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  • Giovedì 29 settembre 2022

L’Economist si è fatto una domanda e poi si è dato una risposta

Appena venti giorni fa l’Economist, la più prestigiosa rivista britannica, si chiedeva sulla sua copertina se Liz Truss, che era appena diventata prima ministra, sarebbe stata in grado di «sistemare il Regno Unito». In uno degli editoriali all’interno, la rivista avvertiva che alcune delle politiche e delle proposte economiche della prima ministra, molto radicali e basate su un’interpretazione letterale e macchiettistica delle teorie neoliberiste in voga negli anni Ottanta, avrebbero potuto costituire un pericolo per la tenuta dell’economia britannica: «Il rischio è che la sua formula dipenda troppo da un mix ridicolo di tagli alle tasse, deregolamentazione e critiche contro Bruxelles».

Ma al tempo stesso l’Economist ricordava che più volte nel corso della sua carriera Truss era stata sottovalutata, e che c’era ancora la possibilità che le sue politiche economiche si sarebbero rivelate positive per il Regno Unito.

Tutte le peggiori preoccupazioni dell’Economist e di molti altri esperti si sono realizzate. Truss, assieme al suo ministro dell’Economia Kwasi Kwarteng, ha annunciato l’intenzione di finanziare a debito un grande piano di riduzione delle tasse che avvantaggerebbe soprattutto i ricchi, in un momento delicatissimo per l’economia mondiale: il piano è stato criticato a livello politico, ma soprattutto è stato giudicato irresponsabile e rischioso a livello fiscale. Si tratta precisamente di quell’applicazione ridicola e parziale di teorie economiche anni Ottanta che l’Economist aveva temuto.

L’annuncio ha spaventato i mercati a tal punto che il valore della sterlina è crollato ai minimi storici, avviando una crisi gravissima per l’economia britannica: il Fondo monetario internazionale ha criticato il governo Truss, e la Banca d’Inghilterra è stata costretta a mettere in atto misure eccezionali per proteggere l’economia.

Così, appena venti giorni dopo essersi chiesto se Truss avrebbe potuto «sistemare il Regno Unito», l’Economist si è risposto da solo. Nella copertina del numero in uscita venerdì, che raffigura Truss e Kwarteng su una barca che affonda, si legge: «Come non si governa un paese».