Il trailer del nuovo film della saga di “Matrix”

Il trailer del nuovo film della saga di "Matrix"

È stato pubblicato il primo trailer di The Matrix: Resurrections, il nuovo film della saga di Matrix. Il film è un sequel dei primi tre, usciti tra il 1999 e il 2003, e ha come protagonista ancora Keanu Reeves nel ruolo di Neo. Tra gli attori dei primi tre film che riprendono i loro ruoli ci sono anche Carrie-Anne Moss (Trinity) e Jada Pinkett Smith (Niobe, nel secondo e terzo capitolo), mentre tra i nuovi ci sono Yahya Abdul-Mateen II – che interpreta una versione più giovane di Morpheus, il personaggio che nei film precedenti era interpretato da Laurence Fishburne – e Neil Patrick Harris. Il film è scritto e diretto da Lana Wachowski, che insieme alla sorella Lilly aveva realizzato anche i primi tre film della saga. Uscirà al cinema il prossimo 22 dicembre negli Stati Uniti e il 1º gennaio 2022 in Italia.

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Il trailer in italiano

Il trailer in inglese

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La rimozione della controversa statua del generale Lee di Richmond, in Virginia

La rimozione della controversa statua del generale Lee di Richmond, in Virginia

L’8 settembre a Richmond, la capitale della Virginia, è stata rimossa la statua equestre di Robert E. Lee, il generale che durante la Guerra civile americana comandava l’esercito sudista, quello degli stati favorevoli allo schiavismo. La statua, alta 6,4 metri, era uno dei principali monumenti contestati durante le proteste per l’omicidio di George Floyd dell’anno scorso per via del loro significato politico: era stata eretta nel 1890, nel periodo in cui furono introdotte le leggi di segregazione razziale (le cosiddette leggi Jim Crow), che istituzionalizzarono le discriminazioni verso i neri nonostante l’abolizione della schiavitù.

Il governatore della Virginia, il Democratico Ralph Northam, aveva annunciato la rimozione della statua più di un anno fa, dicendo: «In Virginia non si può più diffondere una versione falsa della storia e, nel 2020, onorare ancora un sistema che era basato sulla schiavitù. (…) Quella statua è stata lì per molto tempo. Ma era sbagliata allora ed è sbagliata adesso. Quindi la tireremo giù». La rimozione era stata ritardata a causa di due ricorsi presentati da alcuni cittadini di Richmond: la settimana scorsa la Corte Suprema della Virginia li ha rigettati. Il piedistallo della statua, alto 12 metri, rimarrà dove si trova finché non sarà realizzato un progetto per cambiare la zona in cui si trova, nel centro di Richmond.

Durante le proteste del 2020 la statua di Lee era stata vandalizzata, ma anche in precedenza c’erano state delle richieste per la sua rimozione, da parte dei progressisti e della comunità afroamericana. Ad esempio, se ne era parlato nel 2017, in occasione della manifestazione di Charlottesville, in cui un uomo in automobile aveva investito un gruppo di manifestanti che si opponevano a un raduno di estremisti di destra.

Le “luci telluriche” durante il terremoto in Messico, forse

Le "luci telluriche" durante il terremoto in Messico, forse

Nelle ultime ore stanno circolando sui social network i video di un fenomeno ottico molto raro avvenuto in Messico in seguito al terremoto di magnitudo 7.0 che ha interessato il paese nella notte tra martedì e mercoledì. Contemporaneamente e successivamente alla scossa, diverse persone di Città del Messico, a 370 km dall’epicentro, hanno notato in cielo bagliori di varie forme e colori.

Il fenomeno – ancora discusso e sul quale ci sono diverse teorie, che lasciano scettici vari esperti – è definito “luce tellurica”, e viene segnalato raramente. In generale, gli avvistamenti riguardano terremoti con magnitudo superiore a 5.0, con maggiori segnalazioni di notte, come è successo in Messico. Generalmente questi bagliori sono descritti come della durata di pochi secondi in concomitanza con i terremoti, ma in passato ci sono stati casi in cui le “luci telluriche” erano state segnalate diversi mesi prima (cosa che ha contribuito allo scetticismo da parte di alcuni).

Su quale sia la causa esatta di questi fenomeni non c’è una risposta chiara. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) un’ipotesi è la generazione di campi elettrici intensi per piezoelettricità, ovvero la capacità di alcuni materiali di mostrare una tensione elettrica tra gli estremi quando sono sottoposti a una pressione. In questo caso il fenomeno riguarderebbe i movimenti tettonici delle rocce contenenti quarzo.

Un’altra ipotesi è che la generazione delle luci sismiche abbia a che fare con la ionizzazione dell’ossigeno contenuto in alcuni tipi di rocce, prima e durante la scossa. In questo caso gli ioni attraverserebbero le fessure createsi all’interno delle rocce e dopo aver raggiunto l’atmosfera ionizzerebbero a loro volta piccoli strati d’aria, «trasformandoli in pacchetti di plasma emettenti luce». Secondo l’INGV altre ricerche hanno invece evidenziato che le luci sismiche potrebbero dipendere dall’angolazione della faglia, «con un loro aumento nel caso di faglie subverticali o quasi verticali».

In alcuni casi i lampi luminosi visibili all’orizzonte sono stati invece spiegati con cortocircuiti delle linee elettriche o nelle cabine elettriche di trasformazione per l’alta tensione, in seguito ai movimenti superficiali indotti dalle scosse di terremoto.

 

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