Cronache di una giornata caldissima

Storie, reportage, notizie e spiegazioni nel liveblog del Post su sedici ore roventi, a cui abituarsi

Persone che giocano a carte all'aperto, a Como (Alessandro Levati/Getty Images)

Ondate di calore come quella che da oltre dieci giorni sta interessando l’Italia e buona parte dell’Europa sono eventi estremi che condizionano pesantemente le nostre vite e il nostro benessere, e che sappiamo diventeranno sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. Il Post ha raccontato la giornata di lunedì, dall’alba al tramonto, attraverso un liveblog con reportage, spiegazioni, foto, curiosità e deviazioni varie su come il caldo così intenso e così frequente sta cambiando il modo in cui viviamo, lavoriamo, stiamo insieme, ci divertiamo, e cosa stiamo facendo e cosa no per adattarci.

Liveblog

Il Sole è tramontato in tutta Italia e noi ci salutiamo

Non siamo sul posto per controllare, ma in questo momento gli ultimi raggi di Sole dovrebbero illuminare la cima del Monte Bianco, in Valle d’Aosta, prima che scompaia dietro alle Alpi. È finita questa lunga e soprattutto caldissima giornata: può essere un buon momento per uscire a fare una passeggiata e mangiare un gelato.

Si conclude qui lo straordinario liveblog del Post su questa ordinaria giornata di caldo estremo. Tra qualche giorno finirà l’ondata di calore. Non che poi arrivi il fresco. Ma andrà un po’ meglio. Buonanotte, e un saluto particolare a chi la passerà senza aria condizionata (abbiamo dei consigli).

Il tramonto sul ghiacciaio del Tour, nel massiccio del Monte Bianco, fotografato nel 2024 (Sean Gallup/Getty Images)

25 bollini rossi, uno arancione e uno giallo

Domani e dopodomani le città italiane con il massimo livello di allerta per il caldo saranno 25: tre in più di oggi, nonostante l’arrivo delle prime piogge, nonché tutte quelle tenute sotto controllo dal ministero della Salute, tranne due.

“Bollino rosso” è l’espressione con cui viene indicato il livello di rischio più alto per condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute di tutta la popolazione, e non solo per le persone più vulnerabili, come anziani, bambini molto piccoli e malati cronici. Martedì e mercoledì passeranno dal bollino arancione a quello rosso Cagliari, Catania e Trieste; a Messina resterà il “bollino giallo”, cioè una preallerta per un aumento delle temperature, mentre Reggio Calabria passerà dal giallo all’arancione, che indica possibili effetti negativi soprattutto per la popolazione a rischio.

🔴 Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo

🟠 Reggio Calabria

🟡 Messina

Perché proprio l’Europa

Il nostro non è di per sé il continente più caldo del pianeta, ma è quello che si sta riscaldando più velocemente, soprattutto per motivi geografici.

L’Europa è relativamente “chiusa” verso sud e aperta verso nord-ovest: le perturbazioni dall’Atlantico aiutano a rinfrescare il clima europeo, ma quando si formano blocchi persistenti di alta pressione come l’attuale, il calore si accumula facilmente. 

Il ghiacciaio del Taconnaz, a Chamonix (Francia), il 28 giugno 2026. (Sean Gallup/Getty Images)

Il nostro continente ha inoltre grandi masse a medie latitudini, che si riscaldano molto più rapidamente dell’acqua. Il mare Mediterraneo fornisce grandi quantità di aria umida ed è tra i mari che si stanno scaldando più velocemente a causa del cambiamento climatico.

L’Europa in più è collegata direttamente all’Artico, la regione che in assoluto si sta scaldando più velocemente rispetto alla media globale. Ciò fa fondere più di un tempo neve e ghiaccio, lasciando spazio a terreni e acque più scuri che assorbono energia dal Sole più facilmente.

All’ex ospedale psichiatrico di San Bartolo a Ferrara ci si arrangia

Vi ricordate la storia dello sgombero del cosiddetto grattacielo di Ferrara, che aveva lasciato senza casa circa 500 persone? È stata una brutta storia che abbiamo seguito anche sul Post. Oggi circa 30 di quelle 500 persone vivono in una struttura della Caritas aperta apposta per accoglierle, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di San Bartolo.

È un edificio immenso e molto costoso da mantenere: in inverno le bollette hanno superato i 15mila euro al mese, in estate invece c’è qualche ventilatore, ma non per tutti. Dentro la sera ci sono quasi 30 °C, e l’unico modo per rinfrescarsi è farsi la doccia. Le finestre sono piccole, gira poca aria ma ahimè entrano molte cimici.

