All’Uomo vitruviano della sigla delle Olimpiadi sulla Rai mancano i genitali

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Nella sigla che anticipa l’inizio delle trasmissioni delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina la prima immagine è l’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci: all’opera mancano però i genitali, che rispetto al disegno originario sono stato sostituiti da un alone dello stesso colore dello sfondo. I partiti di opposizione hanno accusato la Rai, che in quanto servizio pubblico è l’emittente responsabile della trasmissione dei Giochi, di averli censurati.

Il Partito Democratico ha fatto sapere che farà un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura Alessandro Giuli (indipendente ma vicino alla destra) a cui chiederà se ci sia stato il consenso per le modifiche all’opera originale. Il Movimento 5 Stelle ha parlato di «censura da salotto».

La Rai ha risposto che la polemica è «pretestuosa», dato che i contenuti promozionali delle Olimpiadi non sono di sua competenza ma sono stati realizzati e distribuiti dall’Olympic Broadcasting Services, la divisione ufficiale del Comitato olimpico internazionale che si occupa di tutto ciò che sta intorno alla messa in onda dei Giochi. Ha detto che la sigla è stata quindi fornita in modo identico a tutte le emittenti che nel mondo trasmettono i Giochi, che se scelgono di mandarla in onda non possono alterarla. In questi giorni la Rai sta anche facendo i conti con critiche e scioperi per la disastrosa telecronaca di Paolo Petrecca, il direttore di Rai Sport, alla cerimonia inaugurale dei Giochi.

L’Uomo vitruviano è un disegno fatto su carta a penna e inchiostro da Leonardo da Vinci nel 1490. Rappresenta un corpo umano inscritto in un cerchio e in un quadrato, considerate figure perfette: il primo rappresentava la perfezione divina e il secondo quella terrena. Per Leonardo, il corpo umano inscritto in quelle figure aveva quindi le proporzioni ideali.

(ANSA)