La “porta della speranza” tra carcere e città, a Brescia

(Stefano Boeri Architetti)
(Stefano Boeri Architetti)

Venerdì 27 marzo a Brescia è stata inaugurata un’installazione composta da due “porte”, una nel carcere Nerio Fischione e una in piazzale Arnaldo, nel centro della città. L’installazione è stata progettata dallo studio del noto architetto Stefano Boeri e fa parte di un’iniziativa lanciata durante il Giubileo dello scorso anno dalla fondazione vaticana Gravissimum Educationis, dopo che papa Francesco aprì simbolicamente una “porta santa” nel carcere di Rebibbia.

La porta collocata in carcere è composta da un grande schermo digitale che, dicono i promotori, mostrerà offerte di lavoro, corsi di formazione e opportunità professionali per le persone detenute, in più lingue; quella esterna mostrerà informazioni sulle condizioni di detenzione e in generale la vita e le storie delle persone detenute, con l’intenzione di mettere in relazione i due ambienti.

Le carceri italiane si trovano da molti anni in condizioni di grande sovraffollamento, con la sistematica violazione dei diritti umani e dei principi costituzionali per decine di migliaia di detenuti, un numero record di suicidi e grandi difficoltà nell’accesso a servizi e percorsi di reinserimento. Anche la casa circondariale di Brescia ha grossi problemi: un anno fa era il carcere più sovraffollato d’Italia.

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Il progetto complessivo prevede l’installazione di dieci porte monumentali all’ingresso o in prossimità degli istituti penitenziari. La prima porta era stata inaugurata a dicembre 2025 nel carcere di San Vittore a Milano, su progetto dell’architetto Michele De Lucchi. Il progetto è patrocinato dal Vaticano e attuato con la collaborazione del ministero della Giustizia; alla realizzazione partecipano anche il Comitato Giubileo Cultura Educazione, l’agenzia Rampello & Partners e la Fondazione Cariplo con enti locali, imprese e cooperative.