La chiamata per l’intervento della polizia che ha portato alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna

Uno striscione alla manifestazione per chiedere giustizia per la morte di Abderrahim Fakir, il 20 luglio 2026 a Bologna (ANSA/MAX CAVALLARI)
Uno striscione alla manifestazione per chiedere giustizia per la morte di Abderrahim Fakir, il 20 luglio 2026 a Bologna (ANSA/MAX CAVALLARI)

Il Tg1 ha pubblicato l’audio della chiamata alla polizia che ha portato all’intervento in cui domenica è morto Abderrahim Fakir a Bologna. Nell’intervento Fakir, un 42enne di origini marocchine, era stato immobilizzato a terra da due agenti di polizia per diversi minuti, sdraiato a faccia in giù mentre chiedeva aiuto, fino alla sua morte.

L’uomo che ha chiamato la polizia è un passante che ha visto Fakir per strada (nell’audio la voce è stata camuffata per renderlo irriconoscibile). Dice che una «persona extracomunitaria», cioè Fakir, sta «urlando e scalciando» contro le porte di alcuni garage e chiedendo aiuto perché era convinto che qualcuno lo volesse uccidere. La centralinista della polizia gli chiede di descrivere Fakir e, dopo aver ascoltato la risposta, chiede alcuni dettagli in più sulla sua posizione. A quel punto la centralinista dice che la polizia sarebbe intervenuta immediatamente.

Dall’audio che è stato diffuso si capisce che la telefonata è ripresa dopo che era caduta la linea. C’era quindi stata una prima parte di conversazione che non è presente nell’audio diffuso dal Tg1.