Le migliori canzoni del Torino Film Festival

 

La 31° edizione del Torino Film Festival ha visto la musica protagonista di molte delle pellicole. Dalle colonne sonore dei capolavori della New Hollywood al tormentone del venezuelano Pelo Malo, ecco una lista delle dieci canzoni che non si può fare a meno di riascoltare.

Everybody’s talkin di Harry Nilsson (da Midnight Cowboy)

Il cowboy Jon Voight sorride lasciando il suo Texas diretto verso una New York in cui intravede solo opportunità. Capirà ben presto che il bel sorriso (dietro cui si nasconde, come spesso accade, un dolore) e gli occhioni azzurri non lo salveranno dalle miserie metropolitane.

Lose your soul di Dead Man’s Bones (da La bataille de Solférino)

Il film francese (in concorso) non suscita particolari emozioni, ma nei titoli di coda regala questa perla del gruppo di Ryan Gosling, al quale semplicemente riesce tutto (e anche bene). In questa versione durante un live.

Muerte en Hawaii di Calle 13 (da Club Sandwich)

Si cambia decisamente atmosfera con il rap latino dei portoricani René Pérez Joglar e Eduardo José Cabra Martínez, colonna sonora del film messicano vincitore della rassegna, che accompagna (e sorregge) i primi goffi approcci sessuali di due adolescenti in vacanza.

Loving her was easier di Kris Kristofferson (da Cisko Pike)

Uno dei capolavori meno conosciuti della rassegna New Hollywood, un musicista in declino (interpretato dallo stesso Kristofferson) costretto dal ricatto di un poliziotto della narcotici (un giovane, anche se non sembra, Gene Hackman) a tornare pusher per un weekend. Sesso, droga e folk. Splendida la ballata d’apertura.

Knockin’ on Heaven’s door di Bob Dylan (da Pat Garret e Billy the Kid)

Mama, take this badge off of me…Non c’è bisogno di aggiungere altro. Se non vi emoziona questa scena, non avete più speranze.

Born to be Wild di Steppenwolf (da Easy rider)

Anche qui poco da dire. Peter Fonda e Dennis Hopper che sfrecciano sul loro chopper on the Highway da Los Angeles alla Louisiana, l’avvocato mentore George Hanson (una delle best performance ever di Jack Nicholson) e il sogno americano che si infrange. Avvertenza per gli spettatori: tornare a districarsi nel traffico cittadino entro i limiti imposti dal codice stradale potrebbe risultare complicato.

Modern love di David Bowie (da Frances Ha)

Torniamo nel terzo millennio con l’ottimo film di Noah Baumbach, scritto e interpretato magnificamente dalla tuttofare Greta Gerwig. Brillante, ironico e (quasi) mai scontato, col tocco elegante del bianco e nero. Le note del White Duke accompagnano verso l’uscita gli spettatori soddisfatti.

Fare thee well (Dink’s song) di Oscar Isaac, Marcus Mumford (da Inside Llewin Davis)

Il folk torna protagonista nel film dei fratelli Cohen, ancora una volta all’altezza delle aspettative nel regalarci la storia di un musicista in perdita perenne nei confronti della vita (ispirata in parte al cantante degli anni ‘60 Dave Van Sork). Il protagonista è interpretato con grande intensità da Oscar Isaac, autore di gran parte della colonna sonora (con la collaborazione di Murcos Mumford e Justin Timberlake). Al link qui sopra l’ending del film.

E ti vengo a cercare di Franco Battiato (da Temporary road)

Nella sezione Festa Mobile la musica conquista la sala con l’omaggio al grande cantautore siciliano. Oddio, tra meditazione, trascendenza, reincarnazione e misticismo, l’intervista al Maestro oscilla spesso tra il metafisico e il ridicolo. Per fortuna c’è la musica e ti riconcili con la vita (sia l’attuale che le precedenti).

Mi limon, mi limonero di Henry Stephen (da Pelo Malo)

Al film di Mariana Rondòn non viene solo riconosciuta l’indubbia qualità cinematografica (premiato dalla giuria del TFF come miglior sceneggiatura, e premiata pure la protagonista Samantha Castillo come miglior attrice) ma è assegnato per plebiscito il trofeo Tormentone Musicale del Festival. Che sia nelle sale tra uno spettacolo e l’altro, sotto la doccia o mentre cammini per strada, non è possibile resistere al fascino del Limonero. Chiedere a inglesi e francesi.

– Paolo Ferro –