Al teatro La Fenice di Venezia ci sono nuove proteste
La gestione del sovrintendente è ancora molto criticata, dopo le polemiche intorno all'ex direttrice musicale Beatrice Venezi
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I lavoratori e le lavoratrici della Fenice di Venezia, uno dei più famosi teatri al mondo, hanno confermato il doppio sciopero del 13 e del 28 novembre, in occasione delle inaugurazioni della stagione lirica e di quella sinfonica. La decisione di portare avanti la protesta, già annunciata a ottobre, è stata presa dopo una riunione dell’assemblea delle maestranze e dei sindacati con la fondazione che gestisce l’attività del teatro, che è presieduta dal sindaco Simone Venturini, di centrodestra, ed è guidata dal sovrintendente Nicola Colabianchi.
Gli scioperi alla Fenice erano iniziati nel 2024 e avevano portato all’annullamento della prima di Otello. Lavoratori e lavoratrici chiedono un adeguamento dei salari e criticano pesantemente la gestione del teatro, dei turni e dei carichi di lavoro. Nel 2025 le proteste si erano concentrate soprattutto sulle scelte artistiche del nuovo sovrintendente Colabianchi, incaricato nel marzo di quell’anno dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Una delle prime scelte di Colabianchi fu di nominare Beatrice Venezi come direttrice musicale del teatro, decisione da subito contestata dai lavoratori del teatro, sia dai tecnici che dai membri del coro, ma soprattutto dai cosiddetti “professori d’orchestra”, anche detti orchestrali. Un po’ per l’evidente natura politica della nomina, considerata la vicinanza di Venezi alla destra di governo, e un po’ per una più concreta questione di qualità professionale di Venezi, non ritenuta all’altezza di un teatro storico e prestigioso come La Fenice. Alla fine le proteste avevano avuto successo e l’incarico di Venezi era stato annullato.
Le proteste più recenti hanno a che fare con questioni più strutturali, tra cui, oltre ai salari, anche la poca trasparenza sull’organigramma e sui bandi per i ruoli decisionali all’interno del teatro. Il consigliere comunale del Partito Democratico Nicola Pellicani ha poi presentato un’interrogazione al sindaco a sostegno della protesta dei lavoratori, in cui chiede risposte sul cambio dell’assetto organizzativo della fondazione, sull’attuale ripartizione delle responsabilità tra sovrintendenza e funzioni dirigenziali, sulle carenze nel coordinamento dei vari reparti e nella gestione del personale, e su come e a chi vengono assegnate le risorse.
Il punto di rottura, per i lavoratori e le lavoratrici, era comunque arrivato dopo la tournée a Shanghai dove il teatro era stato invitato a mettere in scena la Tosca di Puccini il 22 ottobre per l’inaugurazione della stagione lirica della nuova Shanghai Grand Opera House. Proprio in quei giorni l’assemblea sindacale aveva annunciato gli scioperi citando la pessima organizzazione della tournée, poi definita «vergognosa».
Nel tentativo di disinnescare la vertenza con i sindacati, la direzione del teatro aveva fatto una proposta all’assemblea sindacale, basata su tre punti principali: un aumento del welfare aziendale da 250mila a 400mila euro, sfruttando fondi straordinari messi a disposizione da regione e comune, e due incontri dedicati, per usare le parole di Colabianchi, «alla valorizzazione delle professionalità» e «all’organizzazione del lavoro».
La proposta è stata però bocciata dalla maggioranza dei 152 lavoratori che hanno partecipato all’assemblea sindacale perché giudicata «insufficiente» e «fumosa» rispetto «alla gravità della situazione», e definita come «un tentativo di risolvere questioni strutturali con soluzioni di facciata».
Lo spettacolo che salterà il 13 novembre è la Fedora di Umberto Giordano, mentre il 28 novembre era in programma il concerto dell’orchestra diretto da Riccardo Frizza e del coro del teatro guidato da Elena Pierini. Il sovrintendente ha detto di aver «preso atto» della situazione e che la fondazione è ora impegnata «a predisporre le misure necessarie per gestire le conseguenze delle iniziative proclamate». Prossimamente saranno fornite al pubblico informazioni sullo svolgimento degli spettacoli e sulle eventuali procedure di rimborso.



