L’Amore è volontà altrui

Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria – Prof. du Lac – 8° lezione

Cari studenti,
vediamo di completare il glossario amoroso studiato la scorsa settimana.

GELOSIA – È importante precisare che per “gelosia” – la sciocchezza (cfr Lezione VI) – non si intende la sofferenza per l’abbandono della persona che si è amata: quella è del tutto normale, e sana, oltre che significativa. Una persona che perde colui o colei che ama soffrirà moltissimo, è perfino scontato dirlo. Gelosia, qui, è il tentativo di impedire alla persona amata di seguire la propria volontà, il complesso degli atteggiamenti che sono disposti – al costo di renderla infelice – a castrarla, cercando in ogni modo di allontanarla dai proprî desiderî, dimostrando di fatto di non amarla davvero.

VOLONTÀ – È fondamentale, quindi, rendersi conto di una cosa: ciò che abbiamo a cuore è la volontà della persona che amiamo, le sue propensioni e le sue aspirazioni. E, d’altra parte, ciò che noi desideriamo e a cui aspiriamo è la coincidenza fra noi e la felicità della persona che amiamo. Non vorremmo mai che lei stia con noi controvoglia, che l’unica ragione per cui quella persona ci sta accanto sia un vincolo posticcio. Se il nostro fine è cercare di allontanare, o nasconderle, un possibile termine di paragone stiamo decidendo che lei non ci scelga. Quando la scelta si fa, appunto, tutti i giorni: ed è una scelta smaccata – deliberata e volontaria.

SACRIFICIO – Se così non fosse, se non usassimo la volontà come metro, dovremmo concludere che l’amore sia solamente un sacrificio. L’idea che il problema non sia desiderare di tradire, ma mettere in pratica questo desiderio, svilisce – nel fulcro centrale – l’essenza stessa dell’amore. Se io sono innamorato di una persona desidero che quella persona sia soddisfatta, voglio che possa fare le cose che la rendono felice: se le impedisco ciò che le piace, la sto condannando a sacrificarsi, a essere infelice per causa mia. Il problema è voler tradire, non è farlo.

IL SESSO – All’infuori del sesso chiunque concorda col ragionamento precedente: immaginate l’assurdità della frase “la persona che amo vorrebbe rubarmi del denaro, ma io mi accontento del fatto che non lo faccia perché impaurito dalle possibili ritorsioni”. Se due persone non sono tendenzialmente monogamiche, non c’è ragione per la quale questa debba essere una loro prerogativa. Un rapporto di coppia è un accordo fra due persone, ognuno può decidere quale sia il proprio spazio di esclusività: qualcuno imposta un rapporto entro il quale si va a letto con chiunque, però – beninteso – le ortiche si coltivano soltanto con il proprio compagno? Non c’è nulla di male. In questo caso coltivare le ortiche assieme a un’altra persona sarà considerata un’infrazione inaccettabile. L’importante è essere concordi, e non ingannarsi, poi è – quasi – soltanto questione di gusti.

POSSESSIVITÀ – Spesso si assimila il concetto di “possessività” con il concetto di “gelosia”. È un errore: non c’è nulla di male a desiderare che l’altro ci appartenga, anzi è una dimostrazione d’attaccamento. Voler abitare il mondo altrui, e considerarlo proprio – quanto e più del nostro – è un sintomo dell’amore: chi dice che un innamorato non dovrebbe possedere l’altro immagina un rapporto disumano e cinico. Ognuno vuole possedere l’amato, ed essere posseduto da esso: c’è una perfetta reciprocità. Se si vive l’essere in possesso dell’altro come castrazione, significa che il rapporto d’amore inizia a essere vissuto con fastidio e insofferenza. C’è un solo caveat: come dicevamo più sopra, questo possesso è subordinato alla volontà altrui – non parliamo di un oggetto, ma di una persona dotata di una volontà, vogliamo essere la prima delle sue priorità.

A.D. – Ipotissiamo che io sia innamorata di Paolo, desidero lui, e desidero essere il suo desiderio. Paolo, però, è innamorato di Luigina, la quale non lo contraccambia: accetterei di essere la ruota di scorta? Accetterei di stare con un Paolo che continui ad amare l’altra? E se anche mi condannassi ad accettare questa situassione, quale sarebbe il comportamento più sensato da seguire: cercare di convincere Paolo di essere meglio di Luigina oppure cercare di impedire che Paolo incontri Luigina?

E se un giorno Luigina decidesse che Paolo è la persona giusta, dovrei cercare d’impedire il loro incontro – già avvenuto nella testa – nei fatti? No, un addio da parte di Paolo mi porterebbe a stare malissimo, ma non vorrei mai essere un supplissio per la persona che amiamo, mai lo vorrei con me per sacrificio. Non potrei volergli così male dal desiderare che stia con me, nonostante io sia – per lui – l’infelicità.

Come scrisse Luigi: questo non è amore, è egoismo. Anzi, neppure amor proprio: perché si arrende all’essere scarto. È, invece, soltanto la muscolare competizione per avere il corpo – e non il cuore – di quella persona.

A.D. – Vi ricordo il compito per casa:

Vi state innamorando della fidanzata del vostro più caro amico. Che cosa fate?

Rispondete qui sotto, oppure nella cassetta del Prof.

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