Un’altra prova che la guerra in Siria va molto oltre la Siria

Un'altra prova che la guerra in Siria va molto oltre la Siria

La guerra in Siria è cominciata nel 2011 e da subito ha coinvolto gruppi e miliziani provenienti da altri paesi. L’esempio più eclatante di questo processo è stato l’arrivo di migliaia di foreign fighters: i combattenti stranieri che si sono uniti soprattutto allo Stato Islamico (o ISIS), ma anche ai vari gruppi di ribelli che combattono il regime siriano di Bashar al Assad. Per diverso tempo è stato però sottovalutato – almeno dalla stampa italiana – il contributo dei gruppi stranieri che si sono schierati dalla parte di Assad, il quale da tempo non può più contare su un esercito che sia degno di questo nome. Charles Lister, uno degli analisti più importanti e citati della guerra in Siria, ha ripreso su Twitter uno schema che mostra le milizie che combattono insieme ad Assad: sono 66 in totale e solo 18 – il 27 per cento – sono siriane, mentre le altre sono palestinesi, libanesi, irachene, afghane, pakistane, bahreinite e yemenite.

Qualcuno ha comprato una pagina su Libero per ringraziare Maria Elena Boschi

Qualcuno ha comprato una pagina su Libero per ringraziare Maria Elena Boschi

Takeshi Kitano va ancora in tv vestito da Donald Trump

Takeshi Kitano va ancora in tv vestito da Donald Trump

Guardare la tv giapponese può essere un’esperienza piuttosto bizzarra per un italiano, e se avete visto Lost in translation sapete cosa intendiamo. A volte poi può capitare di vedere uno dei più apprezzati registi contemporanei, Takeshi Kitano, andare in una trasmissione televisiva conciato come Donald Trump, come raccontato su Facebook dallo scrittore Adriano Barone:

Kitano, che nella sua carriera ha vinto anche un Leone d’Oro al festival di Venezia per il film Hana-bi, si veste da Donald Trump già da qualche mese, anche se non è chiaro perché lo faccia, se non per il suo divertimento.

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