I piloti di Formula 1 si sono inginocchiati contro il razzismo

I piloti di Formula 1 si sono inginocchiati contro il razzismo

Oggi, prima dell’inizio del Gran Premio d’Austria di Formula 1, i piloti si sono inginocchiati sulla pista del circuito per esprimere il loro sostegno alle proteste del movimento Black Lives Matter, iniziate a seguito dell’uccisione di George Floyd da parte della polizia americana. I piloti indossavano una maglietta nera e si sono inginocchiati vicino alla scritta “End Racism” visibile dall’alto.

In realtà, non tutti i piloti hanno partecipato all’iniziativa. Charles Lecrerc, pilota monegasco della Ferrari, ha scritto sul suo profilo ufficiale che «quello che conta davvero sono i fatti e i nostri comportamenti quotidiani piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in certi paesi. Non mi inginocchierò ma questo non significa affatto che io sia meno impegnato degli altri nella lotta contro il razzismo».

Il momento più discusso del Premio Strega

Il momento più discusso del Premio Strega

Durante la cerimonia di consegna del Premio Strega, il più importante premio letterario italiano, il conduttore Giorgio Zanchini ha concluso l’incontro con la scrittrice Valeria Parrella, finalista del premio, dicendo che subito dopo avrebbe parlato di com’è cambiata la condizione femminile dopo il #metoo, il movimento nato nel 2017 in cui donne da tutto il mondo condividevano sui social le loro esperienze di molestie e aggressioni.

Zanchini aveva insistito che la stessa Parrella avrebbe potuto parlare a lungo di questo tema, e forse anche per questo Parrella ha risposto: «E lei ne vuole parlare con Augias? Auguri!». La sua risposta è sembrata anche sottolineare come fosse opportuno parlare di quell’argomento coinvolgendo almeno una donna. La scena è stata molto condivisa e commentata sui social network, diventando il momento della cerimonia di cui si è parlato di più.

Corrado Augias ha replicato poco dopo chiedendo se allora due intellettuali non possano parlare dei problemi degli operai, e ha ribadito che pur non essendo una donna la condizione femminile lo interessa perché «riguarda tutti noi». Nel corso della sua storia il Premio Strega ha sempre avuto tra i candidati e i vincitori molti più scrittori che scrittrici. Quest’anno, dei sei finalisti, Parrella era l’unica donna (anche se Jonathan Bazzi, dichiaratamente gay, rifiuta di essere inserito tra gli uomini e si è presentato alla cerimonia con la parola “femminuccia” dipinta sullo smalto delle dita).

Il premio è stato vinto dallo scrittore Sandro Veronesi con il romanzo Il colibrì, di cui potete leggere un estratto qui.

In Francia una pubblicità di bici è stata vietata perché era troppo contro le auto

In Francia una pubblicità di bici è stata vietata perché era troppo contro le auto

L’Autorité de régulation professionnelle de la publicité (ARPP), l’organismo che si occupa di controllare le pubblicità trasmesse sulla tv francese, ha vietato uno spot della marca di biciclette olandese VanMoof con l’accusa di creare un “clima di paura” sulle auto. La pubblicità – che promuove una bici elettrica e che è già stata trasmessa nei Paesi Bassi e in Germania – mostra le immagini di ciminiere, imbottigliamenti e incidenti riflessi sulle carrozzerie di alcune automobili sportive, concludendo con lo slogan “tempo di guidare il futuro”.

L’ARPP ha scritto che «certe immagini riflesse sull’auto sono, secondo noi, troppo parziali e screditano l’intero settore automobilistico. Le immagini di fabbriche/ciminiere e di un incidente creano un clima di paura. Devono quindi essere cambiate». In Francia esistono leggi che proibiscono di sfruttare sentimenti di paura e sofferenza nelle pubblicità, ma l’ARPP è stato accusato di voler difendere il settore automobilistico francese, le cui vendite nel mese di maggio si sono dimezzate a causa della crisi causata dal coronavirus. Stéphane Martin, presidente dell’ARPP, ha respinto le accuse, sostenendo che sia necessario tutelare la concorrenza leale.

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