Off sh-Ior

Quando penso all’Istituto per le Opere Religiose (Ior) mi viene in mente Marcinkus con il sigaro tra le dita, lo scandalo del Banco Ambrosiano, il ponte dei Frati Neri sul Tamigi, i finanziamenti segreti a Solidarnosc, e non solo gli avvenimenti più recenti di Vatileaks, ma, per dire, lo scandalo Enimont, l’operazione Sofia, Fiorani, Anemone e…amen.
Non sono un esperto di tematiche religiose, preferisco la spiritualità. Ma scoprire che sotto l’egida di un Papa tedesco tutte le operazioni dello Ior si sono trasferite in Germania, salta agli occhi.

La notizia però è un’altra: grazie a un’interrogazione di Marco Turco (Pd-Radicali) si è scoperto che lo Ior non può operare in Italia perché è un istituto di un paese extra-comunitario.

Il ministero dell’Economia ha ricordato che le banche extracomunitarie non possono operare in Italia tramite succursali senza autorizzazione della Banca d’Italia.

 

Ebbene sì, ora tutto è più chiaro, lo Ior è un off-shore.

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