Glossario amoroso

Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria – Prof. du Lac – 7° lezione

Cari ragazzi,
la lezione della scorsa settimana ha sollevato diverse obiezioni e dubbî: avevo pensato di rispondere personalmente a ciascuno di voi, ma ho poi pensato che un ulteriore approfondimento sul tema della settimana scorsa potesse essere utile a tutti.

Cercherò di andare per punti, in modo da poter affrontare tutte le questioni che potrebbero necessitare di un chiarimento: visto il carattere riassuntivo della lezione potremmo considerarla un ripasso di tutte quelle già studiate, quasi una sorta di glossario.

NON VALE TUTTO – È importante intendersi su cosa intendiamo per “amore”. L’idea che ci siamo persone innamorate che si tradiscono – quale che sia l’accezione che si dà a questo termine – sconta un’aporia piuttosto evidente: la convinzione che, in fondo, l’amore sia definito per autobattesimo. Se un individuo dice «io sono innamorato», tanto basta. Naturalmente non è così, ci sono persone che dicono di essere innamorate della propria moglie e non hanno nessun problema a picchiarla con spietatezza: semplicemente, non lo sono. Per questo possiamo dire: non vale tutto.

PAROLE PAROLE PAROLE – Il punto precedente solleva un’altra questione: cosa vuol dire “amore”? Naturalmente la lingua è una convenzione, e bisogna cercare di chiarirsi sul significato che diamo a ciascuna parola. In questo senso la definizione che mi sembra più corretta – o, comunque, quella che userò – è “il sentimento più forte (intenso/potente/dirompente) che un essere umano possa provare”. C’è chi ammette una definizione molto più ampia: chiunque provi una tensione verso un altro individuo. Queste persone decidano un termine con cui definire “il sentimento più forte che un essere umano possa provare per un altro” e traducano, così, quello che qui si definisce amore.

A.D. Professore, è forse utile prendere a esempio la situazione precedente: facciamo il caso della coppia che si dice innamorata, ma si tradisce. È possibile immaginare la stessa coppia, ma che non si sognerebbe mai di tradirsi? Certo che lo è. E possiamo dire che questa differenza aggiunge un elemento positivo allo scenario del non tradimento? Se ammettiamo tutto questo – e come potremmo negarlo? – è ovvio che non potremmo mai definire  “il sentimento più forte che loro possano provare” quello della coppia che si tradisce. _Perché sappiamo, anche solo empiricamente, che ce n’è uno più forte.

TUTTI COLPEVOLI, TUTTI INNOCENTI – Da questo ne consegue che difendere la legittimità del proprio comportamento all’ombra del male del mondo è abusivo e meschino: dire che “tutti vogliono tradire”  è misurare gli altri con il proprio metro. Non si possono affiggere dei difetti agli altri, soltanto perché sono i nostri. E in ogni caso, fosse anche vero – e non lo è – che non esistono persone che vivono il proprio rapporto nell’onestà e nella fiducia più genuina, bisognerebbe aspirare a essere i primi a comportarsi così. Il  cardine, e il punto, non è la diffusione dell’alfabetizzazione sentimentale, ma la sua efficacia.

MICA DI LUI – Non c’è obiezione più dozzinale di quella per cui “non è che non mi fidi di lui, è che non mi fido delle altre”. Se non immaginiamo uno stupro – e se lo immaginiamo non stiamo parlando di gelosia, ma di tutela dell’incolumità altrui – non c’è nessuna ragione per temere il comportamento di un pretendente. L’unica cosa che può innescare la pericolosità delle azioni di un pretendente è la connivenza dell’altro. Non c’è avance che possa trasformarsi in un tradimento senza la complicità del destinatario: e se si teme la complicità del destinatario non è forse “di lui” che non ci si sta fidando e non “delle altre”?

Non c’è più tempo, continueremo la prossima settimana con: Gelosia, Volontà, Sacrificio, il Sesso, Possessività.

A.D. Io vi ricordo che per chi non ha presentato la propria risposta durante questi 7 giorni – o anche per chi vuole soltanto cambiare parere – è possibile rispondere alla domanda della scorsa settimana: vi accorgete che rischiante d’innamorarvi del partner del vostro più caro amico/a: come vi comportate? Alcuni sostengono che la ragassa o il ragasso del vostro migliore amico sia, di per sé, intangibile: non se ne parla, delle volte letteralmente. Altri sostengono che nel conflitto fra amore e amicissia è l’amore ad avere la precedensa. Oppure vedete una tersa via?

La risposta a questo quesito – scrivetela qua sotto, o al professore – sarà discussa fra due martedì, dopo la conclusione del glossario.Vi saluto con una frase particolarmente significativa scritta da uno studente – Franco – che, mi sento di poter dire, riassume lo spirito dell’intero presente repertorio:

Non c’è nulla da perdere nel lasciarsi andare, chi teme di perdere qualcosa è perché lo ha già perso.

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