Alieu, che guarda Giappone-Brasile dei Mondiali fuori dalla struttura, perché è più fresco (il Post)

Doccia tiepida vince su doccia gelata

In giornate molto calde come questa il primo istinto è di fiondarsi sotto il getto gelato della doccia, ma le principali istituzioni sanitarie consigliano di fare docce e bagni con acqua appena tiepida e non gelata.

Il freddo improvviso fa da vasocostrittore, quindi si riduce l’afflusso di sangue nei vasi sanguigni superficiali. È una reazione normale ed è importante quando fa freddo e si rischia di congelare, in modo da proteggere gli organi vitali. 

I vasi superficiali hanno però un ruolo molto importante nella dispersione del calore, quindi se si chiudono e si riduce l’afflusso di sangue si isola la parte centrale del corpo, un po’ come mettersi una tuta isolante. Dopo un primo momento di sollievo, dato dall’acqua gelata addosso, si sentirà in realtà più caldo perché si è ridotto fortemente il flusso di sangue che aiuta a scambiare calore con l’esterno.

La temperatura consigliata per una doccia rinfrescante è intorno ai 26-27 °C. Non occorre misurarla a ogni doccia, è sufficiente sentire l’acqua un poco più fresca della propria pelle. In questo modo si riesce a cedere calore più facilmente e si prolunga la sensazione di fresco a doccia finita.

Alcune persone si rinfrescano durante un’ondata di calore a Londra nel 1933. (Fox Photos/Getty Images)

Un lunedì caldissimo nelle grandi città

È stato un lunedì di gran caldo in quasi tutte le grandi città italiane, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro, dove sono state registrate le temperature massime più elevate. Secondo i dati misurati dalle centraline meteo e diffusi dall’agenzia Italia Meteo, Firenze ha toccato i 40,6 °C, seguita da Roma con 40,1 °C, anche Reggio Emilia (40,5 °C) e Ferrara (40,4 °C) in Emilia-Romagna hanno superato la soglia dei 40 gradi. Appena sotto si collocano Perugia (39,4 °C) e Padova (39,3 °C), con Verona, Bologna e Brescia tutte tra 38,7 e 38,9 °C.

Al Sud le temperature, pur elevate, si sono mantenute leggermente più basse: Napoli si è fermata a 35,6 °C, Palermo a 36,3 °C, Bari a 33,2 °C, probabilmente mitigata dalla brezza adriatica.

Un po’ di film glaciali, per non pensarci

Se oggi avete sofferto, abbiamo raccolto per la vostra serata un po’ di consigli di film accomunati da una cosa: sono ambientati in posti glaciali.

La cosa di John Carpenter, per esempio, si svolge in una base scientifica statunitense in Antartide che viene infiltrata da un parassita extraterrestre capace di assumere le sembianze degli umani.

Fargo dei fratelli Joel ed Ethan Coen è invece un sanguinoso thriller ambientato in parte nell’omonima città del North Dakota, durante un inverno rigidissimo.

Un’altra buona scelta potrebbe essere Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, incentrato sulla storia di uno scrittore che soggiorna in un hotel decadente dell’Europa orientale e ambientato nella Repubblica di Zubrowka, un immaginario stato montano che ricorda un po’ l’Austria; o The Hateful Eight, il violento western sulla neve di Quentin Tarantino. Altrimenti potreste optare per Encounters at the End of the World, il documentario di Werner Herzog sulla quotidianità dei ricercatori della stazione McMurdo, sull’isola di Ross, in Antartide.

Qualche altro consiglio cinematografico glaciale, in ordine sparso: Ricomincio da capo, I segreti di Wind River, La società della neve, Ritorno a Cold Mountain, The Day After Tomorrow. 

A Roma molte persone migranti trovano riparo al Welcome center

A Roma c’è un posto che è più affollato delle settimane passate. È il Welcome center gestito dall’associazione Baobab, dove passano centinaia di persone migranti per chiedere informazioni, per avere assistenza legale o psicologica, per una visita medica con i professionisti dell’associazione Medici per i diritti umani (MEDU), per giocare a biliardino o per mangiare. In questi giorni trovano anche un riparo e un rinfresco dal caldo, che per strada è difficile da sopportare.

(Andrea Sabbadini per il Post)

Alle 19:30, mentre il meteo minaccia un temporale ma cade solo qualche goccia di pioggia che gonfia ancora di più l’aria di umidità, i volontari distribuiscono un sacchetto con la pasta al tonno per la cena, più alcune merendine e un succo di frutta per la colazione del mattino dopo.

