Apocalissi del giovedì pomeriggio: esplode Betelgeuse

Cosa succederebbe se una delle stelle più vicine al Sole, giunta alla fine della sua vita, si trasformasse in una supernova? Non sarebbe una bella cosa. Le esplosioni di supernovae sono tra gli eventi più violenti che avvengono nell’universo, ed essere nei paraggi potrebbe essere catastrofico.

Da qui a trasformare l’eventualità remota in una minaccia concreta ce ne passa. Pare però che in rete abbia cominciato a circolare una voce allarmistica: Betelgeuse (la supergigante rossa spalla destra di Orione) starebbe per esplodere. Detta così, può anche andare. Gli astronomi sanno davvero che Betelgeuse è una stella alla fine del suo ciclo vitale, e che prima o poi diventerà una supernova. Ma la voce rimbalzata in rete parla di una esplosione imminente: entro settimane o mesi.

Il che trasforma immediatamente la cosa in una barzelletta. Il punto è che, molto semplicemente, non è possibile prevedere esattamente quando una supernova esploderà. I tempi astronomici sono lunghi, molto più lunghi dei tempi umani. Ora, potreste dirmi “se non sai prevedere quando esploderà non puoi neanche escludere che avvenga domani”. Il che è vero: poi, però, chi mette in giro una voce che prevede l’esplosione con una precisione di settimane dovrebbe dirmi come ha fatto. (La mia ricostruzione della cosa, dalla lettura della discussione sul sito di catastrofisti che ha dato origine all’allarme è questa: qualcuno dell’osservatorio di Mauna Kea, probabilmente uno studente, ha parlato casualmente con i genitori della possibilità che Betelgeuse diventi prima o poi una supernova, magari facendosi prendere la mano dall’entusiasmo ed esagerando i dettagli, e la cosa è degenerata.)

In ogni caso, Betelgeuse non è abbastanza vicina alla Terra da essere preoccupante. Si trova a circa 600 anni-luce da noi: per avere qualche effetto sulla biosfera terrestre, l’esplosione dovrebbe trovarsi in un raggio di qualche decina di anni-luce. E in quel raggio, stelle candidate a diventare supernovae non ce ne sono. Almeno, non per qualche miliardo di anni. (In realtà, come dice Bad Astronomy – il primo blog a occuparsi della faccenda – qualsiasi astronomo si augurerebbe di poter assistere all’esplosione di Betelgeuse, per la quantità di informazioni che potrebbe ottenere studiandola.)