Figli delle stelle

Tutti gli atomi di cui siamo fatti sono stati creati all’interno delle stelle. (Fa eccezione l’elio, che per la maggior parte è stato creato nei primi minuti dopo il big bang). Le stelle sono grandi fornaci che producono la loro energia bruciando nuclei atomici attraverso catene di reazioni nucleari. La reazione più comune fonde nuclei di idrogeno in nuclei di elio – è quella che, per esempio, tiene acceso il nostro Sole.

Ma il tempo passa, e l’idrogeno si esaurisce. A quel punto la stella ha davanti a sé due destini. Se è abbastanza massiccia, si comprime sotto il proprio peso, riscaldandosi fino a innescare altre reazioni nucleari: la cosa può andare avanti ancora un po’, fondendo via via elementi più pesanti, fino al ferro. Se invece la stella non ha abbastanza massa, la contrazione termina in modo malinconico – la stella finisce i suoi giorni spegnendosi e raffreddandosi lentamente.

Le stelle del secondo tipo diventano nane bianche. Quelle del primo tipo, invece, dopo che le reazioni nucleari non riescono a procedere oltre, esplodono, spargendo in giro per lo spazio gli elementi che hanno prodotto. Queste esplosioni, chiamate supernovae, sono tra gli eventi più violenti che avvengono nell’universo: ma sono anche ciò a cui dobbiamo la nostra esistenza.

In realtà, può accadere che anche una nana bianca, invece di estinguersi placidamente, diventi una supernova. Succede quando la nana bianca ha per compagna un’altra stella. La gravità della nana bianca può strappare materiale alla compagna fino a superare la massa critica necessaria a innescare l’esplosione, causando una supernova di tipo diverso e ben riconoscibile.

Fino a oggi, si pensava che tutte le supernovae dovessero far parte di uno di questi due tipi. Ma una supernova osservata per la prima volta nel 2005, e analizzata in dettaglio negli ultimi anni, non sembra rientrare in nessuna delle due categorie. I risultati che hanno portato a questa conclusione sono in uscita sull’ultimo numero di Nature. Come nella pubblicità di una merendina, queste strane supernovae si distinguono per l’alto contenuto di calcio. Visto che in fondo veniamo tutti dalle ceneri di una stella esplosa, sarà interessante capire meglio cosa c’è sotto.