Il libro composto dai nomi di 10mila scrittrici e scrittori, contro le aziende di intelligenza artificiale

Martedì durante la prima giornata della London Book Fair, la fiera del libro che si tiene ogni anno a Londra e che è uno dei più importanti eventi annuali dell’editoria, sono state distribuite centinaia di copie di un libro composto soltanto da un lungo elenco di nomi di scrittrici e scrittori: si intitola Don’t Steal This Book (non rubare questo libro), ha in copertina il messaggio «A Plea from Authors» (un appello dagli autori) e fa parte di un’iniziativa che coinvolge più di 10mila autrici e autori che protestano contro l’utilizzo delle loro opere per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. Tra gli altri hanno partecipato Kazuo Ishiguro, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 2017, e Philippa Gregory, famosa autrice di romanzi storici.
Il progetto è stato ideato da Ed Newton-Rex, compositore e attivista per la tutela del diritto d’autore degli artisti. «Il governo [britannico] deve proteggere i creativi del Regno Unito e rifiutarsi di legalizzare il furto di opere creative da parte delle aziende di intelligenza artificiale», ha detto in un’intervista al Guardian.
I modelli linguistici dei sistemi di intelligenza artificiale vengono “allenati” su enormi quantità di documenti, come libri, articoli e lavori accademici, di modo che possano migliorare la loro capacità di produrre testi e farlo nel modo più naturale possibile. Le aziende come Meta, Google, Antrophic e OpenAI attingono soprattutto dalle biblioteche online, spesso senza chiedere l’esplicito permesso agli editori, sostenendo che l’impiego di quei dati rientri nel fair use (utilizzo equo) e quindi nella possibilità di impiegare liberamente il materiale protetto dal diritto d’autore.
Queste società sostengono che i loro sistemi producano testi nuovi, senza riproporre alla lettera quelli di partenza, e quindi senza violazioni del copyright. Molti editori e autori ritengono invece che le cose stiano diversamente, e nel tempo hanno avviato cause legali contro i principali sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale.
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