Il post di Matteo Renzi sul suo falso fratello

Il post di Matteo Renzi sul suo falso fratello

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto lunedì sera su Facebook per mostrare un “meme” che cita un suo inesistente fratello Gianni e sostiene che guadagni “53 mila euro al mese” “alle spalle degli italiani”. Capita sempre più di frequente che privilegi e abusi a favore di parenti da parte di politici vengano inventati di sana pianta e diffusi sui social network per aggregare indignazioni e odio da parte di utenti con nessun atteggiamento critico rispetto ai contenuti diffusi online (uno molto simile a questo aveva riguardato la “sorella” di Matteo Renzi). L’immagine era stata pubblicata dieci giorni fa da una pagina aggiornata di molti contenuti simili dedicati soprattutto ad attaccare “i comunisti” e lodare Matteo Salvini.

Questo post allucinante – pubblicato su una pagina che fa il tifo per la Lega e per Salvini – ha ottenuto quasi 40.000 condivisioni. Una notizia stupida e assurda, che si unisce alla montagna di falsità sul mio conto, dai sacchetti di plastica all'aereo privato, dalla vacanza in Lamborghini ai miei acquisti immobiliari. Dobbiamo combattere una battaglia di civiltà, di educazione, di rispetto per la verità. E dobbiamo farlo tutti insieme. I dati ISTAT che raccontano la realtà hanno decisamente meno condivisioni delle #FakeNews di questi signori. La lotta contro la disinformazione, rilanciata da organi di supporto alla politica, dovrebbe riguardare tutti quanti, non solo le vittime di un costante massacro mediatico tanto assurdo quanto pericoloso. Noi non molliamo. Ah, mio fratello fa il medico. Si è laureato con 110 e lode e poi se ne è andato dall'Italia quando ero sindaco, perché mi ha detto "Se resto qui, sarò sempre considerato tuo fratello e non valorizzato per ciò che valgo". Si occupi di bambini malati di tumore e io sono fiero e orgoglioso di lui. Ha lavorato in Germania, Francia, Svizzera, Canada. Inutile dire che non si chiama Gianni e che non prende 53 mila€ al mese.

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La violenta rissa durante Filippine-Australia di basket

La violenta rissa durante Filippine-Australia di basket

Durante una partita di qualificazione ai Mondiali di basket tra Filippine e Australia, che si è giocata lunedì a Manila, è scoppiata una violenta rissa che ha coinvolto molti giocatori e si è protratta per diversi minuti tra pugni, calci, spintoni e sedie tirate. La rissa è iniziata nel terzo quarto, con l’Australia avanti di trenta punti. Un giocatore delle Filippine ha atterrato con una spinta evidente un avversario dell’Australia: un altro giocatore australiano ha allora tirato un pugno al giocatore filippino, e da lì è scoppiato il finimondo. C’è stata una reazione sproporzionata da parte della panchina filippina, che è entrata in campo per picchiare con violenza il giocatore australiano che aveva tirato il primo pugno e i compagni che sono intervenuti per difenderlo.

Una volta sedata la rissa, gli arbitri si sono riuniti a lungo per vedere i replay e decidere le sanzioni. Nove giocatori delle Filippine e quattro dell’Australia sono stati espulsi: la partita è quindi proseguita con soltanto tre giocatori filippini in campo, gli ultimi rimasti. I tre hanno quindi fatto dei falli intenzionali fino a raggiungere il limite personale, per far sospendere l’incontro. L’Australia ha vinto così la partita, concludendo in testa il suo girone di qualificazione. Per qualche motivo, durante la sospensione, i giocatori filippini si sono scattati dei selfie in campo.

Il video del crollo di una strada lunga 50 metri, in Cina

Il video del crollo di una strada lunga 50 metri, in Cina

Il primo luglio nella regione dello Sichuan, nel sud-ovest della Cina, un tratto di strada lungo 50 metri sul fianco di una collina è crollato sull’area sottostante. Il tutto è avvenuto in pochi secondi: non c’era nessuno su quel tratto di strada e nessuna persona è rimasta ferita secondo i media cinesi, ma le telecamere di sicurezza hanno ripreso la scena. Ora si sta indagando sulle cause del fenomeno, forse provocato dalle intense piogge degli ultimi giorni.

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