Sono iniziate le operazioni di spegnimento degli altiforni dell’ex ILVA di Taranto
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Martedì mattina sono iniziate le operazioni di spegnimento dei cosiddetti altiforni dell’ex ILVA, l’enorme e discussa acciaieria di Taranto. A comunicare la notizia ai sindacati è stata l’azienda, che oggi si chiama Acciaierie d’Italia. Il processo di spegnimento dovrebbe concludersi entro questa settimana.
Gli altiforni sono la parte essenziale dell’area a caldo dell’ex ILVA, perché è lì che si forma la colata di ghisa da cui poi si ottiene l’acciaio. Nello stabilimento di Taranto ce ne sono quattro, di cui uno spento da anni e tre in una condizione chiamata “preriscaldo”, in cui l’altoforno non produce ghisa ma la sua temperatura resta comunque elevata, più o meno a mille gradi: in questo modo si può all’occorrenza alzare di nuovo la temperatura fino ai circa duemila gradi necessari per la produzione di ghisa. Solo uno di questi tre aveva continuato la produzione fino a inizio ottobre: gli altri due erano in preriscaldo già da mesi.
Il preriscaldo serve a tenere fermo un altoforno senza spegnerlo del tutto, un’operazione da cui è molto più difficile e dispendioso tornare indietro. È stato usato finché il futuro dell’ex Ilva è rimasto incerto, ma giovedì scorso una sentenza della Corte di Cassazione aveva respinto i ricorsi contro la chiusura dell’area a caldo dell’ex ILVA, per le conseguenze ambientali e sanitarie che causa sul territorio. Con la sua sentenza, la Cassazione di fatto ha disposto la chiusura dell’intero stabilimento: così si è passati anche dal preriscaldo allo spegnimento degli altiforni.
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