Le eruzioni dei vulcani islandesi hanno sempre un certo fascino

Le eruzioni dei vulcani islandesi hanno sempre un certo fascino

Dopo vari giorni di attività sismica più intensa del solito, mercoledì ha eruttato in Islanda il vulcano Fagradalsfjall, che si trova nella penisola di Reykjanes, nel sud-ovest del paese, a circa 40 chilometri dalla capitale Reykjavik. La lava ha cominciato a colare da una fenditura laterale della montagna in una valle disabitata, attirando residenti e turisti con la sua spettacolare eruzione. Il dipartimento della Protezione Civile locale ha raccomandato alle persone di evitare la zona per il pericolo che si liberino gas tossici nell’atmosfera; per ora comunque non si sono registrati incidenti e non sono stati segnalati particolari rischi di danni o disagi.

Il vulcano Fagradalsfjall aveva eruttato anche nel marzo del 2021, proseguendo per circa sei mesi, fino a settembre. Prima di allora era stato inattivo per oltre 6mila anni. Come in questo caso, anche allora l’eruzione era stata anticipata da un aumento dell’attività vulcanica e da decine di migliaia di piccoli terremoti nell’area.

Benché in Islanda i terremoti e le eruzioni vulcaniche siano molto comuni – visto che l’isola si trova lungo la linea di congiunzione tra due placche tettoniche – la nord-americana e l’euroasiatica – prima dell’anno scorso in questa zona non si verificavano eruzioni da circa 800 anni.

(AP Photo/ Marco Di Marco)

Le autorità locali hanno imposto il divieto del traffico aereo sopra l’area dell’eruzione; come ha specificato l’ente meteorologico islandese, tuttavia, è consentito il passaggio degli elicotteri per tenere sotto controllo la situazione.

Per ora comunque l’aeroporto di Reykjavik rimane aperto e operativo, e finora non sono stati segnalati disagi fuori dalla norma per i voli in arrivo o in partenza dal paese.

(AP Photo/ Marco Di Marco)

I vulcani di questa zona dell’Islanda sono effusivi e non esplosivi, vale a dire che la fuoriuscita di lava avviene per colate, senza grandi esplosioni e conseguenti alte colonne di gas, ceneri e lapilli. Sono le eruzioni che gli islandesi definiscono “per turisti” perché, con le dovute precauzioni, possono anche essere osservate in sicurezza da relativamente vicino.

Molte persone ricorderanno invece l’eruzione del vulcano Eyjafjöll, che nell’aprile del 2010 generò un’enorme nuvola di fumo e ceneri che bloccò il traffico aereo in Europa per vari giorni.

(AP Photo/ Marco Di Marco)

Il “villaggio arcobaleno” di Taiwan è stato ricoperto di vernice per protesta

Il “villaggio arcobaleno” di Taiwan è stato ricoperto di vernice per protesta

Alcuni degli edifici del “villaggio arcobaleno” di Taiwan, un piccolo quartiere di ex alloggi militari conosciuto per i suoi coloratissimi disegni e murales, sono stati ricoperti di vernice per protesta dalla stessa società che gestisce il sito dal 2013, la Rainbow Creative. Nel fine settimana la polizia ha arrestato e in seguito rilasciato 14 persone sospettate di aver imbrattato il villaggio, che si trova nella periferia della città di Taichung ed è un’attrazione turistica piuttosto nota: il presidente della società, Wei Pi-jen, ha detto ai media locali che lui e gli altri lavoratori avevano deciso di coprire i murales in segno di protesta contro la decisione di chiudere l’area per sei mesi per poter procedere con lavori di ristrutturazione.

Il villaggio arcobaleno si trova nella parte occidentale dell’isola di Taiwan, e cominciò ad attirare l’interesse degli abitanti del posto e dei turisti nel 2008, dopo che il veterano Huang Yung-fu aveva iniziato a dipingere i suoi edifici per protestare contro la loro demolizione, come era accaduto a molti altri alloggi simili. Si stima che attualmente sia visitato da un milione di persone all’anno.

La Rainbow Creative ha accusato il governo locale di «violenza amministrativa» per aver imposto all’azienda di lasciare l’area con soli cinque giorni di anticipo; inoltre, ha contestato il fatto che l’amministrazione cittadina avesse deciso unilateralmente di rescindere il contratto per la gestione del sito, sostenendo di avere i diritti sulle opere d’arte. Al momento la procura di Taichung sta indagando sul caso: l’ufficio per gli affari culturali della città ha detto che denuncerà la Rainbow Creative per danni. Huang, che ha continuato a vivere nel villaggio e oggi ha 98 anni, ha detto di essere molto dispiaciuto dell’evento, e ha aggiunto che il lavoro di tutta una vita «è stato distrutto».

Per Beppe Grillo, Di Maio e i parlamentari che lo hanno seguito sono “zombie”

Per Beppe Grillo, Di Maio e i parlamentari che lo hanno seguito sono “zombie”

Il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha pubblicato sui suoi profili social un post che paragona sarcasticamente a morti viventi i parlamentari che hanno seguito Luigi Di Maio fuori dal Movimento. Nelle immagini del post si vede un finto “album di figurine degli zombie”, con in copertina le facce trasfigurate di Di Maio, di Laura Castelli, di Davide Crippa e di Carla Ruocco, tra gli esponenti più noti che sono usciti dal M5S. E poi ci sono le fototessere di tutti gli altri, tra cui Manlio Di Stefano, Vincenzo Spadafora, Lucia Azzolina e Pierpaolo Sileri.

Da quando il M5S ha avviato la crisi politica che ha poi portato alle dimissioni di Mario Draghi, Grillo è intervenuto sempre più spesso nelle vicende interne del partito, mandando messaggi video e pubblicando interventi sul suo blog per indicare la via da seguire. Lo ha fatto per esempio nei giorni in cui si discuteva su un’eventuale deroga al limite dei due mandati, voluta dal presidente del M5S Giuseppe Conte e poi accantonata, mentre ora sta criticando fortemente Di Maio e i suoi, che hanno formato un nuovo partito insieme a Bruno Tabacci, chiamato Impegno Civico.

– Leggi anche: Cosa si sa del nuovo e inaspettato partito di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci

Il riferimento del post sugli zombie è a un breve articolo del blog di Grillo, in cui si legge: «Sapevamo fin dall’inizio di dover combattere contro zombie che avrebbero fatto di tutto per sconfiggerci o, ancor peggio, contagiarci. E così è stato: alcuni di noi sono caduti, molti sono stati contagiati». Secondo Grillo, gli “zombie” possono essere vinti perché «siamo qui per combattere, non per restare, e questa nostra diversità è spiazzante per gli zombie. Compiangiamo chi di noi è caduto e non ha resistito al contagio [Di Maio e i parlamentari del suo gruppo]. Ma soprattutto ringraziamo chi di noi ha combattuto e combatte ancora».

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