I due candidati a governatore dello Utah hanno fatto uno spot insieme

I due candidati a governatore dello Utah hanno fatto uno spot insieme

Negli Stati Uniti il 3 novembre, oltre alle elezioni presidenziali, si terranno le elezioni dei governatori di 11 stati. Tra questi c’è lo Utah, governato dal 2009 dal repubblicano Gary Herbert, che però quest’anno ha deciso di non ricandidarsi. I due candidati saranno Spencer Cox, per i Repubblicani, e Chris Peterson, per i Democratici. Il 20 ottobre i due hanno pubblicato uno spot elettorale in cui sono insieme e chiedono agli elettori di votarli, ma in un modo decisamente insolito visto il clima molto teso delle elezioni presidenziali, in cui Donald Trump ha ripetutamente insultato il suo avversario Joe Biden. Cox e Peterson dicono che «si può essere in disaccordo senza odiarsi», che, chiunque dovesse vincere, i due collaboreranno in futuro, e concludono dicendo di voler mostrare al paese che esiste un modo migliore di fare politica.

La differenza tra test sierologico e antigenico, che non ha capito neanche la ministra Azzolina

La differenza tra test sierologico e antigenico, che non ha capito neanche la ministra Azzolina

Martedì sera, durante la trasmissione Otto e mezzo su La7, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha detto che in questo momento, per affrontare l’epidemia da coronavirus nelle scuole, sono necessari i test rapidi perché «non possiamo mandare in quarantena i nostri studenti perché hanno un raffreddore o hanno un’influenza». Azzolina ha poi elogiato la regione Emilia-Romagna che «ha messo a disposizione test nelle farmacie».

Alla ministra ha però risposto l’immunologa Antonella Viola, ospite in collegamento della trasmissione, che le ha ricordato che i test resi disponibili gratuitamente in Emilia-Romagna nelle farmacie sono test rapidi sierologici e non antigenici.

Viola ha spiegato alla ministra che i test sierologici sono «uno strumento epidemiologico che serve per capire qual è la prevalenza dell’infezione nella popolazione», cioè per capire quante persone, dopo essere state contagiate, hanno sviluppato anticorpi. Viola ha detto che ciò che è necessario per la scuola in questo momento sono invece i test antigenici rapidi, cioè quelli che stabiliscono in tempi brevi se una persona, in quel momento, sia positiva e potenzialmente contagiosa.

– Leggi anche: I molti test per capire se si ha il coronavirus

Il test più diffuso e utilizzato dalle autorità sanitarie è quello che colloquialmente viene chiamato “test del tampone” (test molecolare). Si effettua utilizzando appunto un tampone (una specie di lungo e sottile cotton fioc) che viene inserito in profondità nel setto nasale per prelevare campioni di muco e saliva. Il campione viene poi trattato con particolari sostanze (reagenti) e con macchinari che servono per amplificare la quantità del materiale genetico del coronavirus eventualmente presente.

test sierologici invece si effettuano attraverso l’analisi di un campione di sangue e non servono per rilevare direttamente la presenza del materiale genetico virale, come avviene con il test con tampone, ma per misurare la quantità e le tipologie di anticorpi (immunoglobuline, Ig) prodotti dal nostro sistema immunitario per difendersi da ciò che proviene dall’esterno (antigene), e che può costituire una minaccia, come appunto il coronavirus.

Invece di cercare il materiale genetico del coronavirus (tampone con test molecolare) o gli anticorpi (test sierologico), un test antigenico va alla ricerca di particolari proteine tipiche del virus. Il nome deriva dal fatto che si rileva la presenza degli antigeni, le sostanze estranee presenti nel nostro corpo che provocano una reazione, che come abbiamo visto porta poi a una risposta del sistema immunitario. Il test antigenico richiede meno tempo rispetto a quello molecolare per fornire un risultato, ma non è sempre ugualmente affidabile.

I molti test per capire se si ha il coronavirus

Cosa votavano i calciatori negli anni Settanta

Cosa votavano i calciatori negli anni Settanta

Il giornalista Stefano Cappellini ha recuperato e condiviso su Twitter alcune pagine del Guerin Sportivo, settimanale che esiste dal 1912 e che arrivò ad avere una tiratura di circa 300mila copie. Le pagine condivise da Cappellini riportano le intenzioni di voto di molti calciatori di Serie A e B prima delle elezioni politiche del 1976 («una competizione elettorale di estrema importanza per l’avvenire di tutti noi», scrive la rivista). Come si vede, c’è una netta prevalenza di voti per la Democrazia Cristiana, ma non sono pochi nemmeno i voti per PCI (Partito Comunista Italiano) e PSI (Partito Socialista Italiano). Si può provare a cercare le intenzioni di voto giocatore per giocatore oppure (come fa l’immagine del terzo tweet) andare a vedere come si schieravano le squadre: Juventus e Lazio, per esempio, erano orientate piuttosto sul centro-destra. Quell’anno, poi, le elezioni andarono così.

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