La maggior parte delle persone prende il sacchetto e lo porta via. Alcune invece si fermano sui tavoli che si trovano all’esterno della struttura, che si trova di fronte alla stazione Tiburtina. Molte mangiano già le merendine come dessert perché la pasta non basta a saziarle.

(Andrea Sabbadini per il Post)

Sono quasi tutte senza fissa dimora: vivono per strada, la gran parte sotto i ponti della tangenziale dove ci sono sì più fresco e un riparo dal sole, ma è anche molto pericoloso, e per questo vengono regolarmente sgomberate. Altre invece abitano in alcuni palazzi abbandonati e occupati che si trovano poco lontano. Al Welcome center arrivano con il passaparola soprattutto persone migranti che sono appena sbarcate con i barconi, che sono uscite dai Centri per il rimpatrio (CPR) o hanno dovuto lasciare le case famiglia in cui erano ospitate perché hanno appena compiuto i 18 anni.

(Andrea Sabbadini per il Post)

Alice Basiglini, una delle attiviste di Baobab, spiega che negli ultimi giorni le persone che arrivano al Welcome center sono aumentate, perché con il bel tempo sono cresciuti gli arrivi dal Nordafrica. Vuol dire che molte di loro passeranno l’estate per strada, senza nessun riparo dal caldo e con la sola assistenza dei volontari dell’associazione. In media ci rimarranno per almeno sei mesi. Poi la gran parte di loro proverà a passare la frontiera con la Francia o con la Svizzera per andare nel nord Europa.

(Andrea Sabbadini per il Post)

Il temporale del tardo pomeriggio a Milano ha fatto qualche danno

Qui ci sono le foto di alcuni alberi caduti che hanno complicato la viabilità rispettivamente in via Giovanni de Alessandri, in piazza Vesuvio, in piazzale Tripoli e in via Cesare Chiodi, in zona Milano ovest. Sono arrivate anche notizie di allagamenti sparsi e di qualche dehors divelto, ma non risultano danni gravi né feriti.

(il Post)


(Il Post)


(il Post)


(il Post)

L’Italia si scalda in fretta

Per quanto prosegua da ormai una settimana, l’attuale ondata di caldo può essere considerata come un singolo evento estremo e va quindi presa in considerazione in un contesto più ampio.

Negli ultimi trent’anni, l’aumento della temperatura media al suolo in Italia è stato superiore alla media globale. I dati riferiti al 2024 mostrano che lo scarto rispetto alla media del trentennio 1991-2020 è stato di 1,33 °C in Italia rispetto a 1,03 °C a livello globale.

L’aumento è in parte dovuto a questioni geografiche: l’Italia è al centro del bacino del Mediterraneo, considerato un hotspot del cambiamento climatico. È infatti un’area dove gli effetti del riscaldamento globale aumentano più velocemente rispetto alle grandi masse d’acqua degli oceani, o di altre zone sulla terraferma.

Una novità per gli anziani di Milano

Alle 18 la casa di quartiere di piazza Donne partigiane, nel quartiere Barona, a sud-ovest di Milano, è più affollata del solito per essere piena estate. Ci sono almeno 60 persone. La più giovane ha 70 anni, la più anziana 95. Giocano a carte e a bocce, chiacchierano e si riparano dal caldo. Le case di quartiere sono tra i pochi spazi gratuiti dove si può passare un pomeriggio al fresco. Il Comune di Milano le ha aperte poco più di un anno fa in ogni municipio e le ha date in gestione ad associazioni che propongono corsi, attività culturali e servizi per persone di età diverse.

(Irene Fassini/Il Post)

La casa di quartiere della Barona si trova accanto al centro di aggregazione per ragazzi Barrio’s e ha solo cambiato nome. Prima era un circolo per anziani e una delle ultime bocciofile di Milano. Il lunedì pomeriggio si può fare ginnastica, giocare a carte o a bocce. Il tutto stando al fresco, grazie ai condizionatori.

Il signor Bernardo Nando Caracciolo, 94 anni (Irene Fassini/Il Post)

Alcune persone poi fanno parte di un’orchestra di musica classica, altre ballano il folk e frequentano corsi di lingua. «Qui le persone sono felici», racconta il vicepresidente della casa di quartiere, Lorenzo Previdi. Alcuni frequentano questo spazio da decenni. Come i signori Bernardo Nando Caracciolo e il suo amico Pino, che hanno quasi 100 anni e sono ancora sul campo da bocce. «Io invece guardo e basta. Vengo qui perché il caldo è insopportabile», dice Felice, che a casa non ha un condizionatore. Alcuni arrivano per lo stesso motivo anche da comuni dell’hinterland a sud, come Corsico e Buccinasco.

