A casa mia faccio quello che voglio?

In uno degli ultimi discorsi di Silvio c’era un tranello retorico in cui molti sono cascati, ed è più o meno il concetto di “A casa mia sono libero di fare quel che mi pare.” Questo argomento, che in seguito chiamerò “Argomento non aprite quella porta, è completamente fallace.

A casa mia farò pur quel che mi pare!

La prima critica all’ Argomento non aprite quella porta è facile, ed è la legge. E’ difficile trovare persone disposte ad accettare l’ idea che omicidi e stupri vadano bene purchè siano fatti in salotto.

Nel caso di atti non illegali, la faccenda è più spinosa. Qua l’ Argomento non aprite quella porta ha più presa, perchè chiunque ha qualcosa di cui si vergogna e che vuole nascondere. Il malposto Kant di Giuliano Ferrara suggerisce che “[…] da un legno storto, come quello di cui l’uomo è fatto, non può uscire nulla di interamente diritto. Solo l’approssimazione a questa idea ci è imposta dalla natura.”. Ovvero, siamo tutti tendenzialmente delle merde ma cerchiamo di tenerci a bada il più possibile.

La seconda critica contro l’ Argomento non aprite quella porta è dunque questa: se giudicate che un comportamento sia sbagliato (a torto o a ragione) il vostro parere non cambia in base allo spessore delle mura che lo nascondono.

A casa mia faccio quel che voglio

La terza critica all’ Argomento non aprite quella porta è invece l’ Assioma di Spiderman: Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Questo semplicemente perchè i suoi gesti hanno degli effetti più potenti. Se un uomo comune frequenta assiduamente delle prostitute (ad esempio) avremo una famiglia con meno soldi, delle prostitute con dei soldi in più, un tizio più stanco sul lavoro. Se a farlo è (sempre ad esempio) un capo di stato, avremo favoritismi, ministri dalla dubbia preparazione o stanchi morti per le notti in bianco, l’ immagine di un paese che ipocritamente pone la prostituzione come illegale ma ne fa un largo uso ai suoi stessi vertici.

Un corollario dell’ Assioma di Spiderman è poi importante per coloro i quali temono di essere scoperti nelle loro piccole vergogne, nei loro (legali) segreti casalinghi. A tutti quelli che pensano che santo cielo, quel che è capitato a Silvio potrebbe succedere anche a me, a costoro dico: ma chi se ne frega. Non siete così importanti da interessare la nazione con le vostre faccende private. Dunque, state tranquilli, e continuate a mangiare il gelato nudi in salotto mentre guardate un film porno gay. E’ tutto a posto.

Ma soprattutto, se a casa vostra fate quel che vi pare, difendetevelo se lo credete giusto e bello, e piantatela se lo considerate brutto e sbagliato. Siate onesti giudici di voi stessi, e coraggiosi paladini dei vostri desideri.

(Una nota finale all’ Argomento non aprite quella porta è infine dedicato a tutte le persone colte che appena sentono qualcosa che mina la libertà personale o la parola “Etica” storcono il naso e si agitano come pazzi. Non facciamoci fregare, non cadiamo nelle insidie dell’ ipocrisia di stampo cattolico pur di non sentirci dire che siamo bigotti. A buon intenditor.)

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