Spike Lee ha litigato con i Knicks al Madison Square Garden

Spike Lee ha litigato con i Knicks al Madison Square Garden

Poco prima dell’ultima partita NBA giocata dai Knicks al Madison Square Garden di New York, il regista newyorkese Spike Lee ha litigato con il personale di sicurezza del palazzetto e poi indirettamente anche con il presidente della squadra, James Dolan. Il fatto ha creato un piccolo caso attorno ai Knicks — già alle prese con annosi problemi societari e sportivi — perché Lee è probabilmente il loro tifoso più famoso e influente, avendo un posto al MSG da circa trent’anni.

Il giorno successivo Lee ha spiegato nella trasmissione di ESPN First Take che la sicurezza del MSG gli ha di colpo impedito di usare l’entrata riservata a dipendenti e giornalisti che era solito usare da trent’anni. Lui si è rifiutato di uscire per entrare da un altro ingresso, ma è riuscito comunque a prendere posto a bordo campo per l’inizio della partita. Secondo Lee, la sicurezza avrebbe agito su indicazione di Dolan, che però tramite un comunicato ufficiale della squadra lo ha accusato di voler creare polemiche inutili quando gli è stato solamente chiesto di usare un’altra entrata.

A First Take Lee ha confermato di non volere più andare al MSG quest’anno. Ha detto che spende circa 300 mila dollari a stagione per vedere le partite dei Knicks dal suo posto a bordo campo: una spesa pari a circa 10 milioni di dollari in trent’anni. Anche per questo motivo i Knicks stanno ricevendo critiche un po’ da tutte le parti. Nel frattempo i Nets della vicina Brooklyn non hanno perso tempo e lo hanno invitato a vedere le loro partite casalinghe, ricevendo però un rifiuto.

La Lombardia ha più abitanti di gran parte dei paesi europei

La Lombardia ha più abitanti di gran parte dei paesi europei

In questi giorni è tornata a circolare una mappa che mostra quanti stati europei abbiano una popolazione inferiore a quella della Lombardia, che ha poco più di 10 milioni di abitanti: e quanto sia quindi rilevante la sua situazione di regione che ospita un gran numero di contagi da coronavirus. L’elenco è lungo e comprende, oltre a Svizzera e Austria, gran parte della penisola balcanica, Grecia e Romania escluse, tutta la Scandinavia, Svezia esclusa, e in più Irlanda, Islanda, Cipro, Lussemburgo e Moldavia.

Svezia, Portogallo e Grecia hanno tra l’altro pochi abitanti più della Lombardia, non raggiungendo i dieci milioni e mezzo. La mappa è stata pubblicatta su Twitter lo scorso gennaio, dall’account “I fucking love maps”, che realizza o condivide spesso mappe insolite. In questi giorni è tornata a circolare per via dell’epidemia di coronavirus che, proprio in Lombardia, ha per il momento il suo focolaio più grande in Europa (finora ci sono 887 casi positivi rilevati nella regione).

Quando Luca Zaia raccontava dei topi mangiati in Veneto durante la Prima guerra mondiale

Quando Luca Zaia raccontava dei topi mangiati in Veneto durante la Prima guerra mondiale

Sui social network sta girando un vecchio post su Facebook del presidente della Regione Veneto Luca Zaia in cui raccontava di quando gli abitanti di Belluno erano costretti a mangiare i topi durante la Prima guerra mondiale. Pochi giorni fa, infatti, Zaia aveva commentato la diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2) in Italia usando stereotipi falsi e razzisti per descrivere i cinesi, sostenendo che «li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi». Il post, del 26 novembre 2018, contiene una vecchia fotografia di Belluno in cui si vedono dei topi morti appesi a essiccare: faceva parte di una mostra sulla vita nella città veneta durante la Prima guerra mondiale, durante la quale molti italiani soffrirono la fame e dovettero adattarsi a mangiare anche i topi.

Dopo le grosse critiche ricevute per le sue parole sulle pratiche igieniche e alimentari dei cinesi, Zaia aveva provato a scusarsi durante un’intervista sul Corriere della Sera, in cui aveva detto: «Quella frase mi è uscita male, d’accordo. Se qualcuno si sente offeso, mi scuso». Il portavoce dell’ambasciata cinese in Italia aveva risposto al video definendo le parole di Zaia «calunnie» e «offese gratuite».

L’economista veneto Michele Boldrin ha diffuso su Twitter una lettera che Zaia ha mandato all’ambasciatore cinese in Italia Li Junhua, in cui il presidente del Veneto si dice «davvero dispiaciuto per quanto accaduto», ammette di aver sbagliato ed elogia la Cina per le sue iniziative di contenimento del coronavirus. In particolare, sottolinea: «So (è di pochi gironi fa la decisione del Comitato Permanente del 13° Congresso Nazionale dei Popolo di vietare consumo e commercio illegale di animali selvatici) che in Cina esiste un grosso problema di rispetto di regole igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare nei mercati locali (che non riguarda, tuttavia, le grandi città come Pechino, Shanghai e le aree metropolitane) in cui vengono messi in vendita capi vivi e morti senza alcun controllo».

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