Il nuovo video di Zerocalcare sulle restrizioni per il coronavirus

Il nuovo video di Zerocalcare sulle restrizioni per il coronavirus

Il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha realizzato un nuovo video per la trasmissione di La7 Propaganda Live, dopo quello della settimana scorsa, per raccontare la seconda settimana di restrizioni per il coronavirus. Il video è ambientato a Rebibbia, il quartiere di Roma dove vive Zerocalcare.

La fiamma olimpica è arrivata a Tokyo

La fiamma olimpica è arrivata a Tokyo

Stamattina è arrivata a Tokyo, in Giappone, la torcia che contiene la fiamma olimpica, il simbolo delle Olimpiadi che per tradizione viene passato dalla Grecia al paese ospitante alcuni mesi prima dell’inizio delle gare. La torcia è arrivata a Tokyo nonostante da settimane circolino estesi dubbi sull’opportunità di tenere le Olimpiadi – che dovrebbero iniziare proprio a Tokyo il 24 luglio – durante la pandemia da coronavirus.

La torcia era stata accesa ieri in Grecia, nello stadio olimpico di Atene, durante una cerimonia a porte chiuse; poi era stata messa su un aereo semivuoto atterrato oggi a Tokyo. Al suo arrivo la fiamma è stata trasferita in un braciere alla presenza di alcuni funzionari del comitato olimpico locale e di due famosi atleti giapponesi, la lottatrice Saori Yoshida e il judoka Tadahiro Nomura. Fra qualche giorno dovrebbe iniziare un tour del Giappone di quattro mesi, che il governo ha già vietato al pubblico in tre prefetture. Al momento il Comitato Olimpico Internazionale, l’organismo che organizza le Olimpiadi, non ha ancora preso alcuna decisione su un eventuale annullamento o rinvio della manifestazione.

25 anni fa Michael Jordan tornò a giocare a basket

25 anni fa Michael Jordan tornò a giocare a basket

Il 19 marzo del 1995, 25 anni fa, Michael Jordan, uno dei più forti e noti giocatori di basket di sempre, tornò a giocare una partita in NBA, la più importante lega di basket nordamericana, a quasi due anni dal suo ritiro. Jordan si era ritirato al termine della stagione ’92-’93 dopo aver vinto il suo terzo titolo consecutivo con i Chicago Bulls e dopo che il 22 agosto del 1993 suo padre era stato assassinato.

Jordan aveva deciso di lasciare il basket per dedicarsi allo sport preferito del padre, il baseball. Nelle successive due stagioni giocò con i Birmingham Barons, seconda squadra dei più noti Chicago White Sox, ma con scarsi risultati.

Il 18 marzo del 1995 annunciò quindi la sua intenzione di tornare a giocare a basket e il giorno seguente fu schierato dai Chicago Bulls nella partita contro gli Indian Pacers. Giocò quella partita con il numero 45, e non con il suo iconico numero 23, che era stato ritirato dalla squadra in suo onore. Continuò a usare il numero 45 per quasi tutta la stagione, fino alle semifinali della Eastern Conference contro gli Orlando Magic. Dopo Gara-1, dopo un commento del giocatore dei Magic Nick Anderson secondo cui “il numero 45 non era forte quanto il numero 23”, decise di tornare a usare il vecchio numero, e i Bulls dovettero pagare 25mila dollari di multa. I Bulls, alla fine, vennero eliminati dai Magic ma si rifecero nelle successive tre stagioni, in cui riuscirono a vincere altri tre titoli consecutivi, anche grazie all’apporto di Jordan.

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