(Irene Fassini/Il Post)

Che c’è che non va? NIENTE!

Chi in questi giorni si sente poco paziente al lavoro o un po’ attaccabrighe nel traffico può attribuire almeno un po’ di responsabilità al grande caldo. La temperatura più alta non è necessariamente la causa principale, ma può aumentare la probabilità di alcuni effetti.

In condizioni di caldo prolungato il nostro organismo deve dedicare più energie per il mantenimento della temperatura interna, attraverso la sudorazione, la regolazione del flusso sanguigno negli strati superficiali della pelle e la gestione dell’attività cardiaca. È un’attività che comporta un certo stress e che può contribuire a farci sentire più stanchi, irritabili e meno disposti al confronto.

Le notti passate a dormire al caldo riducono la qualità del sonno, e la privazione di ore di riposo ha effetti importanti sull’umore, a cominciare dall’irritabilità e da una minore capacità di concentrazione. Il caldo può anche influire sulla produzione di ormoni come il cortisolo, molto importante per la regolazione dello stress.

Gli effetti del caldo sull’umore sono studiati da tempo sia sul piano fisiologico sia su quelli della psicologica e della sociologia. Alcuni studi sociologici hanno segnalato una possibile correlazione tra ondate di calore e aumento dei conflitti personali, ma i dati sono difficili da raccogliere e da isolare dalle molte variabili che possono falsarli.

Una donna cammina attraverso il getto di alcuni nebulizzatori a Siviglia, nel 2023 (Marcelo del Pozo/Getty Images)

Dove sta piovendo?

Questa mappa mostra le precipitazioni in corso. Le macchie colorate indicano l’intensità della pioggia (dal blu per la pioggia debole fino al giallo, arancione e rosso per i rovesci più intensi e le possibili grandinate).

(Meteo Aeronautica Militare)

I temporali sono localizzati quasi esclusivamente sui rilievi, quindi sull’arco alpino e lungo gli Appennini, con parziali ricadute in pianura.

L’aria calda sale dalle pianure ma l’innesco che porta ai temporali avviene perlopiù dove le montagne costringono la massa d’aria calda e umida a risalire e a condensare, incontrando masse d’aria più fredda.

Anche oggi la rete elettrica italiana ha superato il grande sovraccarico

Alle 16:30 la rete elettrica italiana ha scavallato il picco dei consumi della giornata: la potenza impiegata era di 58,21 gigawatt, per l’appunto il dato più alto di tutto il 2026. Di solito in una tipica giornata invernale supera di poco i 40 gigawatt.

Con il caldo e l’uso massiccio dell’aria condizionata i consumi di energia elettrica aumentano tantissimo, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando le temperature sono più elevate: sono le ore in cui la rete è sottoposta a un grande sforzo, e le stesse in cui sono più frequenti disservizi e blackout.

La pausa nei cantieri non è sempre rispettata, anzi

Oggi gli operai di un cantiere in zona Chinatown, a Milano, hanno continuato a lavorare tra le 14 e le 16, nonostante i 39 gradi e l’obbligo di interrompere i lavori. Secondo Trifone Radogna, segretario di Milano della federazione sindacale Feneal UIL, succede spesso soprattutto nei cantieri di piccole dimensioni.

Al cantiere di Chinatown non c’era un responsabile a cui chiedere spiegazioni. Un muratore egiziano ha detto che deve continuare a lavorare per guadagnare qualcosa e quindi non gli importa di pioggia, freddo o caldo. In questo liveblog abbiamo parlato della situazione in altri due cantieri di Milano: qui e qui.

Un cantiere stradale in via Bramante, in zona Paolo Sarpi (Milano) alle 15:30 (Il Post)

Secondo la piattaforma Worklimate 2.0 dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), oggi è uno dei quei giorni ad alto rischio per i lavoratori che svolgono attività intense ed esposte al sole.

Quindi in Lombardia, come in tante altre regioni, sarebbe obbligatorio sospendere i lavori nei cantieri stradali dalle 12:30 alle 16, le ore centrali considerate più calde e pericolose. Non tutti lo fanno, soprattutto per una questione di soldi.

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) viene riconosciuta alle imprese edili nelle ore in cui le temperature percepite superano i 35 gradi e nelle giornate classificate come a rischio elevato. Può essere erogata dall’INPS fino a un massimo complessivo di 52 settimane in un biennio, per varie ragioni. Durante ondate di calore così lunghe, le aziende la chiedono meno volentieri.

La CIGO prevede un’indennità anche ai dipendenti, pari all’80 per cento della retribuzione persa per le ore di inattività, una condizione che spesso scontenta più o meno tutti: sia gli operai dipendenti sia i liberi professionisti, che non sono coperti dalla cassa.

Ma perché adesso in Lombardia strapiove?

Nelle ultime ore ci sono stati i primi segnali di cedimento dell’anticiclone, cioè dell’alta pressione che faceva da grande coperchio schiacciando l’aria calda e umida verso il basso, impedendole di salire e formare le nuvole.

È un meccanismo che per quanto riguarda l’Italia per ora è legato al calore accumulato, con l’aria calda che sale verso l’alto e incontra quella fresca in quota, formando i temporali.

Questi temporali, difficili da prevedere e spesso molto localizzati, porteranno una temporanea riduzione della temperatura solo nelle zone interessate. In generale, le temperature continueranno a essere molto elevate fino a metà settimana.

Una giornata più intensa del solito per gli operatori del 118

La Sala operativa regionale per le emergenze e urgenze (SOREU) di Milano metropolitana è il centro di coordinamento che gestisce le emergenze sanitarie che avvengono in città e nelle cittadine limitrofe. Si trova dentro all’ospedale Niguarda, a nord del centro, ed è una delle quattro attive in Lombardia.

Qui vengono indirizzate tutte le telefonate fatte in quest’area al 112 e al 118. Alla SOREU di Milano lavorano ogni giorno dieci operatori specializzati, cinque infermieri e un medico. Quando arriva una telefonata gli operatori assegnano un ordine di priorità e fanno uscire il mezzo adeguato. Una volta che il mezzo arriva sul posto, gli operatori si occupano di indirizzare il paziente all’ospedale più vicino e più adatto.

In questi giorni di caldo intenso il numero di telefonate è aumentato significativamente: dai primi di giugno circa del 10 per cento ogni settimana. Ieri, domenica 28 giugno, è stato raggiungo un picco di 1.500 telefonate. Oggi siamo su numeri simili, dato che alle 17 erano già mille.

La sala operativa, però, «non è stata colta di sorpresa», dice Giacomo Colzani, responsabile operativo della SOREU Metropolitana: «sapendo di dover gestire una situazione critica ci siamo mossi di conseguenza». Per far fronte all’aumento delle telefonate la sala operativa infatti «si è dotata di due operatori in più e ha aumentato il numero dei mezzi», dice Maurizio Migliari, responsabile delle SOREU lombarde.

I problemi più frequenti che la sala operativa deve gestire in questo periodo per via del caldo «sono quelli cardiovascolari, dalla pressione bassa agli svenimenti fino alla disidratazione», aggiunge Migliari.

(Il Post)

A Milano è arrivata la pioggia

Come probabilmente buona parte della gente che vive o frequenta la città sperava, attorno alle 18 ha cominciato a piovere, anche in maniera piuttosto abbondante. In giornata il Centro di monitoraggio della Protezione civile lombardo aveva diramato un’allerta gialla per il rischio di temporali e piogge intense, che durerà almeno fino a mezzanotte.

Sia a Milano che in altre zone della Lombardia ha iniziato anche a grandinare. Ocio!

Le isole di calore e il caldo in città

Le città si scaldano molto di più rispetto alle campagne o alle aree montane. I materiali come l’asfalto e il cemento assorbono l’energia solare durante il giorno, trasformandosi in una sorta di grandi batterie termiche, che rilasciano il calore quando ormai il Sole è tramontato e per buona parte della notte.

Queste “isole di calore” impediscono all’aria di rinfrescarsi e sono il motivo principale per cui tra il dì e la notte c’è una scarsa escursione termica in molte città. L’effetto può essere peggiorato dalle tante cose che in città producono a loro volta calore, a cominciare dalla grande quantità di condizionatori. I palazzi alti causano inoltre un “effetto canyon” che riduce la circolazione del vento e quindi la possibilità per il calore di disperdersi facilmente verso l’alto.

Le isole di calore sono studiate da più di un secolo e ormai da tempo urbanisti, climatologi e altri esperti consigliano di ripensare il modo in cui sono costruite e organizzate le città. L’uso di materiali chiari per tetti e asfalti può ridurre fortemente l’assorbimento termico, così come è fondamentale prevedere aree verdi ovunque sia possibile per sfruttare la capacità delle piante di favorire gli scambi di calore. Lo avevamo raccontato più estesamente qui.