La nascita del cinema, 125 anni fa

La nascita del cinema, 125 anni fa

Il 28 dicembre del 1895, 125 anni fa, al Grand Café di Boulevard des Capucines di Parigi, in Francia, avvenne la prima proiezione pubblica di un film, che di fatto è considerato il primo film della storia del cinema (nonostante ne fossero stati realizzati altri in precedenza). Il film si chiamava L’uscita dalle officine Lumière (La Sortie de l’usine Lumière in originale) ed era stato girato dai fratelli Auguste e Louis Lumière, inventori del cinématographe, la prima macchina da presa, che serviva anche come proiettore cinematografico.

Il film, della durata di 46 secondi, mostrava un gruppo di operai all’uscita della fabbrica Lumière di Montplaisir, alla periferia di Lione. Del film esistono tre versioni, girate in periodi diversi, uguali nella struttura e distinguibili per alcuni particolari, come i diversi abiti indossati dagli operai e per la carrozza che esce per ultima dalla fabbrica (nella prima versione è trainata da un cavallo, nella seconda da due e nella terza non c’è affatto).

Le immagini dell’antica tavola calda con il bancone dipinto, scoperta a Pompei

Le immagini dell'antica tavola calda con il bancone dipinto, scoperta a Pompei

Gli scavi archeologici nel sito di Pompei hanno fatto riemergere un antico termopolio (thermopolium in latino), cioè sostanzialmente una bottega che corrisponde a un’odierna tavola calda, con cibo pronto tenuto dentro appositi contenitori incassati dentro un bancone. Il termopolio era stato individuato nel 2019, e aveva attirato subito l’attenzione per le sue ricche decorazioni: gli scavi hanno portato alla scoperta di un bancone a L con entrambe le facciate dipinte.

Il termopolio si trova di fronte a una piazza dell’antica città, nella Regio V, una delle nove zone in cui è divisa Pompei. Non è l’unico scoperto a Pompei: negli anni ne sono stati individuati decine, ma il direttore del sito di Pompei, Massimo Osanna, ha detto che si è deciso di scavarlo per «l’eccezionalità» del bancone dipinto che ha definito di «grande suggestione», con i colori praticamente intatti a causa del materiale vulcanico della famosa eruzione del 79 d.C che coprì il termopolio e il resto della città. Si legge ancora una scritta incisa sul bancone, probabilmente da un avventore, che insulta un certo Nicia definendolo un “invertito cacatore”.

Una relazione dell’archeologa Chiara Corbino, citata da ANSA, racconta anche quello che offriva il termopolio: piatti a base di «mammiferi, uccelli, pesce e lumache», e vino corretto con le fave, che servivano a migliorarne il gusto e l’aspetto. Nell’ambiente del termopolio sono stati ritrovati anche i resti di due uomini con gli scheletri scomposti, secondo Osanna per l’intervento di qualcuno che li trovò durante uno scavo fatto nel XVII secolo.

Una foto del bancone del termopolio (ANSA/PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI)

– Leggi anche: Gli ultimi resti umani ritrovati a Pompei

Gli auguri di Natale della regina Elisabetta II

Gli auguri di Natale della regina Elisabetta II

Come ogni anno la regina del Regno Unito Elisabetta II ha registrato il suo messaggio di auguri di Natale, una tradizione britannica che va avanti con poche eccezioni dal 1932. Noti per essere solitamente piuttosto simili da un anno all’altro, questa volta gli auguri sono stati naturalmente diversi, e incentrati sulle difficoltà del Regno Unito e del mondo dovute alla pandemia da coronavirus. «Nel Regno Unito e nel mondo, la gente ha risposto magnificamente alle difficoltà di quest’anno, e sono così orgogliosa e commossa da questa forza silenziosa e indomabile», ha detto la regina. «Curiosamente, un anno che ha forzatamente tenuto lontane le persone, per molti versi le ha avvicinate», ha continuato, aggiungendo di avere speranze nella «nuova alba» che ci aspetta. La regina stessa ha passato il Natale separata dal resto della famiglia, al castello di Windsor, insieme al marito Filippo di Edimburgo.

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