Le sirene per l’acqua alta di Venezia suonano così

Le sirene per l'acqua alta di Venezia suonano così

Tutto l’anno a Venezia è in funzione un sistema di segnali acustici di allerta per l’acqua alta. Questo sistema, che copre tutta la città tramite diffusori digitali installati nelle celle campanarie dei campanili, è stato rinnovato negli ultimi anni in modo da fornire più informazioni alla popolazione. Il segnale inizia sempre con il suono di una sirena che richiama l’attenzione, seguito da un altro suono “in scala” che indica il livello della marea atteso. Vengono segnalati quattro diversi livelli: fino a 110 centimetri c’è un suono prolungato sulla stessa nota, per i 120 ci sono due suoni in scala crescente, per i 130 ce ne sono tre, sempre in scala crescente, mentre per le maree eccezionali che superano i 140 centimetri ne vengono eseguiti quattro. Quest’ultimo livello è stato utilizzato a ripetizione negli ultimi giorni di acqua alta, creando un’atmosfera quasi distopica agli occhi dei turisti, per la preoccupazione dei residenti.

La scena di Star Wars con la discussa sparatoria tra Han Solo e Greedo è stata cambiata di nuovo

La scena di Star Wars con la discussa sparatoria tra Han Solo e Greedo è stata cambiata di nuovo

Dal 12 novembre Disney+, il servizio di streaming di Disney, è disponibile negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, e tra le varie cose che si possono trovare nel suo ampio catalogo ci sono tutti i film della saga di Star Wars, prodotti da Lucasfilm, di proprietà di Disney. Tra i film c’è ovviamente il primo della saga, Star Wars Episodio IV – Una nuova speranza, ma nella versione presente su Disney+ una scena è stata modificata rispetto all’originale del 1977.

(La scena originale)

È la scena del bar di Mos Eisley in cui Han Solo (Harrison Ford) spara e uccide Greedo, un cacciatore di taglie che stava per arrestarlo. La scena era stata modificata già altre due volte in passato, creando molto malumore tra i fan della serie. Nella versione originale è Han Solo a sparare per primo, mentre nel 1997 la scena era stata modificata per far sembrare che fosse il cacciatore di taglie il primo a sparare, legittimando Han a difendersi e ucciderlo. La modifica era stata molto criticata dai fan di Star Wars, che l’avevano giudicata un modo per rendere “più buono” il personaggio, e avevano reso molto popolare su Internet lo slogan “Han shot first” (“Han ha sparato per primo”).

Nella versione del film uscita in DVD nel 2004 la scena era stata ulteriormente modificata, questa volta facendo sembrare che Han Solo e Greedo sparino contemporaneamente. Questa versione è quella presente anche su Disney+, tranne che per un piccolo dettaglio: prima che inizi la sparatoria è stato inserito un nuovo frame in cui Greedo dice a Han Solo una parola incomprensibile e non sottotitolata (qualcosa che suona come “Maclunkey”). Nella nuova versione sembra quindi che sia Greedo ad avere l’ultima parola prima della sparatoria, anche se ne resta sconosciuto il significato. Lucasfilm ha confermato a Vanity Fair che la modifica era stata decisa da George Lucas, regista del film e creatore della saga, già nel 2012, cioè prima di vendere i diritti di Star Wars a Disney. Al momento esistono quindi quattro diverse versioni della stessa scena: quella del 1977, quella del 1997, quella del 2004 e quella di Disney+.

Tutto il transito di Mercurio, in 20 secondi

Tutto il transito di Mercurio, in 20 secondi

La NASA ha diffuso immagini e video del transito di Mercurio avvenuto lunedì 11 novembre, anche se in Italia se ne sono accorti in pochi a causa della nuvolosità diffusa. Il fenomeno astronomico, tra i più attesi del 2019, è stato osservato dal Solar Dynamics Observatory, il telescopio spaziale che da quasi 10 anni studia il Sole, offrendoci immagini spettacolari della nostra stella.

Questo video condensa in 20 secondi l’intero passaggio di Mercurio davanti al disco solare, che ha richiesto circa 6 ore per essere completato.

La NASA ha inoltre pubblicato un video con una raccolta di diverse osservazioni del Sole, effettuate dal suo telescopio con sensori impostati per cogliere solo alcune lunghezze d’onda, in modo da rilevare meglio le caratteristiche della nostra stella.

In astronomia, un transito si verifica quando un corpo celeste si mette di mezzo tra un osservatore e un altro corpo celeste. In un certo senso, è un po’ come quando qualcuno entra in ritardo in sala al cinema e passa davanti allo schermo: nel nostro caso il ritardatario è Mercurio, mentre lo schermo è il Sole.

Negli ultimi secoli, grazie ai transiti davanti al Sole gli astronomi hanno imparato molte cose sul sistema solare, e sulle orbite dei corpi celesti. Ancora oggi i transiti che interessano altre stelle sono importanti per scoprire la presenza degli esopianeti, cioè i pianeti che si trovano all’esterno del nostro sistema solare. Per farlo si osserva una stella molto distante e si misurano le variazioni nella sua luminosità per come ci appare dalla Terra: se queste sono periodiche, è possibile ricostruire la presenza di un pianeta che passa davanti alla stella riducendone temporaneamente la luce visibile. Usando questo metodo, la missione Kepler della NASA è riuscita a identificare centinaia di esopianeti e a farci capire qualcosa in più di luoghi lontanissimi, dove probabilmente nessuno sa che cosa sia Mercurio.

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