I sacchetti di plastica che fanno passare la voglia di usare i sacchetti di plastica

I sacchetti di plastica che fanno passare la voglia di usare i sacchetti di plastica

Un negozio di alimentari di Vancouver, in Canada, ha adottato un modo insolito per scoraggiare i suoi clienti dall’usare sacchetti di plastica, che spesso vengono usati una sola volta e poi gettati. Chi acquisterà con la sua merce anche un sacchetto di plastica, infatti, ne riceverà uno con scritte sopra come: “Negozio di strani video per adulti” e “Unguento per verruche all’ingrosso”.

Secondo David Lee Kwen, proprietario del negozio, questa campagna servirà a aumentare la sensibilità dei clienti sul tema dello smaltimento della plastica, uno degli agenti maggiormente inquinanti al mondo, spingendoli a preferire sacchetti e buste della spesa più ecologici. «Ci sono così tante persone che hanno sacchetti riutilizzabili e si dimenticano di portarli con sé. Vogliamo aiutare i clienti a ricordarsi di usarli, e in questo modo difficilmente possono dimenticarlo».

I Mondiali vinti dagli uomini valgono anche per le donne?

I Mondiali vinti dagli uomini valgono anche per le donne?

Chi sta seguendo in questi giorni i Mondiali in Francia e si è avvicinato da poco al calcio femminile avrà probabilmente già notato alcune cose che lo separano dal movimento maschile. Quello femminile è un ambiente non professionistico, ancora in piena fase di crescita, e questo genera inevitabilmente grosse e più diffuse disuguaglianze (la Thailandia ne sa qualcosa). Per il presidente della FIFA, Gianni Infantino, la fase in cui si trova il calcio femminile lo rende però anche “più puro”. Per questo, attorno ai temi più importanti, quali le retribuzioni, ci sono tanti altri piccoli aspetti da definire. Uno di questi, emblematico del momento, sono le stelle che ciascuna federazione nazionale ha nel proprio logo se ha vinto almeno un Mondiale. Non esiste ancora una normativa precisa a riguardo e quindi le nazionali in campo in questi giorni — o i loro sponsor tecnici— hanno adottato soluzioni diverse per distinguere successi maschili e femminili.

(Getty Images)

Le campionesse in carica statunitensi hanno vinto tre delle otto edizioni dei Mondiali femminili disputate finora. Sulle maglie, sopra il logo della federazione, hanno quindi tre stelle, una per ogni vittoria. La nazionale maschile invece non ha mai vinto un Mondiale, quindi niente stelle.

(Getty Images)

Il miglior piazzamento a un Mondiale della nazionale francese è il quarto posto del 2011. Non ha quindi ancora nessuna stella, a differenza della nazionale maschile, che l’anno scorso in Russia ha vinto il suo secondo Mondiale.

L’Italia è tornata ai Mondiali femminili dopo vent’anni. In passato ha partecipato a due edizioni, arrivando fino a quarti nel 1991. Le divise utilizzate dalle donne sono identiche a quelle degli uomini. Il logo applicato sulle maglie non ha le quattro stelle dell’Italia maschile, che però sono presenti sui pantaloncini e sulle divise dei dirigenti accompagnatori.

(Getty Images)

Barbara Facchetti, capo delegazione dell’Italia ai Mondiali in Francia (Tullio M. Puglia/Getty Images)

L’Italia non è l’unica nazionale a non aver adottato ancora una linea sul riconoscimento delle vittorie ai Mondiali. L’Argentina si è limitata a coprire le due stelle stampate sopra il logo federale, mentre il Brasile porta ancora in vista le stelle dei cinque mondiali vinti dagli uomini su tutto il materiale tecnico a disposizione.

(Elsa/Getty Images)

Qui trovate tutte le maglie delle nazionali ai Mondiali in Francia.

Il video del momento in cui il giornalista russo Ivan Golunov è tornato in libertà

Il video del momento in cui il giornalista russo Ivan Golunov è tornato in libertà

Ieri pomeriggio il giornalista investigativo russo Ivan Golunov, arrestato giovedì scorso con un’accusa poco verosimile di possesso illegale di droga, è tornato in libertà dopo che il ministero dell’Interno russo aveva deciso di ritirare le accuse e chiudere il caso. Alla sua uscita da un edificio della polizia, a Mosca, Golunov è stato accolto da una folla di giornalisti e sostenitori a cui ha detto: «Grazie a tutti per il sostegno. Capisco ancora poco cosa sia successo. Sono felice che giustizia sia stata fatta e che il caso sia stato chiuso. Spero che l’indagine continui e che nessuno si trovi nella stessa situazione in cui mi sono trovato io. […] Non avrei mai pensato che mi sarebbe successa una cosa del genere. Una buona compensazione per quello per cui sono passato sarebbe che mai più a nessun altro capiti qualcosa del genere». Nel video si sente la folla esultare per Golunov gridando «Vanja!», il diminutivo di Ivan.

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