E quindi, queste targhe personalizzate?
Da quello che si sa finora: si potranno scegliere combinazioni di lettere e numeri a proprio piacimento e i costi saranno piuttosto alti
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Una delle novità dell’ultima riforma del codice della strada di cui si sta discutendo di più in questi giorni è quella che introduce la possibilità di mettere una targa personalizzata sulla propria auto o su una moto. Ne ha parlato in conferenza stampa sulla legge di bilancio giovedì anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dicendo che «ci si potrà più o meno sbizzarrire» e che «qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere».
L’idea di base è che si potrà richiedere di personalizzare la targa con una specifica combinazione di lettere e numeri. Attualmente le targhe seguono uno schema fisso di 7 caratteri (AA 000 AA), con numeri centrali da 0 a 9: non si sa ancora se questo schema resterà, ma nella legge di bilancio si parla di combinazione alfabetica, numerica o alfanumerica. Non potranno però essere usati caratteri speciali o simboli e la combinazione non dovrà ovviamente essere già in uso da qualcun altro. Secondo l’ANSA il font e i colori dei caratteri (neri su sfondo bianco e fasce blu laterali) resteranno identici a quelli attuali, così come le dimensioni delle targhe, per via delle norme europee.
La rivista specializzata Quattroruote scrive che altre specifiche saranno inserite in un decreto ministeriale che sarà approvato nei primi mesi del 2027 e che chiarirà, tra le altre cose, quello che si potrà scrivere o no sulla targa e il numero dei caratteri.
La possibilità di avere una targa personalizzata era in realtà già stata introdotta con una riforma nel 2002, ma non erano state approvate le norme attuative e quindi la misura non era mai entrata in vigore. Ora il ministro dei Trasporti Matteo Salvini l’ha reinserita nella nuova proposta del codice della strada, approvata a metà ottobre dal Consiglio dei ministri, che dovrebbe entrare in vigore l’1 gennaio del 2028. La legge di bilancio, che va approvata entro il 31 dicembre, ha anticipato al 2027 l’introduzione delle targhe personalizzate: il testo inizierà a breve la discussione in parlamento e potrebbe ancora essere modificato.
Nel testo attuale della legge di bilancio si legge che la targa personalizzata è abbinata a un solo veicolo, ma il proprietario potrà spostarla su un altro mezzo di sua proprietà se vendesse quel veicolo, se lo rottamasse o se il veicolo venisse distrutto in qualche modo o per qualche motivo venisse radiato dal pubblico registro automobilistico.
Una volta richiesta una combinazione, la motorizzazione civile dovrà innanzitutto verificare che non sia già stata utilizzata. Dopodiché l’auto o la moto saranno immatricolati, verrà rilasciato il documento unico di circolazione e sarà data prima una targa provvisoria tradizionale. La targa personalizzata sarà consegnata dall’Istituto poligrafico dello stato entro 30 giorni.
Tutto questo avrà dei costi, anche abbastanza elevati. Nel testo della legge di bilancio, che specifica le disposizioni economiche per la misura, si legge che personalizzare la propria targa costerebbe agli automobilisti mille euro se la richiesta fosse fatta entro il primo giugno del 2027, oppure 500 euro se fatta dopo quella data. Il prezzo più alto nei primi tre mesi serve a dare la possibilità di assicurarsi per primi la combinazione di lettere e numeri desiderata, prima che possa essere scelta da qualcun altro. Per le aziende il prezzo sarebbe invece di 10mila prima del 1° giugno e 5mila euro dopo. A questi costi si aggiungerebbero quelli per la produzione fisica della targa e una maggiorazione, ancora da definire, destinata al ministero dei Trasporti.
Sui social stanno circolando da qualche giorno vari meme che prendono in giro la proposta delle targhe personalizzate: alcuni propongono combinazioni, per così dire, fantasiose fatte con l’intelligenza artificiale; altri la mettono in relazione a questo periodo in cui il costo del carburante è molto elevato e ci sono state grosse proteste per il carovita. Per dire in sostanza che le targhe personalizzate non risolvono nessuno di questi problemi e peraltro costano parecchio.
È un pensiero espresso d’altronde anche dallo stesso Salvini, che sabato ha detto che non pagherebbe per mettere sulla propria auto una targa personalizzata – «Se devo pagare più soldi per avere una targa personalizzata io non li pago. Però questo è un parere mio» – aggiungendo che questa misura «sicuramente non è una priorità», ma che secondo lui permetterebbe comunque di portare soldi nelle casse dello stato.
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