Trump dice che gli Stati Uniti non daranno più aiuti economici a Israele
Perché «non ha bisogno» di aiuto, e per non offrire il fianco alle critiche dei Democratici
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Martedì in un’intervista telefonica a un programma di Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che entro la fine di quest’anno gli Stati Uniti smetteranno di inviare aiuti economici a Israele: è il paese che ha ricevuto la maggiore quantità di aiuti statunitensi dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi. Trump ha detto che Israele «è diventato un paese di grande successo, che non ha bisogno» di soldi e che quindi «noi [cioè gli Stati Uniti, ndr] non lo pagheremo», d’accordo col governo israeliano. Gli Stati Uniti comunque continueranno a inviare aiuti militari e a vendere armi a Israele.
L’annuncio è stato dato nel giorno delle elezioni di metà mandato per rinnovare la Camera e circa un terzo del Senato degli Stati Uniti, per i quali i sondaggi danno i Repubblicani in svantaggio: segue quindi anche una logica elettorale. Trump lo ha usato per dire che il suo Partito Repubblicano non dovrebbe «patire gli attacchi» da parte di Democratici «sciroccati» come Abdul El-Sayed, candidato per il Senato in Michigan.
Soprattutto tra i Democratici statunitensi il sostegno economico e militare a Israele è sempre meno popolare, e Trump ha accusato il partito rivale di voler strumentalizzare la questione. Trump ha sostenuto le proprie posizioni dicendo che Israele «può comprarsi quello che vuole», e ha comunque ribadito il proprio sostegno al paese.
Anche per questo l’annuncio di Trump va preso con qualche cautela: è possibile che dopo il periodo elettorale il piano non venga attuato per molto tempo, o che il presidente faccia dei passi indietro, come ha dimostrato di fare per altre questioni.
Trump ha detto che Israele riceve l’equivalente di 4 miliardi di dollari (più di 3,5 miliardi di euro) dagli Stati Uniti ogni anno. Non è stato molto specifico, ma con ogni probabilità si riferisce a un accordo del 2016 che prevede un pagamento annuo di 3,8 miliardi di dollari, e la cui fine era prevista nel 2028. Trump ha detto che lui e il primo ministro israeliano uscente Benjamin Netanyahu si erano messi d’accordo per sospendere i pagamenti mesi fa, e che a Israele «va bene così».
In effetti Netanyahu ha detto più volte di voler rendere Israele meno dipendente dagli Stati Uniti.
– Leggi anche: Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in diretta con il Post


