La difficile vita di una balenottera azzurra in Cile

La difficile vita di una balenottera azzurra in Cile

Il Centro Ballena Azul, ong cilena che si occupa di conservazione marina, ha pubblicato su Twitter un’animazione che mostra il percorso che ha compiuto una balenottera azzurra per procacciarsi il cibo, dovendo schivare la rotta delle navi che attraversano il Golfo di Ancud, in Cile, nella Patagonia settentrionale. La balenottera azzurra è il più grande animale che sia mai vissuto sulla Terra. L’animazione ricostruisce i movimenti del cetaceo nel giro di una settimana, nel marzo del 2019: la balenottera, indicata da un puntino blu, cambia percorso ogni volta che si imbatte nella rotta delle navi, che sono a loro volta indicate con puntini marroni.

I rischi collegati alla conservazione della specie in questa parte dell’oceano Pacifico sono stati analizzati in maniera più approfondita in un paper che è stato pubblicato pochi giorni fa sull’autorevole rivista scientifica Nature. In queste aree ogni giorno navigano anche più di 700 imbarcazioni, la maggior parte delle quali sono destinate alla pesca: a causa del grande traffico marino le balenottere azzurre, che sono già in grave pericolo di estinzione, rischiano di essere travolte o di doversi spostare in altre zone, dove il cibo è più scarso.

Anche il secondo test di Starship è finito col botto

Anche il secondo test di Starship è finito col botto

Nel tardo pomeriggio di martedì 2 febbraio (in Italia era notte), la compagnia spaziale statunitense SpaceX ha condotto un lancio sperimentale di “Starship”, la sua nuova astronave che un giorno dovrebbe essere impiegata per i viaggi verso la Luna e Marte. Il prototipo del veicolo spaziale (SN9) alto come un palazzo di 16 piani, e che ricorda un grande silo per i cereali, ha raggiunto un’altitudine di circa 10 chilometri, poi ha spento i motori ed è tornato al suolo per un atterraggio controllato finito con una fragorosa esplosione nei pressi di Boca Chica, nel Texas meridionale. Qualcosa di analogo era già accaduto lo scorso 9 dicembre, quando la versione SN8 si era disintegrata al suolo durante la fase di ritorno.

Esplosione finale a parte, il test è stato un successo e ha permesso a SpaceX di raccogliere molte informazioni sul comportamento della propria astronave. Starship è ancora in una fase iniziale di sviluppo ed è quindi normale che sia sottoposta a lanci sperimentali dagli esiti molto incerti. Entro poche settimane, SpaceX confida di sperimentare un nuovo prototipo, SN10, che dovrebbe consentire di ottenere ulteriori informazioni sull’aerodinamica e la resistenza dell’astronave.

SpaceX lavora a Starship da circa 8 anni, ma i test con i primi prototipi erano iniziati solo nel marzo dello scorso anno. Nella versione finale, l’astronave dovrebbe essere una delle più grandi mai realizzate, con un diametro di 9 metri e un’altezza di 50 metri. I piani prevedono che abbia la capacità di spostarsi in autonomia nello Spazio grazie a sei enormi motori a metano, che possono essere impiegati per fare atterrare verticalmente l’astronave sulla Terra o su altri corpi celesti, come la Luna e Marte. Per partire dal nostro pianeta, Starship dovrà fare affidamento sulla spinta di Super Heavy, un gigantesco razzo alto 72 metri ancora nella sua fase di sviluppo.

Il test col botto di Starship

La linea dell’autobus ispirata a Rodari comparsa a Roma

La linea dell'autobus ispirata a Rodari comparsa a Roma

Da qualche giorno a Roma è comparsa una nuova indicazione su alcune fermate dell’autobus, che a fianco alle normali linee segnala la “Fantastica F 140”, le cui fermate sono chiari riferimenti alle opere per l’infanzia dello scrittore Gianni Rodari. Il nome della linea fa probabilmente riferimento alla teoria di Rodari secondo cui a contrapposizione della logica esiste anche una “fantastica”, cioè l’arte di inventare. Tra le fermate della linea ci sono La torta in cielo, Il pescatore di ponte Garibaldi e Favole al telefono, ma anche Pantheon al limone e Campidoglio al pistacchio. In basso sono indicati anche gli orari della “prima e non ultima partenza” dal capolinea: nei giorni feriali tra le 5,30 e le 25, nei festivi tra le 4,30 e le 33,30.

L’indicazione della linea “F 140”, già commentata sui social e sui giornali, è di color fucsia e nella forma è del tutto simile alle fermate reali: non sembra però essere un’iniziativa ufficiale di ATAC, l’azienda dei trasporti romana, che non ha comunicato nulla al riguardo. Non si sa chi abbia messo l’indicazione. La pagina Facebook di Edizioni EL, tra le prime a diffondere la notizia, ha scritto: «Noi non c’entriamo, ma vorremmo tanto sapere chi è quel genio che l’ha inventata, per dargli un gran bacio in fronte!».

– Leggi anche: I cento anni dalla nascita di Gianni Rodari

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