La polizia ha eseguito 16 misure cautelari per gli scontri alla fine del corteo di gennaio per l’Askatasuna a Torino

Alcune persone durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, 31 gennaio 2026 (ANSA/Alessandro Di Marco)
Alcune persone durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, 31 gennaio 2026 (ANSA/Alessandro Di Marco)

La polizia ha eseguito misure cautelari nei confronti di 16 persone indagate per gli scontri avvenuti a Torino a gennaio alla fine del corteo contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. Le misure cautelari sono di vario tipo, e includono la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari, l’obbligo di presentarsi quotidianamente a un ufficio della polizia giudiziaria e il divieto di dimora (ovvero il divieto di abitare in un determinato luogo, in questo caso a Torino).

Tra le persone destinatarie di una misura cautelare c’è Stefano Millesimo, indicato dagli investigatori come uno dei leader dell’Askatasuna; un’altra persona è indagata per aver partecipato all’aggressione di un poliziotto, accerchiato e picchiato da un gruppo di manifestanti, anche con un martello; un’altra ancora è accusata di aver incendiato un furgone del Reparto mobile della polizia, mentre un agente si trovava a bordo. In generale, tra le accuse contestate ci sono quelle di tentato omicidio, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate.

Il 31 gennaio a Torino ci fu una manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna: fu molto partecipata e pacifica, ma verso la fine ci furono scontri con la polizia in cui rimasero ferite decine di persone, sia tra i manifestanti che tra gli agenti. A seguito degli scontri circolò molto un video in cui un agente veniva aggredito da un gruppo di manifestanti, uno dei quali lo colpiva con un martello.