa tornata elettorale, che era stata del 63,2 per cento. Se vincesse sarebbe il suo quinto mandato come sindaco di Salerno dopo altri quattro tra il 1993 e il 2015. 

I seggi sono chiusi

Cominciano quindi gli scrutini, cioè i conteggi dei voti, e tra poco inizieranno ad arrivare i primi dati sull’affluenza definitiva e i primi exit poll.

Per prima cosa, gli exit poll

Alle 15 in tutti i comuni al voto si chiuderanno i seggi e inizieranno gli scrutini, cioè la conta dei voti per stabilire chi sarà il nuovo sindaco o la nuova sindaca. In alcune città – Venezia, Reggio Calabria, Messina, Arezzo, Prato e Salerno – saranno disponibili gli exit poll, i risultati di sondaggi che si basano su cosa la gente dice di voler votare o di aver votato all’uscita dei seggi elettorali.

Exit poll è un termine ormai familiare per chi segue le elezioni, ma ci sono altri due sondaggi – gli instant poll e gli intention poll – che media e giornali utilizzano spesso per capire qual è l’orientamento degli elettori. 

Qui le differenze tra i diversi sondaggi:

• Gli exit poll si basano su ciò che dicono di aver votato le persone fuori dai seggi

• Gli instant poll sono sondaggi telefonici realizzati il giorno stesso del voto

• Gli intention poll sono sondaggi telefonici e dal vivo fatti alcuni giorni prima del voto e in alcuni casi il giorno stesso del voto

A Prato Biffoni ci riprova per la terza volta

A Prato il candidato del centrosinistra è Matteo Biffoni, consigliere regionale del PD e già sindaco di Prato tra il 2014 e il 2024, che a queste elezioni si è quindi ricandidato per la terza volta. È considerato il favorito, visto il suo recente e lungo passato da sindaco di Prato e viste le oltre 22mila preferenze che aveva ottenuto alle ultime elezioni regionali in Toscana, che ne avevano confermato la popolarità.

Matteo Biffoni (dal suo profilo Facebook)

Sono elezioni importanti per il comune di Prato, che da quasi un anno è commissariato dopo che la sindaca Ilaria Bugetti, del PD, si era dimessa perché coinvolta in un’indagine per corruzione (nei giorni scorsi la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio). Biffoni aveva annunciato la sua candidatura, su cui si vociferava in realtà da settimane, soltanto verso la metà di aprile. Ha però detto subito che non voleva che si parlasse di «Biffoni ter» perché «io non sono quello di dodici anni fa, la città non è quella di dodici anni fa».

Durante la campagna elettorale ha evitato i confronti diretti con gli altri candidati, ha tenuto toni compassati rispetto alle elezioni regionali e si è focalizzato su alcuni temi che hanno a che fare con i molti problemi della città, tra cui il dato elevato dell’abbandono scolastico, l’economia in difficoltà del distretto tessile pratese e la sicurezza.