Netflix farà una serie sulla “Forza spaziale” voluta da Trump, di-e-con Steve Carell

Netflix farà una serie sulla "Forza spaziale" voluta da Trump, di-e-con Steve Carell

Netflix ha annunciato che farà una serie comica chiamata Space Force, su «alcune persone che vengono incaricate di creare un sesto ramo delle forze armate americane». L’idea per la serie arriva dall’intenzione, annunciata a giugno dal presidente statunitense Donald Trump, di creare appunto una “Space Force“, una forza armata spaziale. Della serie si occuperanno Steve Carell e Greg Daniels, che hanno lavorato insieme alla versione americana di The Office. Carell sarà anche tra gli attori. La serie, dice Netflix in un announcement trailer (fatto solo di musica e parole), arriverà “presto”.

A Washington DC circolano delle copie false del Washington Post

A Washington DC circolano delle copie false del Washington Post

Da stamattina a Washington DC, negli Stati Uniti, circolano delle copie false del Washington Post: un giornale che ne riproduce la grafica ma contiene articoli inventati. L’articolo che apre la prima pagina sostiene che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia dato le dimissioni, mentre un altro articolo più in basso dice che il vicepresidente Mike Pence avrebbe prestato giuramento per prendere il suo posto. Il Washington Post ha diffuso un comunicato su Twitter per smentire che sia un giornale vero, e dicendo di stare indagando sulla questione.

Il video surreale (come minimo) del ministro Bonafede su Battisti

Il video surreale (come minimo) del ministro Bonafede su Battisti

Martedì 15 gennaio il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha pubblicato un video su Facebook che mostra tutte le fasi del rientro in Italia dell’ex terrorista Cesare Battisti, arrestato tre giorni fa a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia. «Il racconto di una giornata che difficilmente dimenticheremo!», ha scritto il ministro introducendolo. Il video dura più di tre minuti, è accompagnato da una musica trionfale e ha un montaggio da trailer cinematografico fatto-in-casa: all’inizio si vedono alcune foto di Battisti degli anni scorsi, poi la scena passa a Ciampino, si vedono l’arrivo dell’aereo e poi dello stesso Bonafede sul posto, e poi giornalisti e fotografi in attesa, le auto che scortano Battisti in questura, le fasi del fotosegnalamento e delle impronte digitali, di nuovo le macchine per accompagnarlo a Pratica di Mare e, infine, la partenza dell’aereo che lo ha portato in Sardegna.

Il video è stato visto più di 600 mila volte ma ha ricevuto moltissime critiche, anche da parte di altri politici. Il ministro, secondo il Corriere della Sera, si è giustificato dicendo che «l’intento non era certo quello di ledere i diritti del condannato, ma dare risalto e lustro agli agenti di Polizia penitenziaria». Sempre il Corriere scrive che Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio e capo della comunicazione del Movimento 5 Stelle, ha detto che non ne sapeva niente e che al ministero di Giustizia avrebbero ammesso anche l’«errore» dal punto di vista comunicativo: «Sarebbe bastato metterci il logo della Polizia penitenziaria, visto che lo hanno montato loro